Riceviamo e pubblichiamo il contributo di Leonardo Di Sacco, infermiere del 118 di Modena

Ho iniziato a fare il mio lavoro quasi per caso, sono curioso per natura, ho approfondito, ho studiato per capire.

Ho fatto un master universitario con lo stesso spirito.

Noi le conoscenze sanitarie non le usiamo per raggirare il prossimo o per arricchirci economicamente, ma per aiutare chi sta male… si sembra strano, facciamo questo per vivere.

Raramente mi sono confidato con amici o con i miei cari su quanto sia difficile a volte cercare di strappare dalla morte qualcuno, per poi dover confessare ai parenti disperati di non esserci riuscito!

Non riesco a parlare con tutti di questo.

Ho sempre accettato tutto ciò come uno stimolo a far meglio, e a mantenere le mie performance al top, seguendo la letteratura scientifica di riferimento, aggiornandomi costantemente.

Poi arriva un virus insidioso e oltre a tutte le difficoltà subentra anche quella di tutelarsi, di non infettarsi e non infettare i propri cari…. continuando a compiere il proprio dovere.

Io mi sento un uomo di Stato, mi sento un professionista che rappresenta lo Stato e ne applica le direttive.

In questo periodo anche gli alti funzionari hanno avuto momenti di difficoltà ma per fortuna noi abbiamo chiaro il nostro mandato istituzionale.

Per favore non chiamatemi eroe… Sono uno dei tanti professionisti, troppo spesso poco valorizzati, che nonostante tutto continuano a fare il proprio lavoro.

Voi …. state a casa!

Leonardo Di Sacco
L’articolo Per favore non chiamatemi eroe: sono un infermiere scritto da Redazione Nurse Times è online su Nurse Times.