Infermiera salta la coda all’Esselunga: un coro di ringraziamenti e applausi per lei dai presenti

Un episodio di civiltà e gratitudine si è verificato questo pomeriggio presso il Supermercato Esselunga di Moncalieri, quasi a voler cancellare i due sgradevoli episodi dei quali sono state vittime due infermiere che hanno voluto utilizzare il loro diritto a poter saltare le chilometriche code di carelli.

Coronavirus: niente più code chilometriche al supermercato per infermieri, medici e oss. Priorità per i professionisti della salute
Anche il punto vendita in provincia di Torino ha realizzato una corsia preferenziale per tutti quei professionisti della salute impegnati quotidianamente nella lotta contro il Coronavirus. Un’infermiera ha voluto “approfittare” di questa opportunità oggi pomeriggio, quasi scusandosi di fronte alla lunga fila di clienti regolarmente distanziati tra loro.

L’infermiera, originaria di Nichelino, ha chiesto con gentilezza di poter saltare la fila, specificando che avrebbe dovuto iniziare a breve il proprio turno di lavoro in ospedale. Al contrario di quanto accaduto ad altre colleghe nessuna obiezione è stata sollevata dai presenti, che al contrario l’hanno accolta con un lungo applauso e molti complimenti.

Milano: la comunità cinese produce e regala migliaia di mascherine alla cittadinanza direttamente in cassetta postale
Alcuni cittadini si sono offerti di aiutare la donna a fare la spesa, per permettere di velocizzare gli acquisti in vista dell’imminente inizio del turno in reparto.

Non sono mancati i ringraziamenti dei cittadini e dei commessi durante la veloce spesa fatta dall’infermiera, segno del grande affetto della popolazione nei confronti dei professionisti della salute che combattono contro il Covid-19.

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Gestione dei pazienti in una Medicina Covid-19

In allegato vi proponiamo il protocollo di gestione pazienti in unità operativa Medicina-COVID19 utilizzata presso l’Ospedale di Treviglio, ASST Bergamo Ovest

Il protocollo utilizzato in una regione d’Italia che risulta la più colpita dal virus Sars-CoV 2.

Un protocollo operativo che potrà sicuramente essere utile al personale sanitario impegnato in questi giorni di emergenza sanitaria.

Numeri che oggi confermano il trend al ribasso dei contagi, con un numero di morti purtroppo ancora alto.

Questi sono i numeri del contagio in Italia diffusi stasera dalla Protezione civile:

83.049 i malati (+2.477 su mercoledì);13.915 i morti (+760);18.278 i guariti (+1.431).Il numero totale dei casi positivi è 115.242 (+4.668).

Nessun allentamento della stretta anti-coronavirus, per ora non cambia nulla. Lo ha ribadito anche questa mattina il premier Giuseppe Conte, dopo la conferenza stampa di ieri sera in cui aveva ufficializzato la proroga delle restrizioni fino al 13 aprile.

Il contagio in Italia in tempo reale

Redazione Nurse Times

Allegato

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Vaccino contro il Covid 19, Garattini: “Entro fine anno possibile cominciare la produzione”

ROMA – “E’ possibile che entro la fine dell’anno si possa essere pronti per iniziare la produzione di un vaccino contro il Covid-19“. A dirlo è Silvio Garattini, presidente dell’Istituto Mario Negri di Milano. “E’ probabile che il vaccino possa essere pronto entro la fine dell’anno, cioè che tra dicembre e febbraio prossimi si concluda tutto il processo di sperimentazioni necessario a poter iniziare la produzione“, spiega. In particolare, continua, “stando a quello che si legge, sembra che Israele e l’Olanda siano già avanti da questo punto di vista, e abbiano iniziato le sperimentazioni sull’uomo“. I due Paesi avevano iniziato a lavorare ad un vaccino sui coronavirus, “di cui Sars e Mers sono un esempio, prima dell’inizio di quest’epidemia – conclude Garattini – quindi avevano un po’ di vantaggio“.
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Infermieri al nord per l’emergenza Covid 19. La Uil Fnp: “Gesto di responsabilità, ma c’è chi ha scelto il “precariato” della sanità pubblica”

