E’ la domanda posta da Valter Chiappini, membro del Manifesto e responsabile provinciale del sindacato Usb, durante l’incontro pubblico di sabato scorso. Tante le criticità della sanità spezzina sottolineate dai partecipanti.

“Che fine ha fatto il reparto a conduzione infermieristica inaugurato al San Bartolomeo di Sarzana nel settembre 2020 dal governatore ligure Giovanni Toti e mai aperto ai malati? Il reparto di Ortopedia è chiuso da due anni e al suo interno ci hanno messo gli infettivi. Endoscopia è chiusa e il Dh oncologico offre ancora un servizio ridotto all’osso”. Così Valter Chiappini, membro del Manifesto e responsabile provinciale del sindacato Usb, durante l’incontro pubblico di sabato scorso.

A rispondere alla chiamata del Manifesto della sanità locale è stata la cittadinanza. Lo stesso non si può dire delle istituzioni: né il sindaco né l’assessore alla Sanità erano presenti. Federica Giorgi e Lucia Innocenti, capigruppo del Movimento 5 Stelle e della Lega, le uniche consigliere comunali presenti (sia pure senza intervenire) al dibattito, che aveva l’obiettivo di analizzare le criticità del servizio sanitario pubblico della Provincia di La Spezia, con particolare riferimento al San Bartolomeo. Assente anche il direttore generale Asl, Paolo Cavagnaro. C’era invece il dirigente Carlo Martini, che ha assistito senza prendere la parola.

“Servono assunzioni in Asl 5, anche in ambito amministrativo – ha sottolineato la dottoressa Michela Ardini, referente di Anaao –. Mi ritrovo a svolgere mansioni che non sono le mie: faccio fotocopie e cerco la carta, però mi viene imposto di fare visite in 20 minuti. Come può un medico nefrologo spiegare a parenti di pazienti critici quali sono le condizioni dei propri cari e consigliare loro come agire in visite di soli 20 minuti? Non sono contraria al privato, sia chiaro, ma deve essere un di più, non l’unica alternativa. Perché se il privato perde interesse nel gestire un servizio, può sopprimerlo da un giorno all’altro”.

Anche sul fronte infermieristico, nonostante le 70 assunzioni previste in Asl 5, i dati sono tutt’altro che incoraggianti. “Entro giugno, considerando quelli che se ne sono andati nel 2020 e nel 2021, e chi andrà in pensione a breve, perderemo 61 infermieri – ha spiegato Donatella Riccio, del sindacato Nursind –. Con le nuove assunzioni, che non arriveranno prima dell’estate, potremmo avere un saldo in positivo di nove unità, ma non siamo a conoscenza di coloro che mancheranno per trasferimenti o altro, e quelli che andranno in pensione da giugno in poi”.

Come è stato rimarcato da più parti, alla situazione già di per sé critica si aggiunge il debito che l’Asl dovrà pagare per i prossimi 25 anni per vedere realizzato il nuovo ospedale Felettino di La Spezia. Il Manifesto ha criticato la mancanza delle autorità locali. “Ai sindaci di Spezia e Sarzana conviene tacere su questo, succubi di Genova, che continua a tagliare ai cittadini della provincia di serie C – ha concluso Chiappini –. Anche loro sono complici dell’assurdo regalo di centinaia e centinaia di milioni ai privati per i prossimi 25 anni, a scapito dei servizi sanitari locali e della vallata del Magra, il cui ospedale sarà consegnato, bene che vada, agli appetiti del mercato. Perché oggi la sanità pubblica è chiaramente terra di conquista e saccheggio”.

Redazione Nurse Times

Fonte: La Nazione

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