Alcuni utenti hanno segnalato al Gazzettino una situazione a dir poco anomala.

Pioggia di segnalazioni per le guardie mediche “fantasma”, sia per la cronica mancanza di dottori disponibili che per la scelta tampone di alcuni turni “a scavalco” per far fronte a una difficoltà temporanea. È quest’ultimo il caso che riguarda Tarcento (Udine), come conferma AsuFc. All’Associazione di tutela diritti del malato di Udine sono arrivate due richieste di aiuto in pochi giorni da altrettanti cittadini, a cui, per ragioni diverse, è capitato di incappare nella porta chiusa (o nel telefono muto) della locale guardia medica.

Dario Toffoletti si è rivolto al sodalizio per segnalare un episodio capitato a un suo vicino di 95 anni. Domenica 3 luglio, lo avrebbe trovato “in una condizione di allarmante astenia e con difficoltà di respiro e per questo avevo immediatamente chiamato la guardia medica”. E aggiunge: “Avevo tentato per più di un’ora ma nessuno rispondeva. Per questo avevo chiamato il 112 e l’operatore mi aveva rassicurato affermando che il medico era sicuramente in visita” a domicilio e che sarebbe rientrato.

Confortato, il vicino avrebbe tentato di contattare la guardia medica per un’altra ora senza successo. Quindi avrebbe richiamato il 112 “richiedendo l’immediato intervento della Croce rossa, che era giunta in breve tempo: avevano visitato il paziente riscontrando una forte disidratazione e gli avevano applicato una flebo”. L’infermiere “aveva cercato di contattare il medico di guardia per fargli sospendere i diuretici, ma anche a lui nessuno aveva risposto”.

Alla fine, a quanto ha riferito il vicino, in quell’occasione, dopo alcuni passaggi, sarebbe stato spiegato che il telefono del distretto di Tarcento “suonava a vuoto perché il servizio del medico di guardia” sarebbe stato “sospeso” (in verità, come spiegato da AsuFc, funziona “a scavalco” con Povoletto per alcuni turni). L’anziano, a quanto riferito dal vicino, due giorni dopo avrebbe avuto “la pressione 40-70 e il medico di base lo aveva fatto ricoverare d’urgenza diagnosticando una polmonite”. Secondo lui, se la domenica la guardia medica lo avesse visitato, avrebbe potuto capire “la gravità della situazione”. Toffoletti auspica che almeno venga attivata una segreteria telefonica per dare informazioni ai cittadini.

La stessa domenica 3 luglio anche Lorenzo Cescutti, 52 anni, di Tricesimo, si è trovato a fare i conti con il telefono muto della guardia medica di Tarcento. “Giovedì 30 giugno – racconta – avevo cominciato ad avere la febbre alta e sintomi gastrointestinali, e il medico curante ha suggerito di fare il tampone Covid, ma di lì a due giorni per essere sicuri di rivelare eventualmente il virus. Intanto la febbre era scomparsa, ma i sintomi gastrointestinali erano peggiorati. Sabato 2 luglio, dopo l’esito negativo del tampone, ho inviato un messaggio al medico curante ma senza ricevere risposta, perché eravamo entrati nel weekend. Domenica 3 luglio i sintomi gastrointestinali continuavano a peggiorare. Non mangiavo da giovedì e non riuscivo nemmeno a bere perché mi provocava fitte lancinanti”.

Cescutti “in preda ai dolori”, ha telefonato al suo medico di base: il messaggio della segreteria telefonica lo ha invitato a rivolgersi alla guardia medica di Tarcento. “Il 3 luglio – prosegue -ho telefonato circa una decina di volte a Tarcento fra le 8:30 e le 10:30, ma nessuno ha risposto. Disperato, ho chiamato la guardia medica di Tavagnacco, che mi ha invitato a rivolgermi a quella di Tarcento. Dolorante, mi sono fatto portare a Tarcento, perché non ero in grado di guidare. Quando sono arrivato al distretto in condizioni miserevoli ho trovato un foglio di carta di bloc notes attaccato alla porta: ‘La guardia medica di Tarcento non è attiva, rivolgersi a quella di Povoletto’”».

Per fortuna l’odissea di Cescutti si è risolta per il meglio. Il suo medico di base lo ha chiamato, allarmato dal messaggio, “per capire la situazione e mi ha inviato la prescrizione per l’antibiotico risolutivo”. Ma “se un paziente si trova in grave difficoltà, ha bisogno di trovare subito qualcuno a cui rivolgersi”, conclude Cescutti, ancora scosso.

AsuFc fa sapere, attraverso il direttore generale Denis Caporale, che a Tarcento “sono stati coperti dei turni ‘a scavalco’ con Povoletto, come si fa negli altri distretti da oltre due anni”, visto che uno dei medici titolari ha avuto un problema di salute. A ogni modo, visto che non c’è più l’accesso diretto, “la guardia medica dovrebbe essere contattata telefonicamente e la segreteria dovrebbe recitare, qualora coperta la sede di Tarcento con quella di Povoletto, di chiamare a Povoletto”.

Redazione Nurse Times

Fonte: Il Gazzettino

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L’articolo Tarcento (Udine) il caso della guardia medica “fantasma”: nessuno risponde mai al telefono scritto da Redazione Nurse Times è online su Nurse Times.