Secondo l’accusa, il dottor Giuseppe De Martino avrebbe falsamente la sua presenza durante 32 interventi chirurgici eseguiti nel febbraio 2020, quando era in vacanza sulla neve. Inoltre avrebbe minacciato infermieri e anestesisti che ne contestavano l’operato. La difesa parla di “complotto”.

Si è tenuto ieri l’interrogatorio di convalida per l’arresto del dottor Giuseppe De Martino, 51enne cardiologo della Clinica Mediterranea di Napoli, ai domiciliari per concorso in falso ideologico e materiale, violenza privata e violenza o minaccia per costringere a commettere un reato.

Gravissime le accuse a lui contestate dai carabinieri del Nas di Napoli. Oltre a falsificare cartelle cliniche, attestando falsamente la sua presenza durante 32 interventi chirurgici eseguiti tra il 25 e il 28 febbraio 2020 (mentre era in vacanza sulla neve), avrebbe minacciato alcuni infermieri per costringerli a somministrare farmaci stupefacenti la cui competenza esclusiva è del medico anestesista, e avrebbe pure minacciato gli stessi anestesisti perché volevano informare i pazienti del rischio reale che correvano sottoponendosi alla sedazione.

“Il dottore ha risposto alle domande del gip – spiega a Fanpage.it l’avvocato Alfonso Mutarelli, legale di De Martino – e ha dato la sua versione sulle accuse mosse contro di lui. Ha fornito inoltre le linee guida italiane e internazionali che consentono anche agli elettrofisiologi di somministrare quei farmaci contestati, per dimostrare che il suo operato è stato corretto. Del resto il 50% degli elettrofisiologi italiani somministra quel tipo di farmaci e uno studio ha rivelato che non ci sono differenze, in termini di effetti collaterali ai pazienti, rispetto a quando li somministrano gli anestesisti”.

Sulla questione della falsificazione delle cartelle cliniche, De Martino ha ribadito che il contratto con la Clinica Mediterranea era stato firmato con la Servisan, società a lui riconducibile, e prevedeva che ad operare fosse la sua equipe, senza contemplare espressamente la sua presenza. “Analizzeremo le singole cartelle – prosegue Mutarelli – per capire in quale parte compare il nome di De Martino e a che titolo. Sicuramente, se c’è stato un falso, non è stato fatto per notorietà o per motivi economici, visto che il corrispettivo sarebbe stato lo stesso anche senza la partecipazione di De Martino, tant’è vero che non viene contestata un’ipotesi di truffa. Il dottore insiste su un punto: è convinto che a quel tempo ci fosse un complotto degli altri dipendenti per cacciarlo dalla Clinica Mediterranea”.

Di diverso tenore la ricostruzione della Procura, che in 80 pagine di ordinanza parla di “un quadro estremamente allarmante in ordine alla personalità dell’indagato, quale soggetto particolarmente incline a delinquere, pronto a porre in essere condotte poste in essere con abuso dei suoi poteri, prevaricatrici, sopraffattorie, vendicative, pur di realizzare i propri interessi, anteponendo gli stessi alla vita dei suoi pazienti, che non esitava a mettere a rischio”.

Secondo la versione fornita dal gip, a ottobre 2021 De Martino, rientrato da un periodo di sospensione, avrebbe cercato di distruggere la reputazione di Giuseppe Straziota, direttore sanitario della Clinica Mediterranea, che gli aveva imposto prescrizioni molto rigide, tra cui la riduzione del numero delle procedure da eseguire settimanalmente e l’obbligo di presenza dell’anestesista. Il medico avrebbe concordato la vendetta con un suo collaboratore, a sua volta indagato, cercando di diffamare il direttore sanitario con l’invio alla moglie di quest’ultimo di fotografie che lo ritraevano insieme a una dipendente della struttura, insieme a uno scritto anonimo per far credere che i due avessero una relazione.

Non è la prima volta, peraltro, che il cardiologo finisce nei guai con la giustizia. Già rinviato a giudizio per falso nell’ambito di un’altra inchiesta e destinatario di un avviso di chiusura indagini per l’omicidio colposo di un collega sottoposto a intervento chirurgico, nella clinica eseguiva soprattutto interventi di ablazione ibrida, pratica che si adotta in caso di fibrillazione cardiaca. Il problema è che, secondo numerose testimonianze raccolte dai carabinieri del Nas, questi interventi non avvenivano in condizioni di sicurezza.

A tal proposito un collega cardiochirurgo aveva raccontato al pm Mariella Di Mauro, titolare dei quel fascicolo: “A marzo di quest’anno (2021, ndr), mentre ero intento a operare, fui chiamato in un’altra sala operatoria perché il dottor De Martino stava effettuando una procedura ibrida e nella fase prodromica si era bucato il cuore… Il paziente era un collega, era obeso ed è deceduto. Ebbi in quella occasione un primo contrasto con il dottor De Martino, al quale dissi che tali interventi andavano concordati e programmati. Lui mi disse di aver mandato una mail per comunicare l’intervento, ma gli spiegai che non occorreva una comunicazione, bensì una comunicazione concordata di tale intervento. Per quella che è la mia esperienza, le procedure ibride sono operazioni di cardiochirurgia a tutti gli effetti. Necessitano quindi della presenza di un anestesista, di un cardiochirurgo, di un elettrofisiologo e di un perfusionista. Tale grave episodio non cambiò il modo di operare di De Martino, che continuò a effettuare queste procedure, e non solo queste, al di fuori delle regole minime di sicurezza”.

Il dottor Giuseppe Galano, responsabile del 118 e presidente degli anestesisti, ha riferito di essere stato contattato dai colleghi della Mediterranea, preoccupati perché De Martino pretendeva di aggirare i protocolli: “I colleghi mi rappresentarono che De Martino non rispettava l’organizzazione in termini di tempistica, di logistica della struttura sanitaria e di rispetto delle regole sanitarie basilari, con gravi conseguenze”. In particolare “ometteva una serie di visite necessarie e prodromiche per gli interventi”. L’avvocato Mutarelli, però, si dice si dice convinto che la posizione del suo assistito sarà chiarità già lunedì prossimo, quando avrà luogo l’interrogatorio di garanzia: “Il dottor De Martino fornirà tutti i chiarimenti e dimostrerà che le accuse sono del tutto infondate”.

Redazione Nurse Times

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