L’aderenza alla terapia con Warfarin (il cui nome commerciale è Coumadin) non è facile, soprattutto se il paziente in questione è anziano.

Una scarsa compliance terapeutica può comportare complicanze nella salute del paziente come ad esempio l’ictus nel caso in cui il paziente assume Warfarin per la  Fibrillazione Atriale (una delle cause più comuni per l’assunzione).

Che cosa si può fare quindi per aumentarne la compliance terapeutica?

1) L’educazione terapeutica al paziente deve essere personalizzata secondo le esigenze di ciascuno: controllare in ogni visita di follow-up la mancanza di conoscenza o di comprensione di qualche aspetto della terapia; valutare se ci sono e quali sono le barriere sanitarie o personali all’adesione al farmaco.

Conoscere lo stile di vita e i comportamenti del paziente è fondamentale per una comunicazione efficace sanitario-paziente in modo da canalizzarli nella vita quotidiana.

Un esempio concreto è il reparto di Chirurgia Vascolare del City Hospital, a Grenoble, in Francia.

Qui l’educazione terapeutica in pazienti in TAO avviene quotidianamente seguendo un protocollo ormai preciso:

incontri individuali medico-paziente oppure con i familiari,incontri di gruppo,disponibilità di un recapito telefonico dove il paziente può chiamare per qualsiasi dubbio,i messaggi educativi vengono filtrati e modellati in base alle caratteristiche del paziente che abbiamo di fronte, facendo in modo che il paziente in prima persona sia coinvolto nella gestione della propria malattia.Gli studi dimostrano l’importanza dei programmi di educazione del paziente nel ridurre il rischio di emorragia e di raggiungere una migliore stabilità nel trattamento.

2) I sanitari devono conoscere adeguatamente le linee guida del farmaco in modo da comprendere tutti i benefici e gli effetti avversi e trasmetterli al paziente.

L’inadeguata conoscenza del farmaco da parte del paziente ha come principale conseguenza la scarsa adesione terapeutica e quindi l’aumento delle complicanze.

3) Da uno studio condotto su un gruppo consistente di pazienti in cura con TAO, emerge che l’educazione terapeutica è fondamentale per aumentare le possibilità di adesione terapeutica al Warfarin.

In particolare, è emerso che i pazienti che hanno ricevuto:

un’adeguata educazione da parte di un’infermiera esperta,hanno visto un video che fornisce informazioni su TAO, nutrizione e istruzioni su come gestire situazioni critiche, ricevendo una brochure che ripete i contenuti del video, continuando la terapia con Warfarin senza interruzioni;…hanno avuto meno complicanze legate a un’inadeguata compliance terapeutica.

4) Per ridurre gli errori, causati dalla complessità della terapia  antitrombotica,  è necessario che tutti gli operatori  sanitari  (infermieri,  medici,  farmacisti)  comunichino e collaborino tra di loro, in modo da fornire al paziente le  stesse informazioni su che cosa deve fare concretamente in caso di emorragie, su che cosa deve mangiare, quando fare i controlli ematici etc.. 

5) E’ necessario fornire poche informazioni alla volta al paziente, in modo che comprenda quello che gli stiamo dicendo, troppe informazioni infatti lo confonderebbero.

Usare un linguaggio chiaro e non limitarsi a dare la semplice brochure, ma parlare col paziente, in quanto il colloquio educativo non può essere sostituito.

Fare educazione terapeutica giorno per giorno, se il paziente è ricoverato, non limitarsi a dare le informazioni all’ultimo giorno prima della dimissione.

Verificare sempre se il paziente ha capito quello che gli stiamo dicendo, confortarlo nel caso in cui dovesse avere timore della situazione.

Essere aperti al dialogo con tutti i membri della famiglia, in particolare col caregiver.

Quindi…quali sono le principali informazioni che deve sapere il paziente?

Che cosa si intende per terapia anticoagulante orale?

Gli anticoagulanti orali sono farmaci in grado di modificare la capacità di coagulare del sangue, riducendo il rischio della formazione di trombi in pazienti che, per la loro malattia, corrono questo rischio.

