L’Azienda sanitaria dovrà subito reintegrare il lavoratore, spostato dall’ospedale al penitenziario. E il sindacato pensa anche a una causa per risarcimento dei danni.
L’Asl Teramo è stata condannata per condotta antisindacale per aver trasferito in modo illegittimo un infermiere dirigente Nursing Up che svolgeva regolarmente attività sindacale presso l’ospedale di Teramo, dove lavorava. Il giudice del lavoro ha stabilito che l’Azienda dovrà revocare immediatamente il trasferimento del lavoratore per rimuovere gli effetti della propria condotta.
Ma ecco in sintesi la vicenda. Dopo essere stato nominato dirigente sindacale, un infermiere in servizio presso l’Ospedale Civile di Teramo è stato sottoposto, con diversi ordini di servizio, a continui trasferimenti, dapprima all’interno di diversi raparti dello stesso ospedale, e in data 27 ottobre 2018 dall’Unità operativa complessa di Urologia a quella di Medicina penitenziaria (Presidio sanitario intramurario), collocato all’interno dell’Istituto penitenziario di Teramo. Per tale ragione il Nursing Up Abruzzo, assistito dall’avvocato Antonella Nicolucci, del foro di Lanciano, ha fatto ricorso al Tribunale di Teramo.
Con decreto immediatamente esecutivo del 31 maggio 2019, il giudice del lavoro Maria Rosaria Pietropaolo ha dichiarato l’antisindacalità della condotta tenuta dall’Azienda sanitaria, per avere proceduto al trasferimento del dirigente sindacale all’interno dell’Istituto penitenziario di Teramo senza avere preventivamente richiesto il nullaosta all’associazione sindacale di appartenenza (violando così il contenuto dell’art. 22 della Legge n. 300 del 1970, dell’art. 18, n. 4 del Contratto collettivo nazionale quadro del 07.08.1998, rubricato “ Tutela del dirigente sindacale”, e dell’art. 18 n. 5 Ccnl integrativo sanità del 07.04.1999). Pertanto la Asl è stata i condannata a revocare immediatamente il trasferimento del lavoratore, a rimuovere gli effetti della propria condotta, con l’ordine di astenersi per il futuro dal tenere comportamenti analoghi.
Patrizia Bianchi“L’azione di tutela legale promossa con successo dal Nursing Up – commenta Patrizia Bianchi, consigliere regionale dell’Abruzzo – si è resa necessaria per ripristinare l’immagine del sindacato e la nostra rappresentatività all’interno dell’ospedale di Teramo. Non può negarsi che il trasferimento del dirigente in questione dalle sedi ove esercitava attivamente l’attività sindacale abbia prodotto l’effetto di minare il ruolo svolto dal Nursing Up nell’ambito dell’amministrazione ospedaliera. La decisione del tribunale conferma che la scelta del sindacato è stata equilibrata”.
Ma il caso potrebbe non finire qui. “Il Nursing Up – aggiunge Bianchi – ha subito diversi danni a causa dell’illegittimo operato della Asl, considerato che i numerosi lavoratori che, grazie all’opera di proselitismo svolta dal dirigente sindacale all’interno dell’Ospedale Civile di Teramo, si erano avvicinati al Nursing Up ed erano in procinto di formalizzare l’adesione al sindacato, vi hanno rinunciato per timore, proprio successivamente al trasferimento dello stesso all’interno della struttura carceraria di Castrogno. Per tali ragioni, ove l’Azienda sanitaria dovesse perseverare negli atteggiamenti sino ad oggi tenuti, ci riserviamo di chiedere un risarcimento danni per l’atteggiamento antisindacale della Asl e stiamo valutandola la possibilità di proporre azioni legali contro i dirigenti che hanno adottato questo abnorme provvedimento”.
Concludendo, Bianchi spiega: “L’Azienda sanitaria è tenuta da subito ad adempiere l’ordine del giudice di revocare il trasferimento, ricollocando il dirigente sindacale all’interno dello stesso reparto dal quale è stato illegittimamente trasferito. In caso contrario, il Nursing Up provvederà a inoltrare formale denuncia alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Teramo ai fini dell’applicazione delle sanzioni penali previste dalla legge”.
Redazione Nurse Times
 
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