Nel riparto del fondo sanitario 2021 si è deciso di tener conto dei flussi di mobilità del 2020, in teoria più fedeli al fisiologico calo avvenuto per effetto del Covid. Il calcolo degli spostamenti è avvenuto ipotizzando un acconto, poichè non vi è ancora un dato preciso sul numero esatto di pazienti emigrati né cifre, sulle reali quote da assegnare ai singoli territori che hanno, infine, erogato le prestazioni. L’accordo raggiunto in sede di Conferenza delle Regioni ha,quindi, stabilito di utilizzare i dati relativi alla mobilità registrata nel 2019 applicandovi una riduzione del 18%. Il dato è puramente ipotetico ed è frutto di contrattazione tra le regioni.

In sede di confronto, spiega Luana Costa su lacnews24.it, si è deciso di utilizzare come indicatore alcune cifre fornite dall’Emilia Romagna e dal Veneto da cui si desume un calo dell’indice d’attrattività sanitaria verso le due regioni dichiarate attorno al 18%. Nel riparto del fondo sanitario così le regioni del sud Italia, che storicamente scontano copiose emorragie di pazienti, anche quest’anno continueranno a pagare al nord Italia importi per prestazioni che presumibilmente i propri cittadini non hanno ricevuto semplicemente perchè impossibilitati a raggiungere le consuete “mete” sanitarie a causa delle restrizioni imposte dal dilagare della pandemia. Pazienti che verosimilmente hanno rinunciato alle cure o si sono fatti assistere nella propria città con costi sostenuti dal  proprio servizio sanitario regionale. Il conto sarà saldato solo successivamente nel riparto del fondo 2022, quando si avranno dati certi e non più ipotetici dei reali spostamenti tra regioni, effettuando un eventuale scomputo sulle maggiori risorse assegnate quest’anno in forma di acconto. 

La Calabria nel 2019 ha registrato una mobilità passiva pari a 281 milioni di euro. Nel riparto del fondo 2021 saranno ugualmente trattenuti alla fonte, e quindi al ministero dell’Economia e delle Finanze, 230 milioni di euro che andranno alle regioni del nord, storici attrattori dei pazienti calabresi, mentre le casse della Regione potranno “beneficiare” del modesto sconto di 50 milioni di euro.

Riparto del fondo sanitario e flussi di mobilità: Calabria paga al nord Italia 230 milioni
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Fonte: lacnews24.it
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