Pare che la vista del mare (ma anche di fiumi e laghi) stimoli il cervello e aiuti a superare alcuni problemi di salute.
“Stare vicino all’acqua stimola il cervello, aumentando l’energia e le emozioni positive”. Lo riporta Globochannel.com, confortato da uno studio condotto nell’arco di dieci anni dai ricercatori della British Columbia, che hanno analizzato gli effetti dei colori rosso e blu su un campione di 600 persone. Ebbene, pare che il colore associato al mare (ma anche a laghi e fiumi), al cielo, agli spazi aperti e a vasti orizzonti infonda un maggior senso di calma e tranquillità. Merito di alcune sostanze chimiche come la dopamina, la serotonina e l’ossitocina, rilasciate dall’acqua e collegate alla felicità.
Non solo. L’acqua ci riporta al nostro stato naturale: la vita dell’uomo comincia nell’acqua (il liquido amniotico che ci avvolge nell’utero), e il nostro corpo, da bambini, è composto per il 75 percento da acqua. Invecchiando, tale percentuale scende al 60 percento, ma il nostro cervello è ancora acqua per tre quarti e le nostre ossa per il 31 percento. Addirittura i feti umani, all’inizio dello sviluppo, presentano strutture simili a fessure branchiali.
I risultati suggeriscono quindi che stare vicino all’acqua potrebbe rappresentare una forma di terapia a basso costo. Non per niente esiste una branca della medicina, detta climatoterapia, che studia i diversi bioclimi e gli effetti che gli stessi producono sugli esseri umani. Una ricerca dell’Università Statale di Milano, per esempio, ha dimostrato che il bioclima di spiaggia è sedativo, calmante, utile per ristabilirsi da infarti, allergie stagionali e nevrosi depressive.
Lo studio dei colori e delle loro proprietà terapeutiche, dal canto suo, non costituisce una scoperta recente. La cromoterapia, infatti, è una pratica sviluppata attraverso i secoli e passata da una fase empirica a una sempre più scientifica.
Redazione Nurse Times
Fonte: www.pugliareporter.com
 
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