Postintensiva è un portale creato da infermieri che operano nell’ambito della terapia intensiva che si sono resi conto di quanto sia importante creare un cambio di mentalità affinché nei reparti di rianimazione si ponga sempre di più il paziente e la sua famiglia la centro della cura.

Postintensiva promuove l’umanizzazione delle cure sia durante il ricovero stesso (attraverso l’uso del diario paziente, del poster narrativo, creazione di spazi di scambio fra curanti e familiari) che durante il periodo di riabilitazione.

Molti pazienti infatti, una volta rientrati al domicilio, devono affrontare molti problemi di ordine fisico, psicologico e cognitivo. Problemi che non sono la conseguenza della patologia in sé, ma danni iatrogeni della terapia intensiva stessa.

L’immobilità, lunghi periodi di sedazione, la nutrizione artificiale, la ventilazione meccanica sono alla base di queste problematiche.

Riguardo l’umanizzazione delle cure, postintensiva mette l’accento sulla necessità di aprire il piu’ possibile le terapie intensive promuovendo un modello di terapia intensiva aperta.

La terapia intensiva aperta consente alla famiglia di essere al letto del loro caro dodici o, in alcuni casi, ventiquattro ore al giorno.

Ciò consente una maggiore interazione fra familiari e curanti, riduce lo stress della persona ricoverata e dei familiari, consente di creare un clima di fiducia rendendo partecipe famiglia e persona ricoverata al piano di cura.

Purtroppo in Italia sono ancora molte le resistenze ad un modello di terapia intensiva aperta. Una visione molto “medico centrica” della cura fa percepire i familiari come un ostacolo piuttosto che come una risorsa.

In moltissime terapie intensive l’orario di visita si limita a una o due ore durante la giornata e con visite scaglionate. L’accesso a molte terapie intensive è ancora precluso ai bambini con motivazioni che non hanno alcuna evidenza scientifica (un presunto aumento delle infezioni o le scarse difese immunitarie dei bambini).

Oltre a un sensato lavaggio e disinfezione delle mani, viene richiesta una speciale vestizione (camici, sovra scarpe, cuffiette, mascherine) che, di nuovo, non trova alcuna evidenza scientifica.

Il modello di terapia intensiva aperta è un modello implementabile in tutte le terapie intensive italiane. Con pochi accorgimenti o modifiche strutturali (quando necessarie) si potrebbe migliorare esponenzialmente la cura delle persone ricoverate in terapia intensiva e delle proprie famiglie.