Medicina Generale in Sicilia, ecco tutti i candidati ammessi al Corso di formazione triennale

PALERMO. In Sicilia sono 186  gli ammessi alla frequenza del Corso triennale di Formazione in Medicina Generale. La graduatoria derivante dalla selezione pubblica è stata approvata tramite un decreto (clicca qui) a firma di Maria Letizia Di Liberti (nella foto), dirigente generale del Dipartimento per le Attività Sanitarie e Osservatorio Epidemiologico dell’assessorato alla Salute.La prova del concorso per l’ammissione si era svolta a Palermo il 17 dicembre presso l’Hotel San Paolo Palace, l’Ecomuseo del Mare e il Policlinico Universitario “Giaccone”.Su un totale di 1.401 partecipanti, sono stati 1.067 ad avere ottenuto almeno il minimo punteggio- cioè 60- per fare parte della graduatoria dei candidati idonei, rettificata dall’assessorato il 14 gennaio rispetto a una prima versione contenente un refuso allegata al decreto del 10 gennaio.I candidati collocati in graduatoria dal 1° al 186° posto sono ammessi alla frequenza del corso triennale e devono presentare entro 3 giorni lavorativi dal ricevimento della PEC recante l’avviso dell’ammissione al corso, comunicazione di accettazione o rifiuto a mezzo PEC, pena esclusione.Clicca qui per visionare la graduatoria.L’articolo Medicina Generale in Sicilia, ecco tutti i candidati ammessi al Corso di formazione triennale sembra essere il primo su IN SANITAS.

Ospedali di Agrigento e Sciacca, in arrivo nuove Tac di ultima generazione

AGRIGENTO. Ammonta ad oltre 620 mila euro l’ultimo investimento deliberato dalla direzione strategica dell’Asp di Agrigento per la sostituzione dei tomografi assiali computerizzati (TAC) in uso presso gli ospedali di Agrigento e Sciacca.Il provvedimento, da tempo atteso, mira a rimpiazzare le vecchie dotazioni strumentali dei reparti con apparecchiature di ultima generazione. Con la delibera dello 14 gennaio, l’Asp ha già dato il via alle procedure per perfezionare l’acquisto “chiavi in mano” dei macchinari aderendo all’accordo quadro stipulato tra la Consip, per conto del Ministero dell’Economia e delle Finanze, e la ditta GE Medical Systems.L’acquisto delle due nuove apparecchiature fa seguito a quello di altre due modernissime TAC già in precedenza disposto anche per gli ospedali di Canicattì e Licata e di una risonanza magnetica ad Agrigento. Anche per questa fornitura si prospettano tempi brevi dato che le procedure di gara sono in fase di avanzata definizione.«Rispetto alla precedente dotazione strumentale- afferma il direttore del Dipartimento di scienze radiologiche dell’Asp, Angelo Trigona– si arriverà ad un deciso miglioramento sul piano della performance sia per quanto riguarda il tempo di acquisizione ed elaborazione delle immagini che per la completezza generale degli esami».Le Tac a due e quattro strati in uso, rispettivamente, a Sciacca ed Agrigento, così come quelle ad otto slice di Licata e Canicattì, sono spesso soggette a guasti delle componenti hardware e software e a ripetuti interventi di manutenzione. Saranno sostituite da macchine con almeno 64 strati in grado di offrire continuità d’esercizio ed elevate prestazioni.Anche la RMN dell’ospedale di Agrigento, acquistata nel 2009, necessita di un rimpiazzo con un apparecchio, dotato di lettino mobile, capace di eseguire anche indagini specifiche come la RM addome-body, prostatica, della ghiandola ipofisaria, prestazioni di cardio-RM ed altri esami muscolo-scheletrici.«È un motivo di grande soddisfazione oltre che un obiettivo strategico- dichiara il commissario dell’Asp, Giorgio Giulio Santonocito (nella foto)- poter incrementare costantemente gli standard qualitativi dell’offerta sanitaria. L’utenza degli ospedali della provincia, potrà dunque contare, a breve, su efficienti indagini tomografiche grazie alle nuove dotazioni in arrivo».L’articolo Ospedali di Agrigento e Sciacca, in arrivo nuove Tac di ultima generazione sembra essere il primo su IN SANITAS.

