Il trattamento con compresse da 3,5 mg/kg di cladribina riduce efficacemente il tasso di recidive e il numero di lesioni in risonanza magnetica (RM) in pazienti con sclerosi multipla (SM) recidivante-remittente (RRSM), indipendentemente dall’età. Inoltre, l’età non influisce sulla probabilità che un paziente che riceve cladribina non ottenga alcuna prova di attività di malattia (NEDA, no evidence of disease activity). È quanto rivela uno studio presentato a Seattle, all’incontro annuale del Consortium of Multiple Sclerosis Centers (SMSC 2019).