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Grande successo per il progetto editoriale targato Nurse Times denominato NExT (Nurse EXperimental Thesis)
Sono numerosi i lavori di tesi di laurea che giungono al nostro indirizzo mail redazione@nursetimes.org
Giunge alla nostra attenzione il lavoro di tesi della dott.ssa D’Abbronzo Simona dal titolo “Nuovi orizzonti per il paziente psichiatrico: la figura dell’infermiere dalla chiusura degli OPG all’istituzione delle REMS”,  laureatasi presso l’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”, nell’a.a. 2017 – 2018.
 
…di D’Abbronzo Simona
L’argomento che andrò a trattare riguarda un campo sanitario spesso sottovalutato e poco conosciuto, oggetto di svariati pregiudizi sia in generale da parte della società, sia nello specifico dagli operatori sanitari, ossia la Psichiatria, branca della medicina che ha per oggetto lo studio clinico e la terapia dei disturbi mentali e dei comportamenti patologici.
La malattia mentale si manifesta attraverso comportamenti e reazioni anomale del soggetto. Il disturbo psichico coinvolge le funzioni cognitive, emotive e relazionali riducendo così la capacità dell’individuo di instaurare e mantenere rapporti all’interno del contesto sociale.
Nei casi più gravi, la persona non riesce più ad occuparsi autonomamente alle attività fisiologiche ed igieniche. Il ruolo dell’infermiere raramente viene percepito come legato al mondo psichiatrico. Le problematiche psichiatriche spaziano da situazioni prettamente sanitarie (sostegno farmacologico, terapeutico…) a quelle sociali (convivenza familiare, inserimento lavorativo, inserimento nel contesto sociale) per questo la gestione dei casi necessita di più figure professionali.
La diversità dei soggetti e delle necessità psichiatriche ha reso il compito dell’infermiere di OPG particolarmente delicato e complesso. L’O.P.G. è stato il luogo dove erano rinchiuse persone con problemi psichiatrici che avevano commesso reati, oppure persone che manifestavano problematiche psichiatriche durante la detenzione. Questi pazienti presentavano problemi psichici molto marcati e termini come paranoia, psicotico, autolesionista, depresso. Ed è proprio all’interno degli OPG che tutto era più complicato e difficile poiché nel contesto psichiatrico non c’era un protocollo da seguire, ma molto veniva fatto empiricamente, a seconda della situazione che si presentava e in pochi attimi si poteva passare da una situazione di relativa tranquillità ad una di forte allarmismo.
Lavorare in un O.P.G. non era semplice per nessuno, così come non era semplice riconoscere “la crisi” (quella vera) e l’urgenza psichiatrica che spesso non consentiva di effettuare un’azione precisa ed immediata.
Nel contesto O.P.G. l’attività infermieristica era mirata a comprendere la situazione d’urgenza nelle sue cause, era necessario essere disponibili all’ascolto e alla comprensione di quanto stava succedendo per pianificare e attuare un programma d’intervento. Conoscere quindi l’ammalato, la sua storia, il suo vissuto, era di fondamentale importanza. Sebbene non fosse facile valutare la certezza dell’intenzione (qualunque essa sia), ci si doveva rapportare con fermezza senza farsi contagiare dalla paura dell’ambiente circostante: l’intervento doveva essere diretto alla rassicurazione, al chiarimento, cercando di creare un clima di fiducia e di reale contatto con il paziente, la cui pericolosità era assai spesso il riflesso dell’ostilità dell’ambiente circostante o di forme di disadattamento.
Attraverso questo elaborato vorrei proporre una riflessione sulla chiusura degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari e come cambia il ruolo dell’infermiere e soprattutto l’assistenza infermieristica al paziente psichiatrico dagli Opg all’istituzione delle REMS. Nell’ultimo secolo infatti l’infermiere in psichiatria ha sviluppato una propria immagine.
Ha studiato, si è specializzato, ha acquisito autonomia e responsabilità. Ha abbandonato il sistema autoritario e aggressivo all’interno dei manicomi criminali, per dare spazio all’ascolto attivo, all’empatia e al rispetto. La riabilitazione è un percorso lungo e faticoso che impegna sacrificio da parte del paziente e forte impegno dell’infermiere, che deve mettere in pratica tutte le sue conoscenze attuando dei veri e propri piani assistenziali per consentire al paziente una ripresa graduale e soprattutto garantire una vera e proprio reintegrazione sociale.
Questo è un argomento potenzialmente molto dispersivo, ma attraverso questa tesi ho cercato di organizzarlo in capitoli, i quali in maniera cronologica potessero fungere quasi da narrazione dell’evoluzione del ruolo dell’infermiere psichiatrico in Italia. Per questo motivo il capitolo iniziale è una sorta di fotografia storica di quello che è avvenuto nel nostro Paese, non solo il ruolo dell’infermiere, ma in generale l’intero processo di cura al paziente psichiatrico.
La tesi è composta da 4 capitoli, in particolare nel primo capitolo si ripercorrerà tutto il percorso storico che va dalla nascita dei manicomi, fino ad arrivare alla chiusura degli OPG e l’apertura delle REMS ossia nuove strutture per le misure di sicurezza del paziente psichiatrico che ha commesso un reato.
Nel secondo capitolo si andrà ad analizzare la figura infermieristica all’interno degli OPG, e dopo la loro chiusura come cambia il lavoro infermieristico all’interno delle REMS. All’interno di questo capitolo è stata aggiunta una testimonianza di ex infermiere che ha lavorato per anni all’interno dell’OPG di Aversa, il quale testimonia le difficoltà che si incontravano quotidianamente nel gestire un paziente psichiatrico.
Nel terzo capitolo viene evidenziata l’evoluzione storica dell’infermiere psichiatrico, il quale ha conquistato ampi spazi in ambito sanitario che a sua volta ha subito innumerevoli cambiamenti.
Vengono sottolineate le sue competenze, l’autonomia e soprattutto l’importanza di instaurare una relazione d’aiuto con il paziente psichiatrico per iniziare un percorso riabilitativo all’interno delle REMS per avviare il paziente verso un vero e proprio reinserimento sociale. Nel quarto capitolo ho inserito una revisione qualitativa della letteratura in cui si va ad indagare sulla qualità di vita del paziente psichiatrico all’interno delle Rems rispetto agli ex OPG, a le condizioni di vita dei pazienti, e soprattutto evidenziando l’importanza del ruolo infermieristico all’interno di queste strutture.
 
Allegato
Tesi: Nuovi orizzonti per il paziente psichiatrico: la figura dell’infermiere dalla chiusura degli OPG all’istituzione delle REMS
 
L’articolo Tesi “Nuovi orizzonti per il paziente psichiatrico: la figura dell’infermiere dalla chiusura degli OPG all’istituzione delle REMS” scritto da Roberta Di Leo è online su Nurse Times.

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Dott.ssa Maria GRimaldi

Appassionata di scrittura, laureata in farmacia, da anni collabora con varie redazioni di informazione farmaceutica

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