TARANTO – Qualcuno l’ha definitia una vera e propria “chiamate alle armi”: è quella alla quale hanno risposto migliaia di infermieri (poco più di novemila), in tutta Italia, per dare manforte al personale sanitario del settentrione in questa battaglia contro il Covid 19. C’è stato un vero e proprio esodo di infermieri disoccupati o dipendenti di strutture private verso gli ospedali pubblici del nord Italia. Le motivazioni di questa scelta vanno trovate soprattutto nello spirito di servizio degli infermieri, molti di quali, spiegano Pierpaolo Volpe ed Emiliano Messina, rispettivamente responsabile per la Uil Fpl della provincia di Taranto per la Sanità privata/Terzo settore e segretario generale del sindacato, “hanno lasciato un lavoro a tempo indeterminato nel settore privato o a partita Iva per essere assunti, a tempo determinato, da Enti del Servizio sanitario nazionale”. C’è chi ha preferito fare il salto dal “posto fisso” nella sanità privata al “precariato” del servizio pubblico. Un percorso al contrario che, a giudizio dei rappresentanti sindacali, trova la sua spiegazione nella differenza contrattuale tra i due settori (pubblico e privato). Una forbice che si è allargata ulteriormente, denunciano Volpe e Messina, con l’ultimo rinnovo del contratto nazionale di lavoro della sanità pubblica, creando una discriminazione “tra infermieri di serie A nella sanità pubblica e di serie B nella sanità privata o nel terzo settore”. E c’è chi sospetta che dietro la scelta degli infermieri di lasciare la sanità privata per quella pubblica, seppur con un contratto a tempo determinato, ci sia anche la questione dei Dpi. Anche sui dispositivi di protezione individuale ci sarebbe una disparità tra pubblico e privato, sostengono i due sindacalisti, che ricordano come in questi giorni “molte Case di riposo e RSA in tutta Italia sono diventate focolaio del virus SARS-CoV-2, ponendo a serio rischio la salute e la sicurezza non solo degli ospiti della struttura, ma anche degli operatori sanitari”. Insomma a giudizio del sindacato, c’è un vera e propria ingiustizia sociale che bisognerà riequilibrare quando l’emergenza coronavirus sarà definitivamente alle spalle. “E’ opportuno che si realizzi un contratto di filiera – propongono Volpe e Messina – un contratto unico per tutti gli infermieri, senza alcuna distinzione salariale tra pubblico e privato”. Terminata l’emergenza Covid 19, aggiungono i due rappresentanti sindacali, bisognerà affrontare “la definitiva valorizzazione della professione infermieristica come professione intellettuale con relativo adeguamento economico che colmi il gap con gli Stati europei. Come UIL FPL – concludono Volpe e Messina – saremo al fianco di tutte le professioni sanitarie per riscuotere il giusto riconoscimento per l’importante lavoro svolto, in trincea, a tutela del cittadino. Ma non dobbiamo dimenticarci che gli infermieri erano “EROI” anche prima dell’emergenza Covid-19”.

Salvatore Petrarolo
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Covid-19: la voce degli esperti – PARTE I

Di seguito la prima tranche dell’intervista multipla realizzata dal dott. Fausto D’Agostino, specialista in anestesista e rianimazione, autore di diversi libri scientifici (Medico di Guardia Diagnosi e Terapia – Idelson Gnocchi, Pronto Soccorso Notes – Minerva Medica, Gestione delle vie aeree in emergenza – Minerva Medica) e di alcuni video scientifici per la di divulgazione delle manovre salvavita. Per l’emergenza coronavirus collabora attualmente con il ministero della Salute al numero di utilità pubblica 1500 e ha donato, tramite la sua associazione Centro Formazione Medica, una somma a favore della Società Italiana Sistemi 118.

