Il commissario ad acta Angelo Giustini lancia un Sos per evitare il peggio a Termoli e Isernia. Mancano ortopedici, ginecologi, anestesisti e infermieri.
In Molise è corsa contro il tempo per evitare la chiusura di reparti nevralgici in cui mancano ortopedici, ginecologi, anestesisti e infermieri. L’evidente contrazione di risorse mette sempre più a rischio il mantenimento dei livelli essenziali di assistenza, e con l’arrivo dell’estate la situazione è destinata a peggiorare. Per i cittadini molisani, dunque, si profilano ancora viaggi della speranza.
Le cause che sembrano segnare il destino dell’offerta sanitaria in Molise sono note: blocco del turnover, che ha fermato le nuove assunzioni; grave responsabilità della politica regionale, lunga 12 anni; relazione dei conti del 2018, che ha messo in mostra debiti per 22 milioni di euro. Senza dimenticare l’inappropriata programmazione sanitaria del passato, che ha creato concorsi deserti e carenza oggettiva di specialisti nel Sistema sanitario regionale.
“Carenza questa – scrive in una nota il commissario ad acta Angelo Giustini, che da due settimane sta facendo il possibile per scongiurare ogni rischio – , che già dal prossimo mercoledì potrebbe portare alla chiusura dei reparti di Ortopedia e Traumatologia dell’ospedale di Isernia e Termoli e a seguire investire le altre specialità. L’incubo della chiusura di altri reparti potrebbe diventare presto realtà”.
Il generale Giustini è al lavoro – in coordinamento continuo con il gabinetto del ministero della Salute (con il sottosegretario Luca Coletto e con lo stesso gabinetto del ministro Giulia Grillo), con il ministero della Difesa e anche con il parlamentare molisano Antonio Federico – e ha richiesto per gli ospedali dell’Asrem il supporto dei medici militari in “ausiliaria” (specialisti), da impiegare per almeno 5 mesi. Termine necessario affinché il Decreto Calabria possa essere definitivamente approvato. Nel contempo si espleteranno i concorsi. “Tutto questo – si legge ancora nella nota – consentirà di superare questo agonico stallo nella governance del Servizio sanitario regionale e del diritto all’equità e universalità di accesso dei cittadini”.
Anche mercoledì scorso – Giustini è intervenuto all’università di Chieti quale presidente di una sessione nella conferenza della Commissione nazionale maxi-emergenze e grandi rischi – è stato fatto un esplicito appello per soccorrere la sanità del Molise. Alla presenza di autorità militari, civili, forze di polizia e tantissimi universitari, Giustini ha ripetuto e ha lanciato una richiesta di aiuto per il Molise e i molisani, coinvolgendo nella nobile causa tutti i componenti del Comitato. Poi lo ha fatto il giorno dopo alla Camera dei Deputati, dove ha riaffermato il medesimo bisogno di aiuto.
Il nodo della questione è, dunque, come uscire dal vortice che sta mettendo a repentaglio il diritto, costituzionalmente sancito, della tutela della salute come fondamentale diritto dei cittadini. Così, sempre giovedì scorso, dopo un primo appella alla Camera, Giustini ha tenuto una riunione di Gabinetto al ministero della Difesa, con commissario Antonello Arabia, individuando soluzioni urgenti e concrete di aiuto per il Molise: un elenco di 105 camici bianchi che operano nella sanità militare e che possono essere selezionati per essere impiegati nella sanità civile.
“I professionisti – spiega il commissario Giustini – hanno le specializzazioni utili al Molise: ortopedici (ne sono stati richiesti almeno due per evitare la chiusura del reparto di Ortopedia a Termoli; altri due, invece, serviranno a Isernia, dove ad oggi non esiste un’adeguata turnazione), ginecologi, chirurghi e anestesisti”. Oggi sono previste nuove riunioni, prima al ministero della Salute e poi a quello della Difesa, “nella speranza di offrire respiro alla situazione soffocante”.
“C’è necessità – conclude Giustini – che ognuno faccia la propria parte, ognuno per le proprie competenze, per scongiurare il rischio di razionamento dell’offerta sanitaria e dei servizi per il soddisfacimento dei bisogni di salute dei cittadini. Questo è il prioritario impegno e interesse per una responsabilità di governo, di etica pubblica per un Sistema sanitario regionale che risponda ai bisogni di salute con un’offerta sanitaria che riduca le liste di attesa, con servizi appropriati e innovativi sul territorio molisano”.
Redazione Nurse Times
Fonte: www.primonumero.it
 
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