In occasione della Giornata Internazionale della Donna (8 marzo) l’Ordine del capoluogo ligure promuove la seconda edizione del Premio “Infermiera, Donne e Diritti”. Il presidente Carmelo Gagliano propone inoltre alcune riflessioni sulla recente istituzione della Giornata nazionale di educazione e prevenzione contro la violenza nei confronti degli operatori sanitari e socio-sanitari.

Due ricorrenze per celebrare la figura della donna infermiera e per riflettere sul tema, mai così attuale, della violenza sugli operatori sanitari. In occasione della Giornata Internazionale della Donna (martedì 8 marzo), Opi Genova, in collaborazione con le associazioni culturali Gaia e Wall of Dolls, promuove la seconda edizione del Premio “Infermiera, Donne e Diritti”, concorso letterario e creativo che pone al centro la figura dell’infermiera, la donna e la tutela dei diritti.

Tale concorso, al quale tutti possono partecipare liberamente e gratuitamente, si articola in quattro sezioni: testimonianze di vita professionale, poesie, narrazione e fotografie-immagini. Per ogni sezione si può inviare una sola opera, e la scelta del soggetto e l’interpretazione sono libere, a patto che i temi siano collegati alla figura dell’infermiera e/o al significato della giornata dell’8 marzo, ovvero la donna, i diritti civili, i diritti sul lavoro, la solidarietà, la liberà, la cultura… La partecipazione è aperta anche alle scuole (classe o singolo studente), quale opportunità didattica per gli insegnanti di realizzare con la propria classe un percorso di approfondimento sui temi proposti.

«Gli ultimi due anni sono stati molto complessi per la nostra categoria, in prima linea per combattere l’emergenza sanitaria – spiega Alessandro Cataldo, infermiere e presidente di Associazione Gaia –. L’anno scorso, in occasione della Giornata Internazionale della Donna, volevamo organizzare qualcosa di speciale per ringraziare il lavoro delle nostre infermiere, e abbiamo ideato questo concorso per celebrare la loro figura e le donne in generale. L’iniziativa ha riscosso molto successo e abbiamo deciso di ripeterla anche quest’anno, con l’obiettivo di raccogliere ancora più spunti di riflessione e coinvolgere più persone. La premiazione avverrà martedì 8 marzo, secondo modalità che saranno comunicate successivamente in relazione alle disposizioni sulla pandemia».

Il concorso è aperto fino a giovedì 3 marzo 2022, termine ultimo per l’invio e la raccolta dei materiali. I partecipanti dovranno inviare i propri contributi all’indirizzo di posta elettronica bando8marzo2022@opigenova.it. Le opere delle diverse sezioni saranno valutate dalla Commissione contro la violenza dell’Opi e i primi tre classificati riceveranno un buono libro di valore variabile. Tutte le opere saranno raccolte e pubblicate sul sito web https://opigenova.it/ in occasione della Giornata Internazionale della Donna. Il regolamento di partecipazione e tutte le informazioni sono disponibili sul sito https://opigenova.it/.

Pochi giorni fa, inoltre, il ministro della Salute, Roberto Speranza, di concerto con il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, e il ministro dell’Università e della ricerca, Maria Cristina Messa, ha firmato il decreto che indice la Giornata nazionale di educazione e prevenzione contro la violenza nei confronti degli operatori sanitari e socio-sanitari. Un fenomeno in crescita, che coinvolge l’89% degli infermieri, si è inasprito ulteriormente con la pandemia e colpisce prevalentemente le donne. Si celebrerà ogni anno il 12 marzo, e per l’occasione il presidente di Opi Genova, Carmelo Gagliano, condivide alcune importanti riflessioni.

«Quello delle aggressioni ai danni degli infermieri, e in generale degli operatori sanitari, è un problema molto serio nel nostro Paese – spiega –. Gli episodi di violenza verbale e fisica sono in crescita, e continuamente presenti anche in questo periodo di pandemia. Circa lametà degli infermieri in servizio subisce aggressioni ogni anno, e di questi, la stragrande maggioranza sono donne (ricordiamo che il 78% degli infermieri sono donne). L’89% degli infermieri è stato vittima di violenza sul lavoro. Nel 58% dei casi si tratta di violenza fisica. Il che vuole dire che hanno subito violenza in generale sul posto di lavoro circa 180mila infermieri, e per oltre 100mila si è trattato di un’aggressione fisica. Secondo i calcoli dell’Inail, le aggressioni a infermieri sono circa 5mila in un anno (anche se spesso quelle verbali non sono neppure denunciate), ovvero 13-14 al giorno in media».

Le cause del fenomeno sono multifattoriali e includono la riduzione del personale, l’elevato carico di lavoro, la tipologia di pazienti. I principali fattori di rischio sono negli atteggiamenti negativi dei pazienti verso gli operatori, nelle aspettative dei familiarie, nei lunghi tempi di attesa nelle zone di emergenza. Ne possono derivare danni fisici, ma anche disturbi psichici, per gli operatori che subiscono violenza.

«Il 24,8% degli infermieri che ha segnalato di aver subito violenza negli ultimi 12 mesi ha riportato un danno fisico o psicologico causato dall’evento stesso – prosegue Gagliano –. Il 16,6% afferma che il danno era di tipo fisico e ha causato escoriazioni/abrasioni. Il 15,3% riferisce invece che il danno subito ha causato ecchimosi. Il 10,8% dichiara che i danni fisici o psicologici hanno causato disabilità permanenti e modifiche delle responsabilità lavorative o inabilità al lavoro. Ma la conseguenza professionale prevalente riguarda il morale ridotto (41%) e stress, esaurimento emotivo, burnout (33%)».

Accanto agli usuali episodi di maltrattamento, durante la pandemia sono nate nuove tensioni e la situazione si è ulteriormente aggravata. «In questi due anni di pandemia – conclude Gagliano – si sono create situazioni che hanno portato a nuovi episodi di violenza. Per esempio l’impossibilità per i parenti di visitare i pazienti ricoverati o le aggressioni e minacce (anche di morte) da parte dei no vax. Come si previene questo fenomeno? Identificando i fattori di rischio per la sicurezza del personale e attuando le strategie organizzative, strutturali e tecnologiche più opportune; diffondendo una politica di tolleranza zero verso atti di violenza nei servizi sanitari; incoraggiando il personale a segnalare prontamente gli episodi subiti, magari facilitando il coordinamento con le forze dell’ordine. L’istituzione di una Giornata per fare luce su questo problema e favorire una discussione sulla prevenzione è per noi importantissimo al fine di garantire, anche per infermieri e operatori sanitari, un ambiente di lavoro sereno e sicuro».

Redazione Nurse Times

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