Fortunato D’Ancona, ricercatore dell’Istituto, interviene nel dibattito sull’accesso ad asili nido e scuole materne dei bambini non ancora in regola.
“La problematica relativa all’accesso ad asili nido e scuole materne, che sono servizi accessori e non scuola dell’obbligo, deve essere esaminata anche dal punto di vista scientifico. Abbiamo due esigenze. Da una parte quelle dei bambini che non possono vaccinarsi per determinate patologie o situazioni; oppure, se si vaccinassero, avrebbero una copertura ridotta. Difficoltà obiettive, che non lasciano scelta, per motivazioni mediche provate. Dall’altra parte, abbiamo bambini che non sono stati vaccinati per scelta dei genitori. Una scelta che però non è supportata dalla scienza”.
Così Fortunato D’Ancona, ricercatore del dipartimento Malattie infettive dell’Istituto superiore di sanità (Iss), sul dibattito scatenato dalla richiesta del ministro dell’Interno, Matteo Salvini, al ministro della Salute, Giulia Grillo, di intervenire con un decreto per consentire l’accesso a nidi e materne anche ai bambini non in regola con le vaccinazioni dopo il termine del 10 marzo.
“La legge sull’obbligo vaccinale – continua D’Ancona – ha come obiettivo quello di proteggere i soggetti fragili. Con questo non si vuole negare l’accesso ai servizi educativi in base a una scelta difficile. La scelta che devono fare i genitori è soltanto quella di vaccinare, come fa il 95% dei genitori: mamme e papà di circa 400mila bambini l’anno. E come raccomandato non solo dal Governo italiano, ma anche dall’Organizzazione mondiale della sanità”.
L’esperto ricorda che emanare la nuova legge “è compito del Parlamento”, ma sottolinea: “Dal punto di vista tecnico, anche le audizioni nelle commissioni Sanità di molti esperti hanno ribadito l’importanza della vaccinazione e della scelta dell’obbligatorietà, che ha portato all’innalzamento delle coperture in quasi tutte le Regioni. Come tecnici, auspichiamo che la nuova legge sia basata sulle evidenze scientifiche, garantendo un percorso di vaccinazione agevole per tutti i cittadini che ne hanno diritto e un’informazione che permetta ai genitori di scegliere in maniera consapevole”.
E ancora: “La bozza della nuova legge vorrebbe rafforzare determinati temi, che sono già presenti nell’attuale normativa, ossia la possibilità di modificare l’obbligo sulla base dell’epidemiologia. Anche la legge Lorenzin prevede di rivalutare l’obbligo a determinate scadenze. Nella nuova legge è importante che siano chiari i criteri che possano eventualmente essere presi in considerazione per la modifica dell’obbligo. Ma indipendentemente dall’assetto della nuova legge, va mantenuto il principio della tutela dei soggetti più fragili”.
Conclude D’Ancona: “Gli interventi di salute pubblica vengono effettuati considerando l’intera popolazione che si può avvantaggiare della scelta di singoli per trarne benefici comuni. Questo principio va applicato salvaguardando i soggetti fragili, senza danneggiare chi ha deciso comunque di non vaccinarsi, per scelte proprie. Ma è chiaro che, se il punto è l’accesso a un servizio accessorio come la scuola dell’infanzia, l’importanza di salvaguardare la salute di un soggetto fragile dovrebbe essere maggiore”.
Redazione Nurse Times
Fonte: AdnKronos
 
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