Il sindacato Nursind ha indetto lo stato di agitazione dopo l’esito negativo del confronto col manager Giuseppe Longo sui 21 punti della piattaforma di richieste.
Incubo sciopero al “Ruggi” di Salerno. Dopo l’assemblea dei dipendenti dello scorso weekend, il sindacato delle professioni infermieristiche Nursind indice lo stato di agitazione e minaccia di incrociare le braccia se non riceve le risposte attese sui 21 punti della piattaforma di richieste. Al centro della mobilitazione ci sono, tra le altre cose, il reclutamento del personale, i fondi contrattuali e le posizioni organizzative (caposala), la mancata attuazione del nuovo piano ospedaliero.
A placare il malumore non è servito il faccia a faccia col manager Giuseppe Longo, che aveva assicurato priorità ai reparti dell’area critica nella sostituzione delle lunghe assenze e nell’assegnazione di personale neo-reclutato, così come sulle assunzioni in tutti gli altri reparti, con convocazione degli idonei della graduatoria a tempo determinato di infermieri (ancora circa 40 unità) e di operatori socio-sanitari. A questo va aggiunta la progressione di fascia, deliberata a maggio 2019, mentre a giugno sarà erogato il miglioramento economico (con arretrati da gennaio scorso).
Per quanto riguarda gli incarichi organizzativi (ex capisala), infine, Longo ha rinnovato l’impegno per il conferimento di quelli previsti dall’attuale atto aziendale (148 incarichi), riservandosi altri approfondimenti e modifiche in relazione al nuovo atto, che dovrà essere adottato in attuazione del piano ospedaliero.
“Pur apprezzando la disponibilità all’ascolto – si legge nella nota della segreteria aziendale Nursind -, alcune decisioni sono oggettivamente tardive e difficilmente armonizzabili con il prossimo periodo di ferie, con il permanere e il moltiplicarsi di disposizioni di lavoro straordinario, che stanno logorando il personale di comparto. Altre sono parziali (ennesimo reclutamento a tempo determinato, a fronte della mancata pubblicazione di concorsi a tempo indeterminato), contraddittorie in quanto, a fronte di incarichi di funzione organizzativa che attendono una risposta concreta da anni, si assiste all’ingerenza sindacale in vicende gestionali solo per tutelare posizioni individuali e impedire in conseguenza la piena funzionalità di importanti reparti”.
Per questo motivo, per ora, è stato indetto lo stato di agitazione su una piattaforma di 21 punti, che interessa, tra le altre cose, la carenza di personale, le criticità organizzative di vari reparti, la mancata deliberazione del piano dei fabbisogni 2018-2020 definitivo e di quello 2019-2021, di un concorso per infermieri e operatori socio-sanitari, di una graduatoria e assegnazione fascia 2019 nei termini stabiliti, dei fondi 2018, di una proiezione degli stessi per il 2019. Si chiede, inoltre, lo stop ai “coordinatori fantasma o fai da te”, l’urgente attivazione delle procedure per gli incarichi organizzativi, un freno al “ricorso continuo e incontrollato” al lavoro straordinario, alla sottrazione dal fondo fasce di somme per pagare il progetto sangue, nonché l’attuazione dell’atto aziendale 2017 e l’avvio del nuovo piano ospedaliero.
Redazione Nurse Times
Fonte: Il Mattino
 
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