22.06.2020. Per molti di noi è un lavoro, certo non un lavoro come un altro. Durante una carriera possono essere tanti gli interventi decisivi, ne vediamo di ogni tipo, e talvolta non resta neanche il ricordo, è un’autodifesa forse.

Ma ce ne sono alcuni che ti restano impressi, come quello di ieri sera che ha visto alcuni di noi, della Lifeguardcostaovest, impegnati in un’operazione di soccorso in acqua in condizioni davvero particolari.

Notte buia, senza luna, piuttosto fresca. Marco Maielli e Francesco Cariello sono ancora in spiaggia, stanno finendo di allestire una torretta di avvistamento. Sono le 22.30, un orario insolito per essere ancora al lavoro.

Si avvicina una persona chiedendo aiuto: una ragazza non si trova più, da oltre un’ora. I nostri indossano l’equipaggiamento e si mettono alla ricerca con la jeep, puntano i fari verso il mare, il timore è che sia in acqua e a quell’ora, con il buio, non sarebbe facile trovarla.

Con mare mosso gli avvistamenti sono difficili anche di giorno. Poi la luce dei fanali tra le onde dà un riflesso, Stefano Nigiotti la vede e avverte gli altri. Potrebbe essere una boa. O potrebbe essere la ragazza.

Con i fari della macchina puntata Francesco e Marco vanno velocissimi verso quel riflesso. Sono lontani 150 metri dalla spiaggia, l’unica luce è quella del faro di ricerca, le onde non aiutano, ma riescono a vederla: è la ragazza, fredda, impaurita e sul dorso, solo la bocca fuori dall’acqua per respirare.

La raggiungono e la riportano a riva, la affidano alle cure del personale sanitario.

Ci vuole un po’ per realizzare di aver salvato una vita. Farlo in questo modo, in questa condizioni, difficilmente te ne farà dimenticare.

Le emozioni restano e poterle condividere tra amici lo rende ancora più bello.

Riccardo Ristori

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L’articolo Riccardo Ristori: quando salvi una vita scritto da Redazione Nurse Times è online su Nurse Times.