Un nuovo ed incisivo attacco alla consolidata pratica dello sfruttamento degli infermieri da parte delle aziende ospedaliere giunge da parte dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Nuoro.Il secondo capitolo dell’azione che ha fatto indignare molti altri ordini provinciali viene scritto a pochi giorni di distanza dalla denuncia pubblica nei confronti del corso di laurea in infermieristica di Nuoro, che da decenni forgia giovani al demansionamento per poi impiegarli nelle mansioni più umilianti in corsia (giro letti, pulizie, igiene del paziente, trasporto dei pazienti etc…). È ormai tristemente noto a chiunque come In ogni angolo d’Italia, anziché assumere il personale ausiliario che per legge deve essere deputato a tali attività, avviene quello che per molti tirocinanti costituisce un obbligo in cambio del quale riceveranno quasi sicuramente un 30 e lode come voto per il tirocinio clinico.

Un comunicato mirato alle aziende ospedaliere complici del sistema universitario in questo crimine contro la professione infermieristica è stato inviato:“Scriviamo la presente per segnalare una situazione divenuta ormai cronica che limita enormemente l’autonomia dell’infermiere prevista dal D.M. 739/94, ovvero all’assenza dell’Operatore Sociosanitaria durante il turno notturno in quasi tutte le UU. OO. dell’ASSL di Nuoro.

L’assenza di operatori di supporto, riversa il carico di lavori concernente le attività di assistenziali igienico-domestico-alberghiere su tutto il personale infermieristico, già più che mai in affanno per la carenza di personale nel proprio profilo professionale.

Inoltre, è opportuno rilevare che la carenza/assenza degli operatori socio sanitari sottopone gli infermieri ad un illegittimo demansionamento.”Dopo una descrizione dettagliata delle mortificanti mansioni che gli infermieri si sentono in dovere di svolgere, anche a causa del cronico insegnamento al demansionamento ricevuto in università.

“Spesso accade che sia necessario liberare dei posti letto per accogliere i degenti e trasferire gli altri pazienti meno gravi in altre unità operative per ricoverati pazienti in condizioni di salute critiche, ciò comporta un impegno notevole per gli infermieri che si devono occupare, come in precedenza descritto, di sanificare, spostare e rifare i letti.”

“La carenza del personale di supporto (O.S.S.) non garantisce un corretto ciclo virtuoso di assistenza dei pazienti e l’infermiere viene limitato nella sua autonomia e distolto dalle sue funzioni per occuparsi di mansioni che non sono di sua pertinenza.Ci preme ricordare che l’O.S.S. è ufficialmente inquadrato e riconosciuto nelle organizzazioni sanitarie italiane a seguito dell’Accordo Conferenza Stato-Regioni del 22 febbraio 2001. Egli svolge principalmente attività indirizzate a soddisfare i bisogni primari della persona, nell’ambito delle proprie aree di competenza, in un contesto sia sociale ch sanitario.

Il D.M. 739/94 da chiare indicazioni sulla figura professionale dell’infermiere e il comma 3 indica sostanzialmente che l’infermiere:“Per l’espletamento delle funzioni si avvale, ove necessario, dell’opera di personale di supporto”.La locuzione “ove necessario” non significa in alcun modo che l’infermiere nell’esercizio delle sue funzioni sia chiamato in maniera sistematica e sostanziale a sostituire o prendere in carico le mansioni proprie previste per l’OSS, e l’attuale evoluzione giuridica ha apportato il giusto riconoscimento professionale con il passaggio formale da professione ausiliaria a professione intellettuale.Pertanto il citato D.M. attribuisce a tutti gli effetti di legge all’infermiere la responsabilità di soddisfare i bisogni primari attraverso le figure di supporto, e non direttamente.

È impensabile immaginare che la notte non sia possibile erogare l’assistenza dovuta al paziente.

“Con la presente – conclude OPI Nuoro – in qualità di ente sussidiario dello Stato, a difesa del diritto alla salute del cittadino e a tutela della Professione Infermieristica, richiamando l’Art. 30 del nostro Codice Deontologico, chiede:– l’immediata cessazione dell’utilizzo improprio dell’infermiere, costantemente ad attività proprie di mero ausiliariato o previste per il personale di supporto (O.S.S.);– che sia inserita la figura dell’OSS senza indugio in tutte le UU. OO. aziendali nei tre turni di servizio per vedere garantita la presenza costante di tutte le professionalità coinvolte nei processi clinico assistenziali.

Siamo certi che questo comunicato dell’Ordine di Nuoro sia risultato estremamente scomodo e sconveniente a molti dirigenti che da decenni si arricchiscono sulle spalle degli infermieri e grazie al costante indottrinamento al demansionamento garantito dai corsi di laurea. L’auspicio è che questi due comunicato possano essere l’inizio di un processo che porti allo smantellamento di un sistema che si basa su reati, illeciti e crimini contro la professione infermieristica.

Dott. Simone GussoniL’articolo OPI Nuoro denuncia l’ASSL:”Basta demansionare gli infermieri, OSS in ogni reparto 24 ore al giorno ed in numero adeguato” scritto da Dott. Simone Gussoni è online su Nurse Times.