Il rinnovo dei contratti del comparto sanità (infermieri, fisioterapisti, ostetriche, operatori socio sanitari, ecc.) sta andando avanti ed entra nel vivo della discussione. Seduti al tavolo contrattuale dell’Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni (ARAN) le sigle sindacali firmatari del CCNL

In data 17 novembre u.s. l’ARAN ha presentato una nuova classificazione delle aree distinte che corrispondono a 4 differenti livelli di conoscenze, abilità e competenze professionali necessarie all’espletamento delle attività lavorative:

Area degli operatoriArea degli assistentiArea dei professionisti della salute e dei funzionariArea delle professioni ad elevata qualificazioneCon i sindacati che esprimono insoddisfazione, spiegando i loro punti di vista e proponendo delle modifiche.

Le reazioni della Triade CGIL – CISL – UIL esprime perplessità nei confronti dell’impianto proposto che non coglie, al momento, la maggior parte delle rivendicazioni e proposte che sono state oggetto della nostra piattaforma unitaria

Nell’incontro svoltosi nella mattinata di oggi, Aran ci ha presentato un primo parzialissimo testo in materia di nuova classificazione del personale del comparto sanità. Il testo si misura solo con due questioni, in parte preliminari: quella relativa alle nuove aree e quella – direttamente collegata – dei profili ad esse collegate con relativi requisiti di accesso.

Non ci sono, al momento, proposte relative a incarichi, progressioni all’interno delle aree e fra le stesse, norma di prima applicazione, cosa che Aran ha spiegato affermando la necessità di confrontarsi preliminarmente su un documento che – per sua stessa ammissione – è da considerarsi esclusivamente un testo base.

Come CGIL-CISL-UIL abbiamo espresso, nella nota unitaria, una consistente dose di perplessità nei confronti dell’impianto proposto che non coglie, al momento, la maggior parte delle rivendicazioni e proposte che sono state oggetto della nostra piattaforma unitaria.

Più in generale tutte le OO.SS. presenti al tavolo hanno valutato inadeguata, seppur con argomentazioni non sempre coincidenti, la proposta avanzata. In particolare, al di là delle ipotesi decisamente incongrue relative a Bs e Ds di cui trovate conto nella nota unitaria (che abbiamo stigmatizzato perché vanno nella direzione opposta – ad esempio – alla necessaria valorizzazione di una figura come quella degli Oss) e al di là della totale assenza di riferimenti alla figura dell’autista soccorritore, un tema che ha impegnato la discussione è stato quello relativo all’area di elevata qualificazione che il D.L. 80/21, come convertito in legge, indica alla contrattazione di individuare e che, per come la ipotizza Aran, rischia di ingenerare più di un problema per le professioni sanitarie, soprattutto a fronte di alcune rivendicazioni irrealistiche avanzate da alcuni sindacati autonomi.

Il testo contiene, poi, alcuni segnali di attenzione rispetto a questioni che abbiamo posto da tempo, quali il superamento della vecchia categoria A oppure, ad esempio, la creazione di un nuovo profilo di collaboratore tecnico ambientale, anche se, pure in questo caso, la soluzione prospettata non convince del tutto.

Si prospetta quindi, ed era difficile pensare il contrario, una discussione complessa e piena di variabili che andranno tenute in considerazione per poter giungere ad un risultato che sia in linea con la nostra impostazione e che giunga nei tempi più brevi possibili.

Il punto di vista del Nursing Up. De Palma “Siamo delusi ed amareggiati ora, ma comunque pronti ad una nuova calda stagione di mobilitazioni”

Nursing Up prende atto con profondo rammarico che, almeno sino ad oggi, manca la necessaria apertura nei confronti delle istanze degli infermieri, da parte del Governo e da parte dell’Aran che lo rappresenta.

Il Presidente Nazionale, Antonio De Palma commenta «Abbiamo messo nero su bianco le nostre richieste. La legge ci vuole al tavolo delle discussioni per essere ascoltati. Abbiamo chiesto al Presidente dell’ARAN di spiegarci perché, sino ad ora, non ha accolto, ma nemmeno messo in discussione, nessuna delle ipotesi oggetto della nostra piattaforma.

Questo metodo non va bene. Sino a quando non vedremo una concreta apertura verso gli infermieri, parteciperemo alle sedute contrattuali mostrando tutto il nostro disappunto, e se saremo costretti non esiteremo a proclamare una nuova mobilitazione, scendendo di nuovo in lotta  nelle piazze italiane. E’ vero, siamo alle prime battute del confronto sul nuovo ordinamento contrattuale, ma se il buongiorno si vede dal mattino, il contratto che si sta delineando, giorno dopo giorno, non è certo quello che abbiamo sperato si concretizzasse.

La legge ci vuole seduti al tavolo delle trattative e lo faremo fino all’ultimo, mostrando però la nostra ferma protesta.

Noi ci saremo, certamente, ma fino a quando non giungeranno segnali di reale apertura ad un confronto concreto e costruttivo da parte dell’ARAN, ci opporremo con una forte e costante azione di denuncia su tutti quegli aspetti che vanno contestati, e lo faremo con ogni mezzo consentito dall’ordinamento.

