Di seguito un comunicato dell’Ordine provinciale delle professioni infermieristiche, a firma del presidente Daniel Pedrotti, e la replica del sindacato medico, a firma del segretario generale per il Trentino, Nicola Paoli.

Il comunicato di Opi Trento – L’Ordine delle professioni infermieristiche della Provincia di Trento esprime pieno sostegno alla Provincia autonoma di Trento per l’impegno, dichiarato già in precedenti incontri, di investimento e potenziamento dell’assistenza territoriale, anche in coerenza con le previsioni della missione 6 Salute del Pnrr.  

Come già evidenziato dall’assessora alla Salute, Stefania Segnana, un confronto constante, una collaborazione fattiva ed un reciproco supporto istituzionale sono gli strumenti in grado di  garantire la declinazione di modelli organizzativi e professionali innovativi ed efficaci per la presa  in carico dei bisogni socio sanitari dei cittadini, valorizzando al contempo i professionisti attori del sistema salute della nostra Provincia.

Nel merito, l’Ordine delle professioni infermieristiche ritiene opportuno condividere una prima riflessione rispetto al comunicato della PAT dal titolo “Continuità assistenziale: firmato nuovo accordo con i medici di medicina generale”. Premettiamo che siamo pienamente  consapevoli delle difficoltà nel garantire stabilmente il servizio di continuità assistenziale sul  territorio provinciale e riconosciamo pertanto l’importanza di attivare strategie per farne fronte. Tuttavia, nel sopracitato comunicato, la professione infermieristica è inserita in un contesto che richiama specificatamente un’attività di “supporto” ai medici.

Questo Ordine ritiene che il termine utilizzato sia anacronistico e rimandi specificatamente a un profilo professionale costruito sulla  base normativa rispecchiante un insito rapporto gerarchico che non rende certamente merito e  giustizia allo sviluppo che ha investito la professione di infermiere negli ultimi 20 anni. Il termine  utilizzato è pertanto, nel giudizio dell’Ordine, errato. La professione infermieristica è certamente una professione di supporto, ma di supporto al cittadino, al Sistema sanitario provinciale, alla rete  interistituzionale e interdisciplinare, con una propria e specifica autonomia professionale: non è certamente di supporto ad un altro ruolo, poiché, per definizione, ogni professione è inserita in un  unico sistema, il sistema salute, laddove la cooperazione, la collaborazione ed il rispetto dei  differenti e specifici ambiti professionali sono gli elementi che possono determinare la qualità  degli esiti della presa in carico dei bisogni di salute dei nostri cittadini. 

“Siamo convinti che abbiamo di fronte una grande responsabilità, una grande sfida – chiosa il presidente Pedrotti –. È necessario  fare le scelte giuste e fare le scelte giuste significa avere il coraggio di farle. Significa non  adottare la decisione più facile, più immediata, più tradizionale, più consolidata, più  conservatrice, perché potrebbe non essere quella giusta”. Come Ordine rileviamo un grande lavoro a livello nazionale e provinciale per migliorare e innovare il  Sistema sanitario al fine di garantire risposte di salute appropriate e coordinate ai bisogni sanitari e socio-sanitari dei nostri cittadini. Ma è evidente che c’è ancora molto da fare rispetto ai modelli  organizzativi attualmente in essere. Un conto è affermare che i professionisti lavorano in modo  interprofessionale e sinergico, un conto è realizzare i comportamenti professionali dei  professionisti che abitano il territorio, le Rsa, gli ospedali. L’Ordine delle professioni  infermieristiche ci crede molto, gli infermieri hanno sempre posto come loro mandato prioritario  l’assistere in integrazione e sinergia con le altre professioni della salute.

È evidente che non basta  stare nei setting di cura, ma occorre creare le condizioni normative e organizzative affinché si  realizzi una reale interprofessionalità, un reale lavoro in equipe, nella presa in cura della persona,  dove ogni professionista, infermiere, medico, fisioterapista, ostetrica, assistente sociale che sia possa apportare il proprio specifico contributo professionale alla salute dei cittadini. C’è ancora  molto da fare, e gli Ordini, in qualità di enti sussidiari dello Stato, in questa “riforma” attualmente  in corso del Sistema Sanitario Provinciale, possono dare un contributo importante all’analisi dei  fabbisogni, alla declinazione di modelli professionali innovativi (es. per gli infermieri: infermiere  di famiglia e comunità, infermiere specialista clinico, dirigente di processi assistenziali) e su come  ci si mette in rete e si lavora in sinergia, anche con il supporto della tecnologia, per garantire le  risposte di salute ai bisogni emergenti dei cittadini.  

Auspichiamo infine che ci sia sempre un maggior coinvolgimento su queste partite e su queste  scelte, perché queste scelte condizioneranno i prossimi 100 anni del nostro Sistema sanitario provinciale. Il presidente Pedrotti conclude: “Come Ordine, non intendiamo rimanere fuori da  questo dibattito ed intendiamo starci con il contributo che possiamo dare per lo sviluppo di una  rete veramente di solidarietà, sussidiarietà e di appropriatezza del nostro sistema socio-sanitario  provinciale senza supremazie professionali e senza rincorrere vecchi modelli, ma facendo le scelte  giuste. Costa sacrificio, certo non è facile, ma se non lo facciamo ora sprecheremo un’occasione  che non avremo mai più che è il Pnrr”.

La replica di Cisl Medici Trentino – In relazione alle dichiarazioni a mezzo agenzie stampa e quotidiani del presidente dell’Ordine delle professioni infermieristiche, dottor Pedrotti, relativamente al ruolo dell’infermiere presso gli studi dei medici di base, previsti nell’Accordo dei medici di medicina generale di prossima definizione, Cisl medici concorda con quanto dichiarato in sintesi dall’assessore Stefania Segnana, che si rifà all’art. 18, comma 1 del nostro contratto lavorativo vigente, in cui testualmente riportiamo:

“… Il personale infermieristico supporta le attività assistenziali dei medici e, in ragione delle competenze professionali possedute, assicura, in particolare, prestazioni di triage, di gestione, di controllo delle patologie croniche nell’ambito dei protocolli concordati all’interno delle associazioni e prestazioni di cura ambulatoriali o anche a domicilio”.

Ringraziamo il presidente Pedrotti per essersi espresso favorevolmente sull’intesa raggiunta dalle Organizzazioni della medicina generale per i medici di continuità assistenziale, che sono privi di personale infermieristico, mentre il presidente dell’Ordine dei medici chirurghi non si è ancora espresso.

Cisl medici ricorda altresì al presidente dell’Ordine delle professioni infermieristiche che nel Pnrr, nel documento Agenas sui modelli e standard per lo sviluppo dell’assistenza territoriale nel Sistema nazionale e nella proposta di aggiornamento “Decreto ministeriale 2 aprile 2015 n. 70 – Regolamento recante definizione degli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all’assistenza ospedaliera”, che prossimamente verrà licenziato dal Governo, gli infermieri dipendenti da Apss avranno un ruolo di leader in molteplici altre attività sul territorio, nei confronti dei cittadini, rispetto a quello che faranno negli studi professionali dei medici di base.

Redazione Nurse Times

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