Lo chiamano “supertampone” perché sarà in grado di rilevare in poco meno di due ore se il paziente ha contratto una variante del Sars-CoV-2 e di riconoscere quale sia la specifica variante. Si tratta di una novità assoluta a livello internazionale realizzata a Siziano, in provincia di Pavia, dalla Clonit, azienda leader nella produzione di test di diagnostica molecolare.

L’uscita sul mercato del supertampone è prevista verso la fine del mese di febbraio, una volta ultimata la messa a punto e ottenute le certificazioni necessarie.

Clonit esiste ormai dal 1987, riporta Il Giorno, ed è abituata alle innovazioni: la scorsa primavera era stata la prima a produrre un test molecolare con tampone rino-faringeo in grado di misurare la carica virale.

“Il nostro nuovo tampone potrà identificare in contemporanea le varianti inglese, brasiliana e sudafricana, attualmente non ci risulta esistano reattivi in kit in grado di fare altrettanto senza eseguire il sequenziamento del genoma virale. Con il nostro reattivo potremo rintracciare solo le varianti conosciute ma se si dovessero verificare ulteriori modificazioni del virus sarà possibile adattarlo” ha spiegato il presidente di Clonit, il biologo Carlo Roccio.

“Con il nostro kit sarà possibile rilevare la variante direttamente nei laboratori dove vengono eseguiti i tamponi, risparmiando costi e tempo”, dice Roccio, spiegando che il supertampone, grazie alle sonde molecolari marcate con differenti fluorofori, è in grado di rintracciare le tre mutazioni.

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L’articolo Supertampone per trovare le varianti del Covid scritto da Cristiana Toscano è online su Nurse Times.