Il COVID 19 ci atterrisce e ci unisce tutti in un’unica meravigliosa ITALIA! Per la prima volta, dal dopo guerra ad oggi, tutta la nazione lotta in modo sinergico e si stringe attorno a slogan come #iorestoacasa e “andrà tutto bene”, che sostengono il Paese e i suoi professionisti sanitari, chiamati ad agire in prima linea contro questo nemico invisibile ma tanto pericoloso.

In qualità di medico, specializzato in Anestesia e Rianimazione, sto collaborando con il Ministero della Salute rispondendo al Numero di utilità pubblica 1500 ed ho potuto raccogliere sia le domande dei cittadini (giustamente preoccupati anche da sintomi aspecifici) sia quesiti di differenti operatori sanitari (medici di medicina generale, medici del 118, specialisti di varie branche, infermieri ecc…). Le domande che l’emergenza ci pone sono tante e variegate, per questo ho ritenuto opportuno provare a dare un inquadramento generale, il più possibile scientifico, alla grande mole di informazioni a cui siamo sottoposti quotidianamente dai media. In questo mese, è stato pubblicato il libro Medico di Guardia – Diagnosi e Terapia 2020 da me curato con il coinvolgimento di autorevoli specialisti esperti nelle diverse branche della medicina, presenti su tutto il territorio nazionale. Pertanto, ho selezionato tra di loro chi si trova in prima linea a fronteggiare la pandemia formulando delle domande specifiche, che ci possano aiutare a fare un punto sulla situazione attuale.

Ho voluto intervistare molte persone coinvolte a vario titolo nell’emergenza sanitaria COVID-19, per dare voce a più professioni (sia dell’area medica che politica e gestionale) che operano con grande competenza ed impegno nella stessa nazione, anche se in regioni diverse, e che costituiscono un esempio encomiabile del lavoro che si sta svolgendo per fronteggiare la situazione.

1) Gentile Senatrice Maria Domenica Castellone, quali sono state le misure del governo messe in atto da subito per affrontare questa emergenza?

Stiamo affrontando la più grande emergenza sanitaria degli ultimi decenni, un evento di portata eccezionale, che ha richiesto la messa in atto da parte del Governo di misure straordinarie, che vanno dalla riorganizzazione della rete ospedaliera con l’aumento del 50% dei posti letto in terapia intensiva e del 100% dei posti letto in terapia subintensiva, fino alla messa in quarantena dell’intero Paese. Al distanziamento sociale, necessario in questa fase per ridurre i contagi, deve seguire adesso la messa a punto di strategie a lungo termine da attuare quando si allenteranno le misure restrittive, che puntino ad una visione di salute pubblica che abbia al centro l’intera comunità e che indirizzi le risorse verso un reale potenziamento dell’assistenza sanitaria territoriale utilizzando strumenti di telemedicina e nuove tecnologie. 

2) Senatore Gaspare Marinello dalla Sua esperienza come medico di Pronto Soccorso e in qualità di Senatore, qual è il Management del governo italiano adottato per l’emergenza COVID-19?

L’emergenza COVID-19 è un fatto straordinario e pone i Governi di tutto il mondo ad attuare interventi d’urgenza mai intrapresi nella storia. Le misure da attuare riguardano principalmente il campo sanitario ed economico.

In campo sanitario, fermo restando il principio generale del distanziamento sociale, gli interventi principali si concentrano nell’aumento delle unità operative sub-intensive e intensive, e nella riduzione degli accessi dei pazienti cronici in ambito ospedaliero così da ridurre il rischio di infezioni nosocomiali intercorrenti. Durante una epidemia, infatti, bisogna evitare il più possibile che i pazienti si rechino in ospedale con il rischio altissimo di contrarre il virus e a questo scopo è opportuno effettuare test rapidi per identificare i pazienti positivi, che, se non hanno sintomi respiratori gravi, potranno rimanere in isolamento a domicilio per essere seguiti con la telemedicina.La telemedicina serve per controllare a distanza: temperatura, frequenza cardiaca e saturazione di ossigeno periferico.

