Tutti si chiedono del perché manchino infermieri!

In università gli studenti sono sempre meno. C’è chi abbandona gli studi molto prima e chi invece preferisce continuare con altri percorsi di studi successivamente, ed ecco che si arriva ad un numero troppo piccolo di professionisti sanitari, di dottori, pronti a lavorare e a garantire gli standard qualitativi del SSN.

Noi di Infermieri In Cambiamento la pensiamo allo stesso modo e ci immedesimiamo tra gli studenti. A cosa serve l’università se poi nelle realtà lavorative vige ancora un metodo lavorativo basato su mansionari mascherati da piani di lavoro, mobbing, attività non infermieristiche (giro letti, igiene di pazienti, segretari, sottomessi alla categoria medica), ma soprattutto perché scegliere questo lavoro che ha sempre e sempre più RESPONSABILITÀ!?

La domanda che tutti fanno ai colleghi già presenti, o meglio dire ai tutor clinici, è la seguente: “MA NE VALE LA PENA? QUANTO SI GUADAGNA?”

Ultimamente stiamo vedendo le buste paghe degli eroi, che girano attraverso i social network. Alcuni guadagnano 1200 euro al mese, altri a stento 1500 euro, il massimo raggiunto, ma prevalente in minoranza, ARRIVA A 1700 EURO.

LA RISPOSTA? PER TUTTE LE:

RESPONSABILITÀ.PESO LAVORATIVO.PRESSIONE PSICOLOGICA.TURNI MASSACRANTI.RIPOSI INESISTENTI.SCARSISSIMA CONSIDERAZIONE…NO, NON NE VALE LA PENA

VOGLIAMO INCENTIVARE QUESTI RAGAZZI AD AFFRONTARE UN PERCORSO DI STUDI COME INFERMIERISTICA

DATE LORO LA CERTEZZA CHE TUTTO QUEL PESO VERRÀ RIPAGATO OGNI MESE IN MODO EQUO. Ricordiamo anche a molti dirigenti che questo è un lavoro, l’infermiere deve fare del bene soprattutto se pagato. I tempi della “missione” o “vocazione” sono passati, l’importanza della salute dei cittadini è anche direttamente proporzionale al guadagno percepito dal professionista.

Per 1400 euro

ONESTAMENTE SCEGLIEREMMO DI FARE I SALUMIERI.

Dott. Giuseppe Piazza, Presidente di Infermieri In Cambiamento.

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L’articolo Non venite a dirci che mancano infermieri! scritto da Redazione Nurse Times è online su Nurse Times.