Un “fuggifuggi” che rischia di mettere in ginocchio il sistema. Le possibili soluzioni.
Le regole applicative non sono state ancora definite, ma nelle Asl pugliesi è già scattato l’allarme. Un esercito di infermieri sta infatti presentando domanda di pensionamento per approfittare di “quota 100”. Da un monitoraggio della Regione emerge infatti che circa 1.500 infermieri avrebbero i requisiti per l’uscita, mentre una rilevazione informale rivela che le domande già presentate sarebbero circa 700, con la ragionevole possibilità che si arrivi a superare quota mille, senza contare il normale turnover.
C’è dunque il rischio che la recente internalizzazione sia vanificata dalle uscite straordinarie. E che le corsie degli ospedali si ritrovino di nuovo vuote. Un’altra emergenza collegata con la gestione del Piano operativo. Se la Regione sarà ammessa a uscire dal commissariamento soft, potrà infatti gestire in autonomia un nuovo concorso, peraltro già annunciato dal governatore Michele Emiliano. Viceversa dovrà presentarsi a Roma con il cappello in mano, come già avvenuto in questi anni, per concordare con i ministeri le tempistiche e i contingenti da assumere. E potrebbero volerci molti mesi.
Il problema crea qualche apprensione al dipartimento Salute, dove si fa notare che in Puglia le assunzioni ordinarie sono nei fatti bloccate dal 2004 e che il numero dei dipendenti è già sensibilmente più basso (in rapporto agli abitanti) rispetto a molte altre Regioni che erogano lo stesso livello di prestazioni. Anche il maxiconcorso per operatori socioanitari dell’Asl Foggia, che conta 9mila candidati, rischia di essere solo un palliativo. In Puglia gli infermieri in ruolo sono circa 12mila. Un’uscita straordinaria del 10% del contingente metterà in ginocchio il sistema, senza contare – appunto – i pensionamenti ordinari.
Sul nuovo concorsone (Asl Bari con Policlinico e Ircss De Bellis) è già in corso la verifica di fattibilità, ma i numeri rischiano di essere molto più alti di quelli preventivati in autunno. Una possibile via d’uscita è il ricorso alla mobilità. Sono circa mille, infatti, gli infermieri pugliesi che avrebbero manifestato la volontà di rientrare. Si tratterebbe di sottrarre dipendenti ad altre Regioni, ma anche questo potrà avvenire solo dopo l’indizione del concorso. E dopo l’individuazione della copertura finanziaria.
L’assessorato ha fornito alle Asl le linee guida per la costruzione del fabbisogno, con cui verrà determinato il contingente del personale necessario. Ma fino ad aprile, quando il ministero dell’Economia si esprimerà sull’uscita dal Piano operativo, resterà tutto bloccato.
Redazione Nurse Times
Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno
 
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