L’aumento di contagi preoccupa l’Organizzazione mondiale della Sanità. E l’Agenzia europea per i medicinali corre ai ripari.

L’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) ha deciso di lanciare il suo massimo livello di allerta per l’aumento di contagi da vaiolo delle scimmie, che da inizio maggio ha colpito quasi 17mila persone in 74 Paesi del mondo. Lo ha annunciato il direttore generale Tedros Adhanom Ghebreyesus durante una conferenza stampa a Ginevra.

“Ho deciso di dichiarare un’emergenza di salute pubblica di portata internazionale”, ha detto, aggiungendo che il rischio è alto soprattutto in Europa, mentre nel resto del mondo è “moderato”. E spiegando che il comitato di esperti non è riuscito a raggiungere un consenso unanime, ma è rimasto diviso sulla necessità di attivare il massimo livello di allerta.

Intanto il Comitato per i medicinali per uso umano dell’Agenzia europea per i medicinali (Ema) ha raccomandato di estendere l’indicazione del vaccino contro il vaiolo (Imvanex), approvato nell’Ue dal 2013, anche per includere l’uso per la protezione degli adulti dal vaiolo delle scimmie. Il preparato contiene una forma viva modificata (indebolita) del virus Vaccinia, denominata Vaccinia Ankara, correlata al virus del vaiolo.

È stato anche considerato un potenziale vaccino per il vaiolo delle scimmie a causa della somiglianza tra i due virus. Il comitato per i medicinali per uso umano dell’Ema ha basato la propria raccomandazione sui dati di diversi studi sugli animali che hanno mostrato protezione contro il virus del vaiolo delle scimmie in primati non umani vaccinati con Imvanex.

Per confermare l’efficacia del vaccino contro il vaiolo delle scimmie saranno raccolti dati da uno studio osservazionale che sarà condotto durante l’epidemia di vaiolo delle scimmie in corso in Europa. Il profilo di sicurezza del medicinale è favorevole, con effetti collaterali da lievi a moderati, e il Comitato dell’Ema ha concluso che i benefici del medicinale sono maggiori dei rischi.

Anche Andrea Bassetti, direttore della Clinica di malattie infettive del Policlinico San Martino di Genova, si dice preoccupato. “Siamo arrivati a oltre 15mila casi in più di 70 Paesi nel mondo, che probabilmente rappresentano la punta dell’iceberg – ha detto ad Adnkronos Salute –. E’ verosimile pensare che siano 5-6 volte di più. Siamo vicini, quindi, ai 100mila casi reali. L’Italia rimane fra i primi dieci Paesi, con circa 400 casi. Sono numeri impressionanti”.

E ancora: “Nessuno vuole fare allarmismo, ma occhio a sottovalutare problema. Sarebbe il caso di partire ora con un’importante campagna vaccinale indirizzata a giovani maschi, altrimenti a settembre rischiamo di avere decine di migliaia di casi diagnosticati e altrettanti sotto traccia. Estendere il vaccino per il vaiolo umano con l’indicazione anche per vaiolo scimmie è appropriato. E’ evidente che servirebbe un vaccino più specifico, ma in questo momento può andare bene allargare l’indicazione”.

Redazione Nurse Times

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