La Regione non ha erogato alle Aziende sanitarie i fondi necessari al pagamento degli incentivi straordinari

Il Nursing Up proclama lo stato di mobilitazione: “Una palese violazione degli accordi sottoscritti, la Regione ponga subito rimedio a questa ingiustizia”

I fondi regionali per pagare il saldo incentivi straordinari, ossia gli oneri accessori che compongono una parte dello stipendio di infermieri e professionisti della sanità del Piemonte, non sono stati erogati dalla Regione al 100%, ma solo al 50% di quello che le aziende sanitarie avevano prospettato e chiesto secondo i calcoli sul personale (compreso quello aggiuntivo arrivato per le necessità covid) che la stessa Regione aveva richiesto. Questo, pare, a causa di alcune ragioni tecniche. 

Questa inaccettabile situazione è stata prospettata ai sindacati dalla direzione generale dell’Asl Città di Torino, in una riunione svolta ieri. Ma la questione tocca tutte le aziende sanitarie del Piemonte, non solo Torino. Le Aziende sanitarie si trovano così, di fatto, in difficoltà, perché sono senza una rilevante parte dei fondi necessari a comporre il totale degli stipendi che spettano ai lavoratori, fondi che erano già stati destinati e programmati.

Il Nursing Up, sindacato degli infermieri e delle professioni sanitarie, sottolinea che si tratta di un fatto gravissimo e inaccettabile, perché non finanziare al 100% il saldo degli incentivi straordinari significa di fatto tagliare gli stipendi ai lavoratori, non dare loro ciò che hanno tutto il diritto di avere. Tanto più che il saldo delle indennità accessorie era parte integrante dell’accordo sulle stabilizzazioni dei precari, siglato in Regione a inizio giugno.

Il Nursing Up dichiara sin da subito lo stato di mobilitazione per protesta contro questa assurda situazione, ribadendo in modo chiaro e netto alla Regione che gli accordi sottoscritti vanno onorati e messi in atto senza modifiche. Quanto sta accadendo viola in modo palese le norme della contrattazione.

Il segretario regionale Nursing Up Piemonte, Claudio Delli Carri aggiunge “Non è accettabile né giustificabile quanto ci è stato prospettato. L’erogazione dei fondi per il salario accessorio va immediatamente ripristinata al 100%, trasmettendo alle Aziende sanitarie del Piemonte i fondi che hanno richiesto come da intesa con la stessa Regione. Non esistono scuse tecniche o di qualsivoglia altra ragione. Ancora una volta purtroppo dobbiamo rilevare come gli infermieri e professionisti della sanità siano sempre e comunque, alla realtà dei fatti, calpestati nei loro diritti. 

La Regione – prosegue Delli Carri – ha spremuto il personale sanitario fino all’osso, ha chiesto alle Asl di occuparli in tamponi, tracciamento, ricoveri covid, campagna vaccinale e tutto quanto necessario per la gestione della pandemia, il tutto sommato alle normali attività che già compongono l’intenso lavoro all’interno delle varie realtà sanitarie. E il personale sanitario non si è mai tirato indietro, saltando turni riposo, lavorando anche in condizioni difficilissime e senza Dpi, ammalandosi e mettendo a rischio la propria salute e quella dei famigliari. Sempre facendo il proprio dovere. E oggi, quando questo stesso personale sanitario, i famosi ‘eroi’, dovrebbe ricevere ciò che spetta loro di diritto, in termini di stipendio e riconoscimento di incentivi straordinari e salario accessorio, si trova invece a vedersi la busta paga ingiustamente alleggerita. È il caso dell’Asl Città di Torino, la cui Direzione Generale ieri ha incontrato i sindacati per comunicare la brutta notizia della mancata erogazione. 

Ma quali ‘eroi’: noi siamo solo persone che vanno fiere del loro responsabile senso del dovere. E siamo anche delusi e amareggiati da questo comportamento della Regione. Per questo da oggi proclamiamo lo stato di mobilitazione, chiedendo una immediata soluzione al problema con l’erogazione totale dei fondi per i salari accessori.

Se ciò non avverrà in tempi strettissimi, con i fondi messi a disposizione delle aziende già nei prossimi giorni, siamo pronti a mettere in atto tutte le forme di protesta che la legge ci mette a disposizione. Alla Regione ricordiamo che gli accordi sottoscritti, così come avviene per le stabilizzazioni, vanno rispettati e messi in atto nella loro interezza. Non farlo è una grave violazione della contrattazione e dei diritti dei lavoratori”.

Redazione Nurse Times

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