In campo economico, altresì, gli interventi dei Governi di tutto il mondo, in primis il nostro, sono concentrati nel sostegno economico d’urgenza a famiglie, lavoratori e aziende, con interventi di sospensione degli oneri contributivi e di tassazione, insieme a misure di immissione di liquidità per evitare licenziamenti e fallimenti aziendali, garantendo allo stesso tempo la continuità produttiva delle filiere essenziali, in accordo con Sindacati e organismi rappresentativi delle industrie. Terminata la fase emergenziale ovviamente sarà indispensabile destinare le risorse pubbliche disponibili per stimolare la ripresa economica, soprattutto rivolgendosi ai consumi interni.

3) Il contributo che l’aeronautica Militare sta apportando è importantissimo, anche grazie alla capacità di trasporto in bio-contenimento. Ho chiesto al Generale Domenico Abbenante, Ispettore Capo del Corpo Sanitario Aeronautico e Presidente della Commissione Sanitaria d’Appello A.M., come è impegnato il soccorso aereo in questa emergenza.

In questi giorni la macchina del soccorso aereo è impegnata con tutte le risorse del Paese per fronteggiare l’emergenza COVID-19: aerei ed equipaggi dell’Aeronautica sono pronti a partire in tempi strettissimi per trasporto di pazienti in bio-contenimento, trasporto materiale sanitario e supporto alla Protezione Civile. Per fronteggiare l’emergenza è stato creato un hub temporaneo presso la base aerea di Cervia, dove sono sempre pronti al decollo elicotteri HH-101 ed equipaggi del 15° Stormo, nonché team di medici ed infermieri della Forza Armata specializzati in trasporti in alto bio-contenimento.

Il trasporto aereo in bio-contenimento, costituito da un team di specialisti, medici ed infermieri, addestrati e formati attraverso corsi ed attività esercitative, è in questa emergenza, una delle capacità peculiari espresse dall’Aeronautica Militare, che permette il trasporto di personale affetto da malattie particolarmente infettive in totale isolamento e sicurezza.

Gli assetti e gli equipaggi sono in stato di allerta operativa, 24 ore su 24, pronti a partire in tempi strettissimi; nelle missioni di trasporto sanitario di urgenza, e ora più che mai, è essenziale il “fattore tempo”, che è possibile contenere grazie a meccanismi e procedure consolidate nel tempo.

Su richiesta del Comando Operativo di Vertice Interforze (COI) sono state effettuate, nel mese di febbraio, quattro missioni per il rientro di cittadini italiani e stranieri dalla Cina e dal Giappone, tutte con velivoli KC-767A del 14º Stormo di Pratica di Mare. La prima missione il 2 febbraio, direttamente dalla città cinese di Wuhan per il rimpatrio di 56 connazionali; poi il 9 febbraio, da Brize Norton (Inghilterra) a favore di un gruppo di cittadini italiani e stranieri rientrati sempre da Wuhan; il 14 febbraio un terzo volo ha riportato in Italia il giovane Niccolò, il diciassettenne di Grado, ed infine, tra il 21 e il 22 febbraio, un’ulteriore missione per il trasporto dal Giappone di 19 connazionali ed altri cittadini europei che erano a bordo della nave da crociera Diamond Princess.

4) Chiedo ad Alessandro Martarelli della Direzione Commerciale ITALDRON, come le nuove tecnologie possono essere d’ausilio nell’attuale emergenza.

