La pandemia di Covid-19 è entrata ormai nel pieno della quarta ondata ma, nonostante ciò, le aziende ospedaliere sembrano essere ancora in grandi difficoltà a causa della carenza di personale e di risorse materiali.

Una denuncia alquanto grottesca giunge dalle sigle sindacali UilFpl e NursingUp: “Gli infermieri sono costretti a comprare su Amazon le batterie per i saturimetri”.

Anche le carenze di personale non sembrano destinate a rientrare

“Nonostante sia prevista proprio in questi giorni l’esplosione della fase più conclamata della pandemia – spiegano Nazzareno Arigò (UilFpl) e Rossano Campana (NursingUp) -, le gravi carenze riscontrate sono ineludibili. E non siamo ancora al picco! Basti pensare che in azienda, ad oggi, gli infermieri sono sottostimati di almeno 150/200 unità, mentre sono circa 50 le unità mancanti per gli OSS e a questa mancanza di reintegro dell’organico, dovuto anche alle sospensioni che non ricevono adeguati rimpiazzi, si unisce la mancanza di dotazioni elementari”. 

Pochi infermieri (rapporto infermieri pazienti superiore a 1:6, standard ottimale, 1:4 nei bambini) aumentano tra il 25 e il 30% il rischio di mortalità

Gli studi sui rapporti tra numero infermiere paziente considerano ottimale il rapporto 1:6 in reparti base, rapporto che aumenta a seconda del carico assistenziale. Oggi invece il rapporto reale è di 1:12, questo senza tener conto delle barelle nei corridoi nei reparti e nel Dea che a causa della trasformazione dovuta al covid-19, si è trovato a dover gestire pazienti in attesa di ricovero per giorni, superando di gran lunga il limite di sicurezza delle 30 barelle ed esponendo il personale sanitario al potenziale errore umano. Un problema che si evidenzia in particolare nei reparti covid dell’ospedale di Rivoli, in cui si presta assistenza di alta intensità in area critica con 2 infermieri per 23 pazienti e barelle nei corridoi.

I sindacati annunciano provvedimenti

“La UilFpl non può tollerare oltre questa situazione – chiosa il segretario Arigò – i lavoratori sono esausti e stanno rischiando la loro salute e quella dei loro familiari pur di rispettare i dettami deontologici ed etici che li spingono a non mollare. Ma a tutto c’è un limite.” E viene segnalata inoltre la paradossale situazione in cui, mentre negli ospedali al collasso dell’Asl To3 si è vicini al collasso, si tiene chiuso un reparto nuovo di zecca come quello del presidio di Avigliana, già utilizzato come reparto covid nelle precedenti ondate. “Stante la nostra più totale collaborazione con la direzione – annunciano i sindacati – , si preannuncia però che seguiranno alla presente i dovuti esposti agli organi competenti, ritenendo le carenze riscontrate al limite della sicurezza e dell’incolumità dei lavoratori”.

Lettera aperta della Direzione Aziendale dell’AslTo3

 “È con profonda amarezza che scriviamo queste righe, in un momento così difficile per l’urgenza di offrire alla popolazione le cure necessarie nella nuova ondata pandemica che stiamo attraversando. Questa lettera è rivolta ai cittadini del nostro territorio, che riteniamo di dover rassicurare nella efficienza ed efficacia del Servizio sanitario nazionale che la nostra Azienda rappresenta. Per rispetto nei confronti della nostra utenza e dei nostri operatori, per impedire la circolazione di errate informazioni che possono generare ingiustificato panico, precisiamo che: l’organizzazione della risposta sanitaria all’aumento dei contagi in tutti gli ospedali dell’Azienda, Rivoli, Pinerolo e Susa, è sotto controllo e in aggiornamento continuo con l’evoluzione della pandemia, sulla base del Piano Operativo di Emergenza Covid4, presentato con largo anticipo rispetto all’ondata pandemica in corso, approvato dal Dirmei lo scorso luglio e da allora scrupolosamente applicato; l’Azienda ha assunto per l’emergenza Covid tutte le risorse professionali disponibili: oltre al personale medico, 147 infermieri, ad oggi presenti, pari al +12% del totale degli infermieri in servizio, e 129 OSS, Operatori socio sanitari, pari al +22,5% del totale in servizio. Oltre a questo l’Azienda sta ulteriormente aumentando il numero degli infermieri attingendo alla recentissima graduatoria del concorso espletato in collaborazione con l’Azienda ospedaliero-universitaria San Luigi; l’Azienda garantisce la dotazione necessaria di DPI, caschi CPAP, pompe infusionali e saturimetri per rispondere alla cura dei pazienti e alla sicurezza degli operatori. Tutti i pazienti con necessità di valutazione dei parametri vitali hanno a disposizione le apparecchiature necessarie”.

Dott. Simone Gussoni
L’articolo Ospedali al collasso causa pandemia: infermieri costretti a comprare su Amazon le batterie per i saturimetri scritto da Dott. Simone Gussoni è online su Nurse Times.

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