Gli Ordini professionali della Toscana intervengono sui temi della manifestazione in piazza Duomo a Firenze

“Gli Ordini Professionali Infermieristici della Toscana vogliono intervenire su un tema da giorni all’interno del dibattito Toscano, per ricordare che quella dell’infermiere è una delle professioni cardine del PNNR, a cui si richiede sempre maggiori responsabilità e specializzazioni e a cui, quindi, sono dovuti maggiori riconoscimenti sociali, ma anche economici. 

La pandemia ha posto sotto gli occhi di tutti quello che già da anni, con la laurea, i master, i dottorati di ricerca, la figura infermieristica rappresenti la chiave di volta dei sistemi sanitari, ma ancor di più in quello toscano in cui si è sempre creduto in un sistema che tuteli tutti i cittadini, senza alcuna distinzione.

Tuttavia, non è più pensabile che si continui a far gravare un intero sistema sulle spalle di professionisti sempre più demotivati e stanchi. Siamo infermieri e vogliamo esercitare in sicurezza per garantire sempre la migliore assistenza possibile a chiunque ne abbia bisogno. 

È necessario che ognuno, attraverso il proprio ruolo, faccia la sua parte per accendere i riflettori su questo problema che può creare disagi e disservizi all’interno del servizio sanitario, non riuscendo a garantire elevati standard assistenziali così come la professione auspicherebbe.

La nostra è una segnalazione sana, convinta e non strumentale, collaborativa con tutto il panorama politico per rendere sicure le cure dei nostri assistiti. Per fare in modo che ci sia più salute e meno malattia.

La manifestazione di oggi in piazza Duomo a Firenze è senza dubbio un segnale.

Noi, in quanto Ordini professionali, vediamo con preoccupazione la carenza di personale infermieristico perché avere pochi infermieri significa fare poca salute, poca prevenzione, poca assistenza individuale.

Significa infine non farsi carico dei bisogni sanitari dei cittadini. Ebbene, dati i principi costituzionali che sanciscono il diritto alla salute come diritto fondamentale, date tutte le norme che enunciano che il nostro sistema sia un sistema sano, oltre che complesso, fare politiche che non tutelano chi eroga cure e assistenza, che non valorizzano e implementano modelli organizzativi in grado di costruire sistemi di cura efficienti che siano poi in grado di erogare cure personalizzate, significa sostenere politiche che non tutelano il cittadino stesso.

Il tema delle assunzioni è un tema attuale perché, in virtù di ciò che ci siamo detti fino ad adesso, tutela tutti. Dal cittadino al professionista.

La carenza di infermieri non si vede soltanto dai numeri, si vede anche dalla qualità erogata e percepita. Investire in personale infermieristico significa investire in salute, in sistemi resilienti. Valorizzare la figura infermieristica significa investire in sistemi efficaci, efficienti ed economici, così come è stato ripreso più volte all’interno del patto per la politica infermieristica in Toscana. 

Auspichiamo che  venga finalmente riconosciuta una  sinergia tra i tanti attori e stakeholders del sistema salute e del settore infermieristico perché, oltre che di dignità professionale, si parla di salute dei cittadini.

Ogni nostro agito, nel pieno rispetto dei propri ruoli e nelle regole definite dalla legge, vuole soltanto essere orientato a ottenere migliori condizioni lavorative e professionali per agire in sicurezza e per favorire lo sviluppo professionale a vantaggio di un sistema sanitario che ha bisogno di un profondo ripensamento in termini di sostenibilità ed economicità, facendo finalmente rifiorire il sistema, garantendo cure di alto livello eliminando gli sprechi, perché, senza dimenticarlo mai, il nostro comune intento è quello di tutelare sempre la salute di chi assistiamo ogni giorno, con dedizione e instancabile professionalità”.

Redazione Nurse Times

OPI della Toscana “avere pochi infermieri significa fare poca salute”
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L’articolo OPI della Toscana “avere pochi infermieri significa fare poca salute” scritto da Redazione Nurse Times è online su Nurse Times.