Rapporto GIMBE sui fondi sanitari integrativi “aumentano diseguaglianze e consumismo” [Varie]

Negli ultimi anni, segnati da un imponente definanziamento della sanità pubblica, si è progressivamente fatta largo l’idea che il cosiddetto “secondo pilastro” – generato da un complicato intreccio tra fondi sanitari, assicurazioni e welfare aziendale – sia l’unica soluzione per garantire la sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale (SSN). In controtendenza con questo clima di contagioso e spesso inconsapevole entusiasmo, la Fondazione GIMBE annovera invece l’espansione incontrollata del secondo pilastro tra le macro-determinanti della crisi di sostenibilità del SSN.

Determinazioni AIFA (15/01/2019)

L’Agenzia Italiana del Farmaco rende disponibile un elenco di Determine riguardanti la classificazione di medicinali per uso umano ai sensi dell’art. 12 comma 5 del Decreto-legge 13 settembre 2012 n° 158 convertito nella legge 8 novembre 2012 n° 189.

P.S romagnoli al collasso: arrivano le crocerossine tra le barelle per offrire supporto psicologico ai pazienti

Attraverso la denuncia del sindacato infermieristico Nursing Up il documento contenente le azioni che l’Ausl Romagna ha implementato per migliorare la situazione dei pronto soccorso è stato divulgato.
Nel P.O. di Ravenna il “Piano strategico aziendale per la gestione del sovraffollamento” ritenuto assolutamente inefficace, sarebbe stato denunciato all’assessore della Sanità regionale Venturi.

Il sindacato di categoria prosegue l’opera di monitoraggio delle ripercussioni che ogni U.O. accusa (aumenti cariche di lavoro, stress da lavoro correlato, maggior rischio infortuni….) .
“Senza contare il maggior rischio per la salute della cittadinanza causa una carenza, o meglio una non rimodulazione del personale, in base alla casistica del case mix di pz che necessitano ,dopo l’accesso in P.S., di posto letto per ricovero ospedaliero , posto letto sempre più raro da trovare ecco perché i famosi esuberi nei reparti chirurgici.
I cd “reparti polmone” non hanno dato la risposta che ci si aspettava anche perché i posti letti dedicati sono sempre esauriti!”, spiega nella nota Gianluca Gridelli.
Ma la novità di questi giorni avrebbe destato ancora più clamore: per far fronte alle criticità del pronto soccorso sarebbe stato inserito, tra le barelle dei pazienti in attesa per ore, un gruppo di crocerossine con “funzioni di assistenza psicologica e socio-assistenziale”, come dichiarato dai vertici aziendali.
Ma allora perché non inserire a questo punto decine di crocerossine , al posto degli OSS che mancano, nei reparti internistici (vedi le medicine) per dare supporti ai pazienti che necessitano di assistenza continua ma che gli viene spesso erogata in ritardo visto che i pochi infermieri sono talmente oberati di lavoro da non riuscire a garantire i livelli minimi essenziali di assistenza? Il rapporto è di 1 infermiere per 15 pazienti senza personale di supporto!”, si domanda il funzionario sindacale.
“Ovvio che la nostra è una provocazione e sia ben chiaro che non è una presa di posizione verso l’operosità delle crocerossine delle quali apprezziamo le attività svolte in ogni dove ma la questione è veramente seria ed il collasso del sistema è un rischio che la Ausl Romagna non può permettersi ed ha tutte le responsabilità per scongiurare che ciò accada”, prosegue Gridelli.
Nei prossimi giorni NURSING UP presenterà una controproposta al Piano aziendale per la gestione dell’emergenza influenza che dia risposte non solo al P.S. ma a tutte le UU.OO. coinvolte e questa volta pretenderemo azioni serie non legate solo al volontariato o allo spirito di sacrificio degli operatori sanitari e tecnici. Loro hanno già dato ora tocca alla Ausl Romagna.

Simone Gussoni
L’articolo P.S romagnoli al collasso: arrivano le crocerossine tra le barelle per offrire supporto psicologico ai pazienti scritto da Simone Gussoni è online su Nurse Times.