Michele Ventura è stato bersaglio di messaggi minatori per l’appello rivolto ai colleghi.

“Muori tu e tutti quelli che si vaccinano come te. Ti auguriamo di morire di Covid, ma siccome è un virus inventato, speriamo che tu muoia presto di qualche altra malattia”. E’ uno dei messaggi minatori ricevuti da Michele Valente, presidente di Omceo Vicenza, finito nel mirino di negazionisti e no-vax per aver scritto una lettera ai medici vicentini, invitando gli iscritti all’Ordine provinciale dei medici a vaccinarsi contro il coronavirus. Un appello, il suo, giustificato dalla bassa adesione alla campagna vaccinale da parte degli operatori sanitari.

Solidarietà a Valente è stata subito espressa dai presidenti degli altri Omceo veneti (Stefano Capelli – Belluno, Luigino Guarini – Treviso, Carlo Rugiu – Verona, Domenico Crisarà – Padova, Giovanni Leoni – Venezia, Francesco Noce – Rovigo), che in una nota congiunta hanno ringraziato il collega vicentino “per il suo impegno”, ricordando l’importanza della vaccinazione e invocando il “rispetto di tutti i caduti per questa malattia e dei loro familiari, di tutti gli operatori sanitari che hanno perso la vita nella battaglia contro il Covid e di quelli che stanno lavorando in queste ore ininterrottamente, anche di sabato e domenica, per accelerare il ritmo delle vaccinazioni o curare i malati”.

Le intimidazioni ricevute, comunque non intimoriscono Valente, che tira dritto: «Ho lasciato stare. Vado avanti per la mia strada. Fare il medico e guidare un ordine professionale è una missione. Il resto non mi interessa. L’obiettivo della mia lettera è stato ampiamente raggiunto, visto che si è vaccinato oltre il 95% dei colleghi, quasi la totalità degli iscritti». Di seguito il testo della lettera inviata ai colleghi dal presidente di Omceo Vicenza.

Caro collega,la campagna vaccinale anti COVID-19 è ormai iniziata da circa due settimane. Le categorie più esposte al rischio di contagio (medici e operatori sanitari) si stanno sottoponendo massicciamente al vaccino, secondo i programmi e le modalità stabiliti dalle singole ASL. Il fatto che le Aziende Sanitarie abbiano scelto di vaccinare prima i medici e gli operatori sanitari è un gesto di forte valore simbolico che rende merito all’impegno che i medici hanno profuso in questa pandemia.

Purtroppo si deve constatare che, nonostante gli inviti e i solleciti, una parte considerevole di medici non ha aderito all’invito per la vaccinazione. A questi colleghi che per vari motivi (compresi i motivi ideologici o le paure infondate ecc.) non stanno aderendo alla vaccinazione, ricordo che il “vaccino è per noi il migliore DPI”. È pertanto necessario somministrarlo in fretta a tutti i medici.

Sono più di 100 i nostri colleghi trascinati via della seconda ondata COVID-19, senza contare i tanti medici (molti MMG) che sono stati contagiati e quelli che si sono ammalati in modo serio. L’adesione al vaccino è volontaria ma per noi medici è un obbligo morale. Per questo l’Ordine lancia un appello affinché gli operatori sanitari si vaccinino in massa a partire dai medici e pediatri di famiglia. Vaccinarsi vuol dire avere a cuore la salute di tutti oltre che la salute nostra e dei nostri familiari.

Oltre a dare il buon esempio ai cittadini, anche in vista della fase più difficile in cui si dovrà convincere la gente a vaccinarsi, i medici non si possono permettere il rischio di essere vettori di contagio. Noi medici siamo i più esposti alle infezioni e possiamo trasmetterle a pazienti fragili. E questo anche con importanti ripercussioni medico-legali. Il dovere della “tutela della salute individuale e collettiva” viene citato a partire dall’articolo 1 del Codice di Deontologia Medica. Per questo vaccinarsi è un dovere deontologico di ogni medico.

L’Ordine prevede provvedimenti disciplinari per i medici che rifiuteranno il vaccino anti COVID senza una valida ragione. Ci viene segnalato dalle Aziende sanitarie in questi giorni che un numero considerevole di medici e pediatri di famiglia (compresi medici che operano nelle case di riposo) non ha ancora aderito alla chiamata per la vaccinazione. Queste sacche di dubbiosi (naturalmente vanno esclusi i medici che già sono stati contagiati o non possono sottoporsi al vaccino per motivi di salute) rischiano di compromettere l’impegno di una intera categoria e offendono i sentimenti di tutti quei Colleghi, liberi professionisti odontoiatri giovani medici e pensionati, che stanno attendendo con trepidazione il loro turno per la prenotazione alla vaccinazione.

La vaccinazione anti COVID-19 è stata attesa come “la luce in fondo al tunnel” durato quasi un anno. L’Ordine dei Medici invita tutti i propri iscritti, in questa corsa contro il tempo, ad aderire convintamente alla vaccinazione, che rappresenta attualmente l’unica via d’uscita dall’incubo che tutti stiamo vivendo. Nel contempo l’Ordine si augura di non essere costretto ad avviare procedimenti disciplinari per quei medici che rifiuteranno la vaccinazione pur pretendendo di esercitare la propria attività a contatto con i pazienti.

Redazione Nurse Times

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