È regione benchmark da ben sei anni a questa parte. Bene anche Piemonte ed Emilia Romagna.
«Anche quest’anno il Veneto è regione benchmark per la sanità nazionale, insieme a Piemonte ed Emilia. Ci confermiamo punto di riferimento in Italia, grazie alla costante ricerca del meglio». Così il governatore Luca Zaia, che aggiunge: «Ringrazio i colleghi governatori per la valutazione espressa. Le buone pratiche del Veneto sono e saranno a disposizione di tutto il Sistema sanitario nazionale». Premiati, secondo lo stesso Zaia , il modello sanitario veneto, la capacità di rispettare gli standard nazionali, l’aggiornamento tecnologico, i nuovi orizzonti clinici e di organizzazione: «Ne possono andare orgogliosi gli oltre 54mila operatori tra medici, infermieri, tecnici».
Sono sei anni che il Veneto centra questo traguardo. E ha conquistato un altro risultato nel riparto delle risorse per il 2019: 9,014 miliardi, cioè 95,5 milioni in più rispetto al 2018. L’annuncio è dell’assessore regionale alla Sanità,  Manuela Lanzarin: «Si aggiungono 144,8 milioni derivati dal saldo attivo della mobilità interregionale. È un risultato estremamente positivo, un aumento consistente che riconosce con premialità significative la capacità di coniugare spesa e qualità dell’assistenza».
Oltre ai soldi in più come regione benchmark, infatti, ci sono i fondi «legati al rispetto totale degli adempimenti previsti per l’erogazione dei livelli essenziali di assistenza che, assieme, valgono più di 5 milioni». Importante indicatore di qualità è anche «il cospicuo saldo attivo che ci è stato riconosciuto sulla mobilità extraregionale, a conferma della notevole attrattività della sanità veneta». Altra novità è infine costituita dai tempi di decisione, e quindi di certezza, sulle risorse disponibili: «In altre annate – conclude Lanzarin – si era andati alle calende greche».
Redazione Nurse Times
Fonte: Il Giornale di Vicenza
 
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