Perchè bisogna fare gli esami del sangue?

E’ necessario fare periodicamente il prelievo per valutare INR che corrisponde al tempo che impiega il sangue a coagulare.

Infatti, a differenza di altri farmaci, la dose da assumere è diversa anche giorno per giorno, e soprattutto da persona a persona. Gli esami di laboratorio, ci aiutano proprio a trovare la dose più ottimale da fare assumere al paziente per raggiungere il suo equilibrio coagulativo (in modo che non sia né troppo denso né troppo fluido).

Gli esami sono a pagamento?

I pazienti in cura con gli anticoagulanti orali hanno un’esenzione in modo che non devono pagare il ticket. C’è anche il servizio di infermieri a domicilio che possono venire tranquillamente a casa a fare il prelievo (per le persone ad esempio disabili o anziani che hanno difficoltà a raggiungere l’ospedale o il centro prelievi).

Gli esiti degli esami poi vanno fatti vedere di volta in volta al proprio medico per modificare la terapia.

Bisogna stare attenti ad assumere altri farmaci in concomitanza?

Ovviamente bisogna sempre leggere il foglietto illustrativo di ogni farmaco che andiamo a prendere, ma prima di tutto bisogna informare il medico e il farmacista che si sta assumendo una terapia anticoagulante.

Questo vale anche quando ci rechiamo al pronto soccorso. Da evitare le iniezioni intramuscolo perché possono causare ematomi, più difficilmente riassorbibili.

Che cosa è meglio evitare di mangiare?

Nessun cibo è proibito. In generale bisognerebbe evitare le verdure a foglia larga perché contengono più vitamina K (che favorisce la coagulazione): come spinaci, coste, erbette, broccoli, cavoli, prezzemolo; evitare l’alcool e prestare molta attenzione agli infusi e alle pastiglie a base di erbe in quanto hanno effetti sulla coagulazione.

Alcuni studi, riguardo alla dieta, affermano che non bisogna evitare di mangiare certi alimenti ma l’importante è mantenere lo stesso stile alimentare.

Nel caso in cui ci fossero delle variazioni (ad esempio si inizia una dieta e si aumenta l’introito di verdure) vanno comunicate al medico, che adegua la dose terapeutica dell’anticoagulante.

Quando è meglio assumere il farmaco?

E’ meglio lontano dai pasti, sempre alla stessa ora tutti i giorni. Per non dimenticarsi è opportuno puntarsi la sveglia e segnare la dose da prendere su una agendina, in quanto non è uguale ogni giorno.

Quando è necessario andare in pronto soccorso o recarsi dal medico?

In caso di emorragie improvvise al naso, alle gengive o alle emorroidi.

Nel caso di un trauma che fa fatica a smettere di sanguinare, per comparsa di mestruazioni abbondanti, ematuria o feci scure.

Per qualsiasi trauma alla testa o alla schiena, anche senza danno apparente in quanto potrebbe esserci un ematoma interno. Nel caso di diarrea, vomito o febbre recarsi dal medico per un controllo straordinario della coagulazione.

Si può praticare sport?

Si può praticare qualsiasi sport, da evitare sci di discesa, ginnastica acrobatica e arti marziali per il rischio di traumi e quindi sanguinamento.

Queste semplici informazioni possono aiutare un paziente ad autogestirsi, riducendo le complicanze. E’ meglio che un paziente ci faccia molte domande piuttosto che non ci dica niente…è più facile che quest’ultimo non sarà un paziente compliante alla terapia.

Linda Alberti

Sitografia

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https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0755498209004114?via%3Dihub

La terapia anticoagulante orale: guida per pazienti e familiari

https://www.aots.sanita.fvg.it/aots/InfoCMS/RepositPubbl/table34/4/Allegati/tao_sito.pdf
L’articolo L’educazione terapeutica al paziente in TAO per aumentare l’efficacia del trattamento scritto da Redazione Nurse Times è online su Nurse Times.