I professionisti del futuro contestano la scelta di Città della Salute e AslTo1, reclamando un ruolo attivo nella lotta alla pandemia: “Ci sentiamo abbandonati”.

“Siamo stati vaccinati contro il Covid, ma l’istruzione che avevamo scelto ci è stata tolta per segregarci dietro un computer, a causa della mancanza di organizzazione”. Questa la denuncia proveniente dagli studenti della facoltà di Scienze infermieristiche dell’Università di Torino, che sabato mattina si sono radunati in piazza Castello per protestare contro la scelta di Città della Salute e AslTo1 di togliere il tirocinio nei reparti. Una decisione in controtendenza rispetto ad altre sedi piemontesi, come Asti, Ivrea e Orbassano.

I futuri infermieri sono pronti ad assumersi “la piena responsabilità di accedere al reparto”, così come ad andare nei centri vaccinali per fare accoglienza e compilare documenti di accesso per liberare i colleghi. Tutte richieste sinora respinte. “Ci sentiamo abbandonati da chi dovrebbe guidarci, aiutarci e istruirci – hanno urlato i manifestanti –. Siamo scoraggiati. Il nostro sogno è quello di apprendere e di terminare gli studi con la consapevolezza di essere dei veri professionisti. Chi ci darà tra tre anni la responsabilità di curare qualcuno viste le lacune?”.

E ancora: “Crediamo fermamente che il ruolo dell’infermiere si basi su tre concetti fondamentali: sapere, saper essere, ma soprattutto saper fare. Sì, perché il saper fare racchiude le competenze specifiche tecnico-professionali e rappresenta cosa realmente un infermiere è in grado di svolgere. E noi, in questo momento, non sappiamo fare niente”.

Redazione Nurse Times

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