In un forte momento di difficoltà dove la situazione impone di utilizzare tutto ciò che si ha a disposizione per contrastare la diffusione del COVID-19, i Droni posso avere due fondamentali utilizzi: vigilanza e controllo per evitare la diffusione del virus e sanificazione tramite nebulizzazione di sostanze. Nel primo caso le Forze di Polizia stanno sperimentando efficacemente l’utilizzo di droni che grazie alle loro ottiche consentono la verifica del territorio dall’alto e aiutano le squadre a terra ad identificare eventuali assembramenti non autorizzati, mentre sul secondo utilizzo ancora non si è identificata la sostanza idonea alla sanificazione e che non provochi effetti collaterali quali inquinamento. La tecnologia sta evolvendo velocemente e credo che a breve si vedranno sempre più scenari applicativi d’emergenza in cui vengono impiegati i droni.

5) Quali sono le misure e benefici economici che sostengono gli operatori sanitari (medici, infermieri) coinvolti nell’emergenza? Ce ne parla la Dott.ssa Sara Pirisinu  Dottore Commercialista, specializzata nel settore sanitario e consulente OMCeO Roma.

Il Governo, col Decreto-Legge 17 marzo 2020, n.18, ha decisamente perso un’occasione, per dimostrare a medici e infermieri quanto lo Stato sia loro riconoscente, dato il lavoro svolto in questa che pare essere più una guerra che una emergenza sanitaria. Di fatto il Decreto stanzia fondi per l’assunzione di personale sanitario: è l’unica attenzione loro rivolta, poiché le rimanenti risorse sono interamente destinate ai lavoratori, che versano i contributi all’INPS come dipendenti o come autonomi.

Ai lavoratori dipendenti (quindi anche ai medici) è assicurata la cassa integrazione, mentre per i lavoratori non iscritti alla cassa autonoma (come Enpam o Enpapi) è destinato un fondo che distribuisce 600 euro al mese per ciascun iscritto. L’unico strumento concesso agli autonomi iscritti in casse diverse dall’INPS è il bonus baby sitter, per cui attendiamo istruzioni circa le procedure di accesso. Parallelamente l’Enpam ha sospeso il pagamento delle quote A e B e ha stanziato un fondo per i medici, che si trovano in quarantena: verrà loro riconosciuta un’indennità di 82,78 euro al giorno.

Proprio in queste ore l’Enpam, appoggiato dall’OMCeO di Roma, ha approvato una delibera per riuscire a distribuire un importo di 1000 euro al mese anche agli altri medici e odontoiatri che hanno subito una perdita a seguito dell’emergenza COVID-19, ma la distribuzione è subordinata all’approvazione dei Ministeri, che per ora si son detti contrari, in quanto vorrebbero mantenere intatti i fondi delle Casse autonome.

6) Chiedo all’Avvocato cassazionista Michela Scafetta, se esistono delle tutele legali nei confronti degli operatori sanitari impegnati in prima linea per questa emergenza.

Alla luce della nota INAIL del 17 marzo scorso, i casi di COVID-19 nel personale sanitario sono sussumibili nelle affezioni morbose, a loro volta riconducibili nell’alveo degli infortuni sul lavoro. Tale inquadramento dovrebbe consentire una tutela celere ed efficace, in effetti, sotto il profilo probatorio, la giurisprudenza di legittimità è ormai unanime nel riconoscere l’applicabilità del principio di presunzione semplice, mutuato dall’art. 2729 c.c.

Pertanto, la prova che il contagio sia “conseguenza dell’esposizione del soggetto infortunato ad un determinato rischio professionale”, come richiesto dalla Suprema Corte, si riterrà sussistente per gli operatori sanitari anche in presenza di elementi gravi precisi e concordanti, a prescindere dalla specifica allegazione del momento di contrazione del virus. Tale agevolazione probatoria, a parere della scrivente, non dovrebbe limitarsi ai medici operanti nelle aree COVID, ma anche a coloro che, prestando servizio in zone non infette, hanno giurato di “curare ogni paziente con scrupolo e impegno”, stante l’enorme rischio che corrono ogni giorno”.

