A scatenare il caos un uomo sulla trentina, che di fatto ha impedito nuovi soccorsi. Sulla vicenda indagano i carabinieri. Lo sdegno di Uil Fpl e della dirigenza ospedaliera.

“Riteniamo gravissimo quanto accaduto mercoledì sera al Pronto soccorso della casa di cura Madonna della Salute di Porto Viro, dove un uomo ha dato in escandescenze, picchiando con violenza inaudita e inaccettabile un infermiere che era appena rientrato per il trasporto di una persona ferita in un incidente stradale e che sarebbe dovuto uscire nuovamente con l’ambulanza perché c’erano altri feriti da soccorrere ed il codice della chiamata era quello rosso, di massima urgenza. La condotta dell’uomo, infatti, è stata tale da arrivare a paralizzare a lungo l’operatività del Pronto soccorso portovirese, presidio di riferimento di tutta l’area deltizia, che in questo momento già accoglie numerosi turisti”. Così Attilio Minichini e Cristiano Maria Pavarin, della segreteria Uil Fpl di Rovigo, commentano l’aggressione ai danni di un infermiere avvenuta mercoledì pomeriggio al Pronto soccorso dell’ospedale di Porto Viro (Rovigo).

L’increscioso episodio di violenza si è verificato a seguito di un incidente stradale sulla Romea, nel territorio di Rosolina. Otto i feriti, uno dei quali in condizioni di media gravità. Da Porto Viro sono partite subito tutte la autoambulanze disponibili, ma non erano sufficienti. Così il personale medico ha portato al Pronto soccorso i primi feriti, ma quando stava per tornare sul luogo dell’incidente si è scatenato il putiferio: pugni, calci, spintoni. Insomma, una vile aggressione, messa in pratica da un uomo sulla trentina che nulla aveva a che vedere con l’incidente, ma che di fatto ha impedito i soccorsi e, dopo aver scatenato il panico in ospedale, si è allontanato. E’ stato comunque identificato dai carabinieri e ora sono in corso gli accertamenti per definire quali e quanti reati abbia commesso.

“Un fatto intollerabile e vergognoso, che condanniamo con tutta la forza possibile, come cittadini prima ancora che come rappresentanti sindacali – proseguono Minichini e Pavarin -. Non è pensabile che nel 2021, in un Paese civile, si debba ancora assistere ad aggressioni violente nei confronti di operatori sanitari che stanno svolgendo il proprio lavoro, prezioso ed insostituibile. Rimaniamo allibiti nel pensare che questo possa avvenire dopo i difficili mesi della pandemia, nei quali, al di là della retorica che ha visto gli operatori dipinti come angeli ed eroi, tutti i lavoratori della sanità hanno fronteggiato difficoltà epocali, soffrendo e rischiando in prima persona per il bene comune, sobbarcandosi ore di straordinari e facendo fronte a difficoltà mai viste prima”.

E ancora: “Come Uil, ribadiamo che di fronte a fatti del genere non solo deve levarsi alto un grido unanime di indignazione, ma vanno anche presi opportuni provvedimenti perché non accadano più. Purtroppo l’importante ed attesa legge ‘Disposizioni in materia di sicurezza per gli esercenati le professioni sanitarie e socio-sanitarie nell’esercizio delle loro funzioni’, entrata in vigore proprio lo scorso settembre, che ha inasprito le pene e introdotto la procedibilità d’ufficio nei casi di aggressioni a operatori sanitari, sembra non essersi rivelata un deterrente in grado di porre fine a episodi come questi. Nei prossimi giorni chiederemo quali strategie e accorgimenti si intendano adottare a livello locale per scongiurare che simili fenomeni possano ancora verificarsi”. 

Concludono i rappresentanti di Uil Fpl: “Intendiamo rivolgere la nostra massima vicinanza all’operatore che è stato malmenato, ferito, costretto a fuggire, e che in queste ore, pur avendo affrontato nel corso della sua esperienza professionale situazioni di ogni tipo, è ancora turbato per la brutale aggressione subita, assicurandogli che da parte della Uil ci sarà il massimo e completo supporto e che siamo pronti anche a intraprendere tutte le iniziative necessarie perché l’aggressore non resti impunito”.Sulla vicenda è intervenuto anche Stefano Mazzuccato, amministratore delegato dell’ospedale di Porto Viro: “L’episodio di ieri è semplicemente inaccettabile, e ci rammarica profondamente. I carabinieri faranno ora il loro lavoro e a noi, come direzione del presidio, resta solo il dovere di manifestare la nostra vicinanza all’operatore rimasto vittima dell’aggressione e a tutto il personale del Pronto soccorso, che ogni giorno svolge un servizio essenziale per la collettività. L’operatore, un giovane di 30 anni di Mesola, sposato e con un figlio, è stato visitato in conseguenza delle contusioni riportate dai colleghi del presidio, che hanno stabilito una prognosi di 20 giorni”.

Redazione Nurse Times

L’articolo Porto Viro (Rovigo), infermiere aggredito in Pronto soccorso dopo un incidente stradale scritto da Redazione Nurse Times è online su Nurse Times.