Gentile Direttore di NurseTimes,

oggi dopo aver visto i muri dell’Ospedale L. Spallanzani di Roma imbrattati con scritte orribili contro la vaccinazione e classificando “Mostri Assassini” chi ha lottato in prima linea, vanificando tutto quello che noi Medici, Infermieri e Operatori Sanitari mi sento terribilmente ferito.

Ho versato lacrime vedendo quelle scritte rosse, mi sono venute in mente tutti i duri momenti passati nelle corsie, i riposi saltati, le dure notti insonni e la paura di contrarre il virus e trasmetterlo a nostri cari. Ricordo i lunghi mesi senza poter vedere la mia famiglia perché affetti da patologie croniche ed io tra i più esposti al Virus SarsCov-2.

La mia storia con il Virus, simile sicuramente a quella di tanti altri colleghi della Sanità, inizia il 6 Marzo 2020 mentre lavoravo presso una clinica privata.

Il giorno successivo ero pronto ad ospitare i miei genitori nella mia nuova casa a Roma che con non poche difficoltà sono riuscito ad acquistare. Ma la sera del 6 Marzo 2020 venni convocato d’urgenza dalla direzione, perché io ed altri miei colleghi avevamo avuto un contatto diretto con una paziente che successivamente risultò positiva al covid e che in seguito a questa infezione era deceduta.

Di quella sera ricordo che, la prima cosa che feci fu bloccare la partenza della mia famiglia e proteggerla da una mia eventuale positività al Covid-19. Da quel giorno presi forza e coraggio e continuai la mia attività lavorativa con pazienti Covid.

Partecipai alla missione della Protezione Civile “Infermieri per Covid” di 28 giorni in Liguria. Rientrai a Roma e a distanza di pochi giorni chiesi alla mia Azienda di proseguire l’attività lavorativa con pazienti positivi al Covid 19.Il 1 Gennaio 2021 inizia la mia nuova esperienza lavorativa presso l’Ospedale San Filippo Neri di Roma. Naturalmente la mia richiesta fu da subito quella di lavorare ancora con pazienti Covid.Sono un infermiere appartenente alle Usca-R della Regione Lazio e dedico i miei riposi lavorativi a questa attività per contrastare e combattere il Covid 19.

Da questa mia esperienza ho scritto più lettere ai giornali per educare la popolazione alla vaccinazione mettendoci sempre la faccia perché credo alla Scienza e alla Ricerca.

E se oggi respiriamo un’aria di libertà lo dobbiamo soprattutto alla Vaccinazione contro il Covid.

Nicola De Marco, Infermiere

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