Questa pandemia si configura come una sfida senza precedenti che l’intera umanità è chiamata a fronteggiare. Gli attori principali di questa lotta sono gli operatori sanitari, che stanno dimostrando di vivere il proprio impegno lavorativo in modo eroico, come missione. Al di là della preparazione, dello spirito di dedizione e della vocazione alla salute, tutti gli operatori sanitari hanno il pieno diritto di essere tutelati nello svolgimento di un cosi difficile lavoro, che mette costantemente a rischio la vita di ciascuno di loro. Sarà fondamentale organizzarsi rapidamente per garantire maggiori risorse e tecnologie adeguate all’emergenza in atto, indipendentemente dalla nazionalità di appartenenza. Ciò che porterà a sconfiggere la pandemia sarà la capacità di condividere, tra tutte le nazioni del mondo in modo trasparente e lealmente cooperativo, le conoscenze apprese e tutti gli strumenti che si stanno rivelando efficaci nella lotta contro il virus.

Verosimilmente, siamo ancora all’inizio di una lunga guerra dilagata in tutto il mondo e costituita da molte battaglie, delle quali alcune già vinte. Questo ci dà la possibilità di pensare positivo e di remare tutti insieme per il raggiungimento di un obiettivo comune. Lo stesso Papa Francesco ha dichiarato “Ci siamo resi conto di trovarci sulla stessa barca, tutti fragili e disorientati, ma nello stesso tempo importanti e necessari, tutti chiamati a remare insieme, tutti bisognosi di confortarci a vicenda”. Stringiamoci in una sola grande umanità e lottiamo uniti contro il nemico invisibile!

Dott. Fausto D’Agostinowww.centroformazionemedica.it

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Sen. Maria Domenica Castellone, Medico Chirurgo, Ricercatore presso l’Istituto di Endocri­nologia ed Oncologia Sperimentale del CNR (IEOS), Napoli. 12° Commissione Permanente Igiene e Sanità, Senato della RepubblicaSen. Gaspare Marinello, Medico Chirurgo, Senatore XII Commissione Permanente Igiene e Sanità Gen. Domenico Abbenante Generale Ispettore CSArn, Capo del Corpo Sanitario Aeronautico, Capo del Servizio Sanitario A.M, Presidente della Commissione Sanitaria d’Appello A.M.Alessandro Martarelli, Direzione Commerciale ITALDRONDott.ssa Sara Pirisinu  Dottore Commercialista, specializzata nel settore sanitario e consulente OMCeO RomaAvv. Michela Scafetta, Avvocato CassazionistaAggiornamenti in tempo reale sull’epidemia in Italia

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Giovane infermiere dona 400 mascherine a Casa Sollievo: “Guarito da linfoma oggi lotto contro il Covid19”

Matteo Di Maggio, giovane infermiere pugliese, ha donato 400 mascherine al personale e ai pazienti ricoverati nei Reparti di Pediatria e Pediatria Oncologica dell’ospedale Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo.
“Quando nel 2013 mi fu diagnosticato un linfoma – racconta Matteo – avevo da poco intrapreso gli studi infermieristici. Mi affidai alle cure dell’Ospedale di San Pio e, una volta guarito, dovetti affrontare con grande paura il tirocinio formativo. Grazie ad una convenzione tra università, riuscii a svolgerlo nel reparto di Pediatria Oncologica della Casa Sollievo della Sofferenza. Fu un’esperienza bellissima, tanto che decisi di approfondire i miei studi frequentando un Master in Anestesia e rianimazione pediatrica, in collaborazione con il Reparto di Pediatria generale”.
In questi giorni anche Matteo è impegnato in prima linea nella battaglia contro il Covid-19 e desidera ringraziare i due reparti per l’accoglienza ricevuta come paziente e come collega, donando mascherine colorate, realizzate artigianalmente in cotone e TNT:
“Sentivo il bisogno di offrire un piccolo contributo ai due reparti per ‘proteggere’ la salute di quei guerrieri a cui devo tanto. È un piccolo gesto, – conclude Matteo – che spero possa portare un po’ di colore in queste giornate difficili”.
Dott. Simone Gussoni
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