Anche i farmacisti arruolati nell’esercito di coloro che possono somministrare il siero contro il coronavirus.

Nelle stesse ore in cui si è appreso che presto arriveranno in Italia le prime dosi del vaccino Johnson & Johnson, attese per il prossimo 16 aprile, il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha firmato il protocollo che consentirà di somministrare il vaccino anti-Covid anche ai farmacisti, i quali si aggiungono dunque a medici di medicina generale, specializzandi, specialisti ambulatoriali, pediatri di libera scelta e odontoiatri. Lo ha annunciato lo stesso ministro su Twitter: “Ho firmato il protocollo con Regioni e farmacisti per far partire in sicurezza le vaccinazioni Covid nelle farmacie del nostro Paese. La campagna di vaccinazione è la chiave per chiudere questa stagione così difficile. Così si fa un altro passo avanti per renderla più capillare”.

La Federazione degli Ordine dei farmacisti italiani (Fofi) ha accolto l’annuncio con soddisfazione sottolineando che il nostro Paese “si allinea alle migliori esperienze europee, a cominciare da Francia e Inghilterra, dove i farmacisti hanno già effettuato milioni di vaccinazioni, all’Irlanda, dove cominceranno aprile, ma anche a quanto fatto negli Stati Uniti”. Sulla stessa linea Federfarma e di Assofarm, secondo le quali le farmacie aderiranno numerose all’accordo quadro siglato con Governo, Regioni e Province autonome.

Contrariamente a quanto invocato dalla Federazione nazionale degli Ordini dei medici (Fnomceo), non è prevista la presenza di un medico, ma solo quella di un addetto al primo soccorso. Il farmacista sorveglierà e, nel caso di una reazione avversa dovuta alla vaccinazione, attiverà la procedura di emergenza, rivolgendosi immediatamente al 118 per un soccorso immediato. Lo stesso farà se dovessero manifestarsi orticaria o problemi respiratori, mentre se dovesse presentarsi una grave reazione allergica con pericolo di vita, potrà iniettare alla persona vaccinata adrenalina intramuscolo.

I farmacisti verranno formati specificamente, attraverso un corso obbligatorio dell’Istituto Superiore di Sanità. Bisognerà seguire un percorso separato: il vaccino sarà iniettato “seguendo percorsi in apposita area esterna, pertinenziale alla farmacia”, oppure, se compatibili con le misure di sicurezza, “anche in area interna, purché separata dagli spazi utilizzati per l’attività abituale della farmacia e sempre “opportunamente arieggiata”. Previsti, inoltre, congrui intervalli tra un appuntamento e l’altro, nonché l’uso obbligatorio di mascherine Ffp2 per vaccinatori e persone da vaccinare.

Per ricevere il vaccino in farmacia si dovrà prima compilare una serie di moduli per prestare il consenso informato. Saranno le Asl a distribuire alle singole farmacie, per le quali è riconosciuta una remunerazione di 6 euro per ogni iniezione, le dosi dei vaccini. Anche in farmacia la prenotazione e la somministrazione dei vaccini saranno “eseguite secondo i programmi di individuazione della popolazione target previamente definiti dalle autorità sanitarie competenti e seguendo i correlati criteri di priorità”.

Si potranno vaccinare tutti, tranne le persone estremamente vulnerabili o con precedenti di gravi reazioni allergiche o anafilattiche. Dopo il vaccino, che potrà essere iniettato anche quando la farmacia al di fuori degli orari di apertura, il farmacista dovrà assicurare la permanenza e il monitoraggio della persona vaccinata per 15 minuti dopo l’iniezione. Il paziente che scelga di vaccinarsi in farmacia non deve aver avuto nelle ultime due settimane contatti con malati Covid e non deve avere la febbre sopra 37,5. Insieme alla mascherina Ffp2 sono obbligatorie igiene delle mani e controllo della temperatura.

Ora la parola passa alle Regioni. “Siamo sicuri che l’accordo quadro, a carattere nazionale, sarà velocemente recepito dalle Regioni – ha commentato Marco Cossolo, presidente nazionale di Federfarma –. Sono certo che le farmacie aderiranno numerose per dare un contributo significativo al raggiungimento dell’obiettivo di ottenere al più presto una copertura vaccinale adeguata”.

In Liguria, a dire il vero, è già possibile vaccinarsi in farmacia: al momento le strutture disponibili sono 52, ma a iniettare i vaccini AstraZeneca sono medici o personale abilitato. Tuttavia si tratta di “un’iniziativa regionale che non risponde ai criteri fissati nell’accordo quadro definito oggi”, fanno notare dalla Fofi.

In Veneto è stato ufficializzato ieri l’accordo tra Regione e Federfarma: circa 1.400 farmacie saranno coinvolte nella campagna di vaccinazione. Da giovedì 1° aprile le farmacie aderenti saranno collegate alla nuova piattaforma di prenotazione della Regione e potranno quindi completare in pochi minuti la procedura per conto della persona che intende prenotarsi. Basterà inserire il codice fiscale e selezionare sede, giorno e orario dell’appuntamento tra quelli disponibili. Tutto secondo le priorità individuate dal piano vaccini. Chi non è pratico di servizi online potrà prenotarsi andando direttamente in farmacia. 

Il servizio potrebbe essere attivato presto anche in Lombardia e in Emilia Romagna, mentre nel Lazio sono circa mille, su 1.800, le farmacie che hanno dato la loro pre-adesione, come evidenziato dall’assessore regionale alla Sanità, Alessio D’Amato: “Siamo pronti. I cittadini potranno a breve prenotarsi sulla piattaforma regionale con il loro codice fiscale e secondo le classi di età scegliendo la farmacia più vicina”.

Redazione Nurse Times

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