I numeri in crescita dei casi Covid tra i più giovani ha indotto il Cts dell’Agenzia Italiana del Farmaco a dare l’okay. La dose aggiuntiva dovrà essere somministrata con Comirnaty di Pfizer dopo almeno quattro mesi dal ciclo primario.

La Commissione tecnico scientifica (Cts) dell’Aifa, su richiesta del ministero della Salute, ha espresso parere favorevole sulla possibilità di prevedere una dose booster di vaccino per i soggetti di età compresa tra i 12 e i 15 anni, prevista dalla circolare ministeriale dal titolo “Estensione della raccomandazione della dose di richiamo (booster) a tutti i soggetti della fascia di età 12-15 anni, nell’ambito della campagna di vaccinazione anti-SarsCoV2”.

In analogia con quanto già stabilito per la fascia di età 16-17 anni e per i soggetti fragili di 12-15 anni, questa dose aggiuntiva dovrà essere effettuato con il vaccino Comirnaty di Pfizer/Biontech, al dosaggio di 30 mcg in 0,3 ml, come richiamo di un ciclo primario, indipendentemente dal vaccino utilizzato per lo stesso e con le stesse tempistiche previste per gli over 16, cioè dopo almeno quattro mesi dal ciclo primario.

Secondo il report degli ospedali sentinella della Fiaso (Federazione italiana aziende sanitarie e ospedaliere), nei sette giorni tra il 28 dicembre e il 3 gennaio sono cresciuti dell’86% i pazienti sotto i 18 anni ricoverati per Covid, rispetto al totale dei pazienti pediatrici dei sette giorni precedenti. Il numero dei bambini ricoverati nei quattro ospedali pediatrici che forniscono i dati alla Fiaso è quasi raddoppiato, passando da 66 a 123. Triplicato il numero di piccoli in terapia intensiva: da due a sei in una settimana. Tra i piccoli degenti il 62% ha tra zero e quattro anni, ed è quindi in una fascia di età non vaccinabile.

Spiegano dall’Ospedsale pediatrico Bambino Gesù di Roma: “Non è che la malattia sia più grave, ma, aumentando il numero dei contagiati, aumentano anche coloro che hanno bisogno di cure ospedaliere, generalmente brevi i bambini sotto gli 11 anni sono meno vaccinati. Continuiamo a fare appello ai genitori per la vaccinazione”. Sempre dal Bambino Gesù indicano un’impennata del numero di bambini ricoverati per Covid in seguito all’exploit di contagi generali: a oggi sono 50, “raddoppiati nel giro di poche settimane, mentre i bambini in terapia intensiva sono quattro”.

Stesso appello arriva da Alberto Zanobini, direttore generale dell’Ospedale pediatrico Meyer di Firenze e presidente dell’Associazione degli ospedali pediatrici, che esprime anche preoccupazione per il numero di contagi dei prossimi 20 giorni: “Adesso i ricoveri pediatrici hanno raggiunto un picco mai visto dall’inizio della pandemia. Bisogna procedere velocemente alla vaccinazione dei bambini che già la possono fare, per il loro bene. Non c’è da aspettare. Con questi numeri poi a rischiare di più sono i fragili”.

Zanobini sottolinea poi che con la variante Omicron si registra un aumento dei ricoveri, ma non di occupazione nelle terapie intensive, dove invece da novembre ci sono stati molti bambini con bronchiolite. E osserva l’aumento della pressione sugli ospedali pediatrici sia per l’incremento dei ricoveri sia per per i casi di contagio tra gli operatori sanitari: “Al Meyer ci sono 86 positivi tra medici e infermieri. Si rischiano rallentamenti, per esempio per gli interventi programmati. Certo non per le urgenze o in oncologia, ma in pediatria stiamo occupando sempre più posti letto per Covid”.

Redazione Nurse Times

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