Unitamente al rincaro delle bollette, corre voce, ma io non ci credo, che persino un ente pubblico di rilevanza nazionale (e già in possesso di pingui bilanci ed elargitore di cospicue indennità) stia per proporre come si farebbe ad un tavolo da gioco, un rilancio sulle quote da incassare dagli organi periferici.

Motivo: occorre far fronte a nuove e forse inattese spese.

Accendo la luce in casa e so che quella lampadina accesa ha un costo, ma per me è utile, perché vedo ciò che diversamente non potrei vedere. Se devo cucinare qualcosa occorre ottenere una fiamma bruciando del gas, che per me ha un costo, ma se devo magiare lo devo affrontare.

Quando mi si impone, parliamo di un’ipotesi estremamente lontana dalla realtà, una spesa per la quale non riesco a vedere, per mio limite, un’utilità, spontaneamente mi domando “cui prodest”? (A chi giova? – da Medea di Seneca, che prosegue: «il delitto l’ha commesso colui al quale esso giova»).

Non desidero perdermi in chiacchiere inutili, ne siamo tutti estremamente stanchi, cercando la dichiarazione dei redditi di una persona impegnata in prima linea nella rappresentatività della professione, cosa che può fare ciascuno di voi utilizzando Google ed inserendo “anno 2020 personale ASST-Nord Milano”, sezione amministrazione trasparente, vi comparirà la denuncia dei redditi di una persona a noi tutti ben nota.

I conti della serva ci dicono di qualcuno che porta a casa circa €9.300 netti per 13 mensilità (120.900 annui). Non ci è dato sapere quanto in più derivi da incarichi istituzionali democraticamente acquisiti.

Non dovrebbe essere una persona con particolari difficoltà nel fare la spesa, pagare eventualmente un mutuo immobiliare e godersi giustamente la vita dopo tanto lavoro. Perché però chiedere alla collettività infermieristica (forse, non c’è ancora prova) che non gode, per propri evidenti limiti di tali benefici, un ulteriore impegno economico a fronte di nessuna lampadina o fuoco acceso sotto una pentola?

Se qualcuno deve pagare vuole sapere il perché e la bontà di quello in cui si traduce il bene pagato. Forse in tanti ci stiamo domando quali utilità ci sono piovute addosso in questi ultimi anni: passi avanti per la professione?

Ditemi quali, i primi che vi vengono in mente.

Dario Porcaro, vice presidente Opi Rimini

Allegato

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