Eppure è proprio questo il tempo, e qui ci rivolgiamo al Ministro Brunetta, è questo il momento di mantenere fede agli impegni: gli infermieri hanno i requisiti per accedere all’Area elevata qualificazione o ad un’area dedicata, con le altre professioni sanitarie giuridicamente affini, nel rispetto della direttiva da Lei sottoscritta e delle previsioni della Legge 113/2021.

Nessuna norma prevede che l’accesso all’area elevata qualificazione debba essere subordinato al possesso di laurea magistrale, come invece leggiamo nei documenti che contestiamo.

Nursing Up non ha intenzione di partecipare a teatrini di alcun tipo, e siamo pronti a scendere ancora una volta nelle piazze se il nuovo ordinamento professionale non riconoscerà una reale valorizzazione agli infermieri, in primis, assieme agli altri professionisti sanitari con analoga base giuridica.

Siamo pronti più che mai a denunciare all’opinione pubblica tutti i passaggi critici di queste negoziazioni.

Anche non volendo tenere in considerazione l’area elevata qualificazione, ora crearne un’altra è possibile, lo dice anche la legge 113/2021, nella parte in cui prevede la creazione di “almeno” tre aree per comparto, più un’altra per il personale di elevata qualificazione, ma deve prevederlo il contratto! 

Ci aspettiamo che anche gli altri sindacati condividano, e che chiedano ad alta voce una concreta valorizzazione degli infermieri e delle altre professioni sanitarie, che d’altronde rappresentano circa il 75% di tutto il personale del comparto sanità.

Non vogliamo e non possiamo permetterci di camminare alla cieca nel buio tunnel delle incertezze e della superficialità. Gli infermieri hanno aspettato troppo. Siamo delusi ed amareggiati ora, ma comunque pronti ad una nuova calda stagione di mobilitazioni”.

La Fials apprezza le premesse del Presidente e del direttore Rucco

Fials apprezza le premesse del Presidente e del direttore Rucco che hanno sottolineato l’apertura al confronto per arrivare alla stesura di un sistema di classificazione in grado di rispondere alle esigenze dei lavoratori del SSN.

Il nuovo “sistema di Classificazione del personale”, si configura in 4 aree distinte che corrispondono a 4 differenti livelli di conoscenze, abilità e competenze professionali necessarie all’espletamento delle attività lavorative.

Ancora non ci sono state sottoposte ipotesi su progressioni economiche all’interno delle aree e sistema degli incarichi. Spiace piuttosto rilevare subito, che la proposizione della Declaratoria delle Aree e dei profili, sia stata definita tenendo presente solo il titolo di studio e non certamente i livelli di conoscenze, abilità e competenze professionali e, in particolare, all’inserimento nell’Area degli Operatori del profilo di Operatore Socio Sanitario. Questo profilo deve essere collocato nell’area degli assistenziali.

La Fials ha chiesto che la terza area venga divisa in due: i professionisti della salute devono avere una propria aria. Una differente deve essere attribuita ai funzionari amministrativi, tecnici e professionali.

Rispetto alla quarta Area innovativa, quella riferita alle “Professioni ad elevata qualificazione” riteniamo rilevante che si prefigurano profili professionali strutturati. Ma riteniamo che la declaratoria definita, merita un approfondimento per evitare confusioni o doppioni con le competenze degli incarichi gestionali o professionali.

Sono profili professionali che devono svolgere stabilmente funzioni con carattere continuativo, con compiti di direzione sul governo di processi clinico-assistenziali complessi (professioni sanitarie e socio sanitarie) o sistemi tecnologici, giuridici, ecc. (amministrativi, tecnici e professionali) ed “in posizione di elevata responsabilità ed autonomia, ai fini dello sviluppo e dell’attuazione degli obiettivi aziendali.

Riteniamo, in conclusione, che si debba sviluppare subito il sistema degli incarichi gestionali e professionali e dei passaggi di carriera tra le diverse Aree e siamo disponibili, ripetiamo, ad un confronto serrato per chiudere questo contratto entro la fine di quest’anno.

Nursind. Bottega “non può esserci risposta alle esigenze dei professionisti del comparto né può essere valorizzato il loro ruolo”

Il segretario nazionale del NurSind, Andrea Bottega, dopo aver letto la bozza presentata dall’Aran nell’ambito della trattativa – iniziata lo scorso 5 agosto – per il rinnovo del Ccnl del comparto della sanità pubblica manifesta insoddisfazione sulla classificazione del personale.

Secondo il Nursind l’area dei professionisti della salute e dei funzionari definisce i ruoli dei sanitari unicamente in rapporto al titolo di studio e non anche al grado di responsabilità e competenza dovute alla presa in carico assistenziale che caratterizza infermieri ed ostetriche.

Bottega spiega quelle che, nel dettaglio, sono state le richieste avanzate dal sindacato “Come nella passata tornata contrattuale, abbiamo chiesto di creare un’area per le professioni sanitarie e una sub area o sezione per infermieri ed ostetriche, all’interno della quale chiedere, valorizzazione anzianità di servizio, indennità di esclusività, libera professione con libertà di determinare il proprio onorario, maggiore remunerazione per disagio notturno e la revisione del sistema incarichi funzionali in merito ai requisiti di conferimento”.

Redazione NurseTimes

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