Si tratta di una figura che ha già preso piede negli Stati Uniti. Aiuta ad aumentare la sicurezza dei pazienti e a migliorare gli outcome assistenziali.

Dopo l’infermiere di comunità, di famiglia, di
ricerca, di genetica, di parrocchia, è l’ora dell’infermiere di viaggio o
viaggiatore.
Il travel nurse è un registered nurse assunto per incarichi
negli ospedali degli Stati Uniti con esigenze di personale a breve termine, in
genere 13 settimane. 

Si tratta di una scelta di carriera per gli infermieri
che hanno un’esperienza recente di almeno 12 mesi e hanno il desiderio di
avanzare nella propria carriera, retribuzione o stile di vita. Viaggiare offre
così l’opportunità di sviluppare la competenza clinica attraverso incarichi presso
diverse strutture, godendo di maggiore flessibilità e arricchendo il proprio
bagaglio di conoscenze.

Questa figura è molto richiesta in quanto ci sono
spesso carenze stagionali o esigenze critiche in alcune specialità, per esempio
in caso di aumento temporaneo della popolazione dei pazienti (specie durante la
stagione influenzale), durante un aggiornamento formativo o in caso di
difficile reperimento di personale per una determinata unità operativa. In
questo modo si possono soddisfare esigenze a breve termine, di solito per 13
settimane, anche se l’incarico può essere rinnovato. 

All’infermiere viaggiatore sono offerti,
oltre la retribuzione, un alloggio privato gratuito o un supporto economico per
l’alloggio, l’assicurazione sanitaria e dentistica, abbonamenti e rimborsi per
viaggi e ferie. La retribuzione cambia in base alla posizione, alla
specialità, all’esperienza, al turno e all’urgenza della struttura di assunzione,
che può variare dalle piccole realtà cittadine a quelle prestigiose
universitarie; in generale i tassi di retribuzione più elevati si trovano
vicino alle grandi aree metropolitane. Inoltre le specialità che richiedono
formazione aggiuntiva o certificazioni tendono a pagare di più.

Gli infermieri provenienti da diversi contesti
formativi e aree di cura in diverse città forniscono dunque un valido
contributo alla pratica clinica: la condivisione di idee ed esperienze non solo
avvantaggia i pazienti, ma anche lo stesso team. Possono
essere necessarie ulteriori implementazioni, quali il possesso di un
passaporto, vaccinazioni aggiuntive, le conoscenze della lingua e delle
malattie autoctone.
Il travel
nurse costituisce pertanto una parte importante del team sanitario perché diminuisce
il divario tra domanda e offerta nel settore infermieristico, e in questo modo
aiuta ad aumentare la sicurezza dei pazienti e a migliorare gli outcome assistenziali.

Anna Arnone

L’articolo Travel nurse: l’infermiere “viaggiatore” scritto da Anna Arnone è online su Nurse Times.