I primi bambini sono rimasti a casa già ieri, all’indomani della scadenza del termine previsto dal dl Lorenzin.
Sette bambini a Lucca, uno a Palermo, quindici in Campania, tre in Friuli. I presidi iniziano a escludere dai nidi e dalle materne gli alunni non in regola con le vaccinazioni obbligatorie, o si preparano a farlo nei prossimi giorni. A Bologna, ad esempio, oggi sono state spedite 300 lettere a casa di bambini tra zero e sei anni. I loro genitori avevano tempo fino a ieri per produrre i documenti alla base delle autocertificazioni presentate in settembre, a inizio anno scolastico. Si tratta di famiglie che dichiararono di aver vaccinato i figli o di essere intenzionate a farlo, per far sì che entrassero a scuola, ma che poi, in realtà, non li hanno mai portati alla Asl.
Come da dl Lorenzin, entro il 10 marzo scorso (termine slittato di un giorno perché cadeva di domenica) avrebbero dovuto mettersi in regola. Alcune scuole si sono mosse già ieri e una settantina di bambini sono rimasti a casa. La gran parte degli istituti ha preso provvedimenti a partire da oggi. A rischio ci sono molte centinaia di bambini. Non si aspettano comunque numeri eclatanti. Intanto perché le coperture stanno crescendo ovunque, come dimostrano anche i nuovi dati diffusi dal ministero della Salute. Poi bisogna considerare che i nidi sono frequentati da meno di un terzo dei bambini fino a 3 anni, quindi è presumibile che molti di coloro che non volevano vaccinare abbiano tenuto a casa i figli.
Ci sono poi bambini che hanno saltato la vaccinazione per una malattia, facendola slittare, o quelli i cui genitori non sono riusciti a organizzarsi per andare alla Asl, magari perché stranieri. È il caso di quattro alunni della scuola Giovan Battista Valente di Roma, che ieri sono stati comunque ammessi con un sollecito ai genitori. A Genova, sono alcune decine i bambini che non sono entrati o non entreranno nei prossimi giorni. In certi casi, dieci a Sampierdarena, sono stati i genitori a tenerli direttamente a casa. In Campania, una quindicina di famiglie hanno ricevuto una comunicazione dai dirigenti scolastici. Staranno a casa finché non si metteranno in regola (cosa che per due di loro dovrebbe avvenire tra poco), tre iscritti alla materna del terzo circolo di Pagani, nel Salernitano, due della Bonghi di Napoli, sette dell’asilo di Melito e tre della scuola dell’infanzia Capraro di Procida.
In Toscana si segnalano i sette casi di Lucca, altri otto all’Impruneta (Firenze), uno nel capoluogo e un altro a Prato. A Livorno i genitori di due bambini sono stati denunciati per aver presentato false autocertificazioni. Mentre in Lombardia e Puglia, al momento, i presidi non avrebbero preso provvedimenti drastici, in Piemonte si stima che cento bambini siano a rischio sospensione nei prossimi giorni. Anche in Emilia ci si prepara a escludere i non vaccinati. Bologna a parte, a Modena rischiano in 600. A Rimini da oggi non entrano a scuola 28 bimbi. A Cesena i numeri sono più alti (31 esclusi al nido e 316 alla materna), ma il sindaco spiega che darà alle famiglie ancora qualche giorno per sistemare le carte.
Proprio ieri il ministero ha diffuso i dati sulle coperture della prima metà del 2018. Si tratta in pratica dei “recuperi” dei bambini classe 2015, che avrebbero dovuto finire i primi cicli di quadrivalente e esavalente a dicembre 2017.1 numeri raccontano di un incremento, con l’esavalente (polio, difterite, tetano, pertosse, emofilo B ed epatite B), che è passato dal 94,6% al 95,46%, e il quadrivalente (morbillo, parotite, rosolia e varicella), dal 91,84% al 94,15%.
La ministra della Salute, Giulia Grillo, ha detto che è contro l’obbligo, ma che nella nuova legge sarà comunque previsto in caso di coperture basse o epidemie. E ieri 145 portavoce dei Cinque Stelle di Comuni e Regioni hanno firmato un appello anti-obbligo promosso dal consigliere regionale M5S del Lazio, Davide Barillari. Una posizione diversa da quella del loro ministro, con lo stesso Barillari che su Facebook ha scritto: “Segnalate a me e al Garante dell’infanzia ogni abuso da parte di dirigenti scolastici che giocano a fare gli sceriffi”.
Redazione Nurse Times
Fonte: la Repubblica
 
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