Un’intimazione a non importunare il personale è comparsa sul bancone vetrato della sala d’attesa. Il direttore della struttura, indignato, l’ha fatta rimuovere, ma il colpevole resterà impunito.

Due cartelli a dir poco insoliti sono comparsi sul bancone vetrato della sala d’attesa di una struttura clinica di Oncologia del Nuovo Policlinico di Napoli. “Si comunica ai pazienti che è severamente vietato domandare quante persone ci sono in lista prima del proprio turno”, si legge sul primo. “Inoltre si fa presente che l’orario di visita scritto alla prenotazione non ha valore e non sarà rispettato”, recita il secondo. Il senso dei due avvertimenti è chiaro: non ci importunate.

Sulla legittimità dell’affissione già ci sarebbe da discutere, ma è sull’etica del messaggio che si dovrebbe fare una seria riflessione, non fosse altro perché i destinatari della reprimenda sono i malati che stanno aspettando il loro turno per essere visitati. Tra l’altro, parliamo per lo più di soggetti oncologici, persone debilitate nel fisico perché sottoposte a chemio e che, in maggioranza, sono anche psicologicamente fragili, quindi degni della massima attenzione. Ma c’è altro di cui si lamentano i pazienti: “Il management dell’Azienda ha abolito i dispenser di acqua e caffè: inconcepibile non poter neanche bere per chi, sofferente, aspetta ore con questo caldo”.

Tutto ciò accade senza che nessuno abbia avvertito il direttore della struttura, che, appena informato dell’iniziativa, si è precipitato in sala, intimando di rimuovere i cartelli e mettendo sotto torchio il personale per scoprire chi fosse il colpevole. “Pazzesco, una cosa del genere è inimmaginabile e inammissibile – dice a Repubblica –. Tra l’altro, come si vede, non c’è né timbro né firma che ufficializzino il documento, chiaramente falso. Non solo è un’offesa per i pazienti che vengono da noi con fiducia, ma è anche un vulnus per l’immagine del nostro istituto. Ed è una cosa che mi amareggia molto, visto che dalla mattina alla sera ci prodighiamo come struttura pubblica”.

Ovviamente, lo scaricabarile ha funzionato. E coloro che hanno espresso il loro disinteresse nei confronti di una platea di pazienti vulnerabili resteranno impuniti. Rammaricato, il direttore aggiunge: “Ho parlato con gli strutturati e nessuno di loro avrebbe mai adottato un’iniziativa simile, assurda solo a concepirla. Qui registriamo 16mila accessi l’anno, un numero che il Covid non ha e non avrebbe potuto scalfire. La continuità assistenziale è legge etica, oltre che professionale, per chi è stato colpito da un tumore”. In effetti, la struttura clinica è una delle poche in Campania che eroga chemio e visite su due turni, senza sosta: dalle 18 alle 14 e dalle 14 alle 20. In più, conclude il direttore, “ai primi di ottobre, tenendo presente il sovraffollamento, sarà disponibile un altro Day hospital proprio per alleggerire il carico”.

Redazione Nurse Times

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