Il sindacato lancia un nuovo allarme, rivolgendosi al ministro. La replica dell’assessore Saitta: “Strumentalizzazioni”.
Manca soltanto l’invito a recarsi di persona negli ospedali per rendersi conto direttamente della situazione. E non è escluso che la lettera di Nursind Torino punti proprio a questo. Magari prendendo spunto dai sopralluoghi effettuati in questi giorni da Giulia Grillo in alcuni presidi sanitari della penisola (i più recenti a Roma e Napoli).
Roberto Amerio e Giuseppe Summa, dirigente nazionale e segretario territoriale del sindacato, hanno mandato al ministro della Salute una lettera che segna un salto di qualità nelle polemiche pressoché continue con la Regione. Oggetto: “Gravissime criticità pronto soccorso Torino e Città Metropolitana – Richiesta interventi». In sintesi, gli interventi attivati per evitare o ridurre il caos nei pronto soccorso, in concomitanza col diffondersi dell’epidemia influenzale, non sono stati adeguati.
Così nella lettera: “Negli ultimi giorni stiamo ricevendo numerosissime segnalazioni da tutti i pronto soccorso di Torino e della città metropolitana, ormai al collasso. Solo la responsabilità e il buon senso del personale stanno evitando il totale blackout del sistema. Pronto soccorso completamente saturi, barelle finite, punti di ossigeno finiti, postazioni create per dare spazio a una barella e che invece ne ospitano tre, ambulanze bloccate, fax inviati al 118 per evitare il trasporto di altri pazienti. Sono solo alcune delle numerose segnalazioni che ci arrivano ogni giorno. In alcune strutture è stata addirittura bloccata l’attività chirurgica in elezione”.
Esagerazioni? Primi refoli dell’imminente campagna elettorale? «Al contrario: ormai il rischio di errore è elevato; abbiamo scritto anche alla direzione territoriale del lavoro di Torino per segnalare lo stress col quale è costretto a lavorare il personale», ribatte Summa, allegando una serie di foto che rimandano ai pronto soccorso di Ciriè, Orbassano, Rivoli Susa.
In questi casi parliamo di presidi dell’area metropolitana, alle prese con un’epidemia influenzale che, dopo essere partita al rallentatore, sta raggiungendo il picco. «Si segnalano problemi anche alle Molinette, Mauriziano, Maria Vittoria e San Giovanni Bosco», aggiunge Summa. “A seguito dell’indisponibilità di posti letto in Medicina generale, Neurologia e Rianimazione, si prega di inviare pazienti di stretta competenza fino alle ore 9”, recita invece il fax inviato il 28 gennaio dalle Molinette al 118. Stesso discorso, nello stesso giorno, al Mauriziano: “Si segnala sovraffollamento in Dea con mancanza di barelle, per cui si richiede di non inviare pazienti fino alle ore 15”.
Accuse che dall’assessorato liquidano come strumentalizzazioni. «Il piano per il periodo invernale – replica l’assessore regionale alla Sanità, Antonio Saitta – non solo è stato fatto anche quest’anno, con il coinvolgimento di tutte le aziende sanitarie, ma è stato potenziato rispetto al passato. Il piano, pur nelle criticità dovute al periodo influenzale, sta funzionando e, per il momento, non si sono registrate le difficoltà degli anni passati, anche grazie all’aumento della copertura vaccinale. Si tratta, purtroppo, della solita strumentalizzazione, dove prevalgono i soliti interessi particolari. Lo dimostra il fatto che le numerose denunce di cui Nursind si vanta, continuando a creare allarmismi, sono sempre state archiviate dalla magistratura».
Redazione Nurse Times
Fonte: La Stampa
 
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