Quattro chiacchiere con Alessandro Monterosso: “Il nostro progetto consente di personalizzare le risposte ai bisogni di salute dei singoli pazienti e aiuterà le cause farmaceutiche a sviluppare medicinali migliori”.

Si chiama Patch AI ed è una startup che promette di cambiare in modo radicale la vita dei pazienti alla ricerca di informazioni e consigli utili sul proprio stato di salute. Ideata poco più di un anno fa, vanta già una lunga serie di riconoscimenti a livello nazionale. Tra questi figurano quelli conseguiti in importanti competizioni per startup legate al mondo della salute. Come BioUpper, evento di spicco del panorama milanese con finale al Mise (ministero dello Sviluppo economico). O come ReHealth (Roma) e Web Marketing Festival (Rimini). Ma il successo dell’iniziativa ha varcato anche i nostri confini ed è testimoniato dai premi ricevuti in Francia, Lussemburgo, Romania.

Ora Patch AI sbarca in Puglia. Domani
mattina sarà infatti presentata a Bisceglie (provincia di
Barletta-Andria-Trani), dove è in corso di svolgimento DigithON, la maratona digitale alla quale prendono parte ben cento
startup italiane, pronte a darsi battaglia per la conquista dell’assegno da
10mila euro destinato alla prima classificata. Ma pure per gli altri sette
premi in palio, tra borse di studio,
premi in denaro e percorsi di accelerazione messi a disposizione dalle aziende
partner (per un valore complessivo di oltre 50mila euro). Chiunque può
esprimere la propria preferenza: basta visitare il sito web della
manifestazione e votare
online per una delle startup in gara (vedi oltre).

Visti i
risultati lusinghieri ottenuti in kermesse analoghe, Patch AI sembra avere
tutte le carte in regola per farsi onore anche stavolta. Di sicuro ci spera il
suo ideatore, Alessandro Monterosso
(a destra nella foto), infermiere pediatrico 28enne, originario di Palmi
(Reggio Calabria). Oggi vive a Padova, dove ha sede Mosaic Software Srl, l’azienda da lui fondata insieme a quattro
soci: gli infermieri Pierluigi Badon e Daniele Farro, il medico Kumara Palanivel e il farmacologo Filip Ivancic.

Proprio alla vigilia del suo debutto a DigithON, noi di Nurse Times abbiamo incontrato Alessandro, che ci ha parlato innanzitutto del suo variegato percorso professionale: «Dopo la laurea col massimo dei voti in Infermieristica pediatrica, conseguita all’Università di Padova nel 2014, ho vinto una borsa di studio finanziata dal ministero della Salute, che mi ha permesso di accedere a un progetto di ricerca sui tumori presso l’Azienda Ospedaliera di Padova. Quindi è cominciata la mia carriera accademica. Ho tradotto testi di infermieristica dall’inglese e poi, insieme a Pierluigi Badon, Marta Canesi e Federico Pellegatta, ho scritto “Procedure infermieristiche”, un manuale per studenti e professionisti utilizzato in molte università. Senza dimenticare la pubblicazione di numerosi articoli su riviste nazionali e internazionali».

Ma come è
nata l’idea della startup in concorso a Bisceglie? «È nata dalla mia partecipazione ai trial chimici sulla sperimentazione
clinica dei farmaci. Non ci ho messo molto a capire quanto fosse complicata la
comunicazione tra pazienti e professionisti, spesso affidata a WhatsApp. In pratica,
i pazienti mi contattavano via messaggio a qualsiasi ora del giorno e della
notte. E io, da bravo infermiere, rispondevo sempre. Però mi chiedevo: sarebbe
possibile un incontro tra la tecnologia e l’attenzione per il paziente, in modo
che quest’ultimo sia in grado di ottenere ogni informazione attraverso una
specifica app? Allora ho lasciato il posto fisso e mi sono iscritto al master
della “Bocconi” in Economia e management sanitario internazionale, con borsa di
studi ottenuta per merito. È stata un’esperienza che mi ha cambiato la vita,
condivisa con menti brillanti, provenienti da vari Paesi».

Il resto è storia: la fondazione della società; la partnership con IBM Watson, per ottimizzare la potenza dell’intelligenza artificiale, e con Novartis, notissima azienda farmaceutica; la realizzazione del primo prototipo di Patch AI. «Attraverso l’analisi di chat tra i singoli pazienti e un infermiere virtuale, questa startup elabora i comportamenti dei pazienti stessi e personalizza le risposte ai loro bisogni di salute. In seguito, acquistando la relativa licenza, le case farmaceutiche possono utilizzare i dati così raccolti e trarne le conclusioni statistiche per migliorare i medicinali prodotti. Il progetto ha suscitato anche l’interesse di Aimac (Associazione italiana malati di cancro), che è diventata nostra partner e testa l’applicazione sui pazienti oncologici. Obiettivi a lungo termine? Contiamo di fornire supporto ad almeno 40mila pazienti e di aiutare le aziende a produrre circa 70 nuovi farmaci».

Obiettivi
ambiziosi, che non lasciano indifferente Giuseppe
Papagni (a sinistra nella foto), presidente Opi Bat, presente al nostro incontro con Alessandro Monterosso. Ecco
il suo commento: «Si tratta di un’innovazione
con prospettive molto interessanti. Potrebbe diventare un punto di riferimento tecnologico
per tutti coloro che riescono a immaginare le potenzialità dell’infermieristica
anche al di fuori del contesto ospedaliero».

Chi volesse sostenere la candidatura di Patch AI non deve far altro che seguire questa semplice procedura: andare sulla pagina del sito DigithON dedicata alla votazione; cliccare su DigithON (attenzione a non cliccare su “A scuola di startup”); loggarsi via Facebook; filtrare per “Intelligenza Artificiale”; votare per Mosaic Software Srl (PatchAI).

Redazione Nurse Times

L’articolo Patch AI: in concorso a DigithON la startup ideata da un infermiere pediatrico scritto da Redazione Nurse Times è online su Nurse Times.