Dopo il super oss del Veneto arriva in Lombardia il super infermiere che sostituirà il medico di medicina generale. Molte le voci contrarie.

“La presa di posizione dell’assessore Moratti mi sembra che sia stata improvvida, e sotto certi aspetti anche inconcepibile: prevedere che una professione diversa quella medica possa sostituire i medici mi sembra veramente improponibile”.

Così il Presidente della FNOMCeO, la Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, Filippo Anelli, torna a commentare la sperimentazione annunciata dal Vicepresidente e Assessore al Welfare della Regione Lombardia, Letizia Moratti, che pochi giorni fa aveva parlato di affidare agli infermieri un ruolo di “supporto e supplenza per affrontare la carenza di medici di medicina generale”, scatenando una serie di reazioni da parte di rappresentanti di medici e infermieri ed esponenti politici. Lo fa nel video seguente

“Invece chiedo che la politica rispetti le professioni – continua Anelli – perché questo è oggi il messaggio che deve venir fuori da questo tipo di provocazione: i professionisti devono essere rispettati per le loro competenze e devono essere messi nelle condizioni di poter bene operare”.

“Credo che sia arrivato il momento – spiega – di chiedere il conto anche alla Regione Lombardia ma anche a tutte le altre Regioni, perché la difficoltà che vivono i professionisti derivano dall’errata programmazione che nel passato si è fatta e che oggi ci ha portato ad avere gravissime conseguenze sul rispetto del diritto alla salute dei cittadini.

Oggi credo che i provvedimenti dovrebbero essere urgenti, nel rispetto delle competenze di ogni singola professione. E poi credo che non possiamo accettare che alle disuguaglianze che finora non sono state colmate dai vent’anni di una sanità fatta dalle Regioni, che sono testimoniate dalle differenze sul territorio degli indici di sopravvivenza o di quelli relativi alle performance del sistema sanitario nazionale, si aggiunga anche quella di vedere l’esercizio delle professioni fatto in maniera non qualitativamente adeguata e soprattutto senza le opportune competenze”.

“Quindi – conclude il Presidente FNOMCeO – ci mettano nelle condizioni di poter lavorare secondo le nostre competenze e soprattutto di poter svolgere la nostra azione insieme con gli infermieri in maniera sinergica per la difesa della salute dei cittadini”.

Redazione NurseTimes

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