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Riceviamo la tesi della dott.ssa Annapaola Russo dal titolo “La check list: strumento per la sicurezza del paziente in sala operatoria”

ABSTRACT

La check list è uno strumento utilizzato all’interno della sala operatoria per garantire la sicurezza sia del paziente che dell’équipe chirurgica durante lo svolgimento di un intervento chirurgico. È stata idealizzata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità ed è stata approvata nel 2009 in Italia dal Ministero della Sanità. Per migliorare l’implementazione della check list, l’OMS ha designato come coordinatore di tale strumento l’infermiere di sala operatoria. La check list è composta da 20 items suddivisi in 3 fasi: SIGN IN – TIME OUT – SIGN OUT; i controlli vanno effettuati verbalmente in cui l’infermiere si rivolge all’intera équipe presente, per verificare che i controlli previsti siano stati eseguiti in maniera corretta. Alla fine di tutti i controlli, l’infermiere deve datare la check list, firmarla e consegnarla al coordinatore del reparto.

SVOLGIMENTO

La decisione di trattare la “Check List” come argomento di tesi, nasce dalla mia esperienza formativa all’interno della sala operatoria del Policlinico “Luigi Vanvitelli”, dove attraverso l’affiancamento e l’osservazione del personale presente, ho compreso l’importanza che la corretta compilazione della check list previene l’insorgenza di complicanze ed errori durante lo svolgimento di un intervento chirurgico. Il mio elaborato si divide in quattro capitoli, partendo dalla definizione di sala operatoria e terminando con l’importanza di tale strumento e della figura professionale che lo compila.

Nel primo capitolo si parla di cos’è una sala operatoria, di quali sono gli strumenti che sono presenti all’interno di essa affinché l’intervento chirurgico possa essere eseguito e della presenza delle varie figure che compongono l’équipe chirurgica.

Nel secondo capitolo viene spiegata la figura dell’infermiere di sala operatoria, di quanto sia importante la sua presenza e delle responsabilità che ha durante lo svolgimento del suo lavoro. L’infermiere di sala operatoria prepara e dispone la sala per ogni intervento chirurgico, a seconda del paziente in lista operatoria. Verifica la corretta asepsi e sanificazione della sala, aiuta il paziente a posizionarsi sul tavolo operatorio, e deve avere un’adeguata formazione per la responsabilità circa la corretta gestione e utilizzo dei presidi presenti in sala. Inoltre, vengono accennati vari articoli del codice deontologico in merito alle varie responsabilità che possiede un infermiere.

Nel terzo capitolo è spiegata la check list, la sua importanza, le varie fasi di cui è composta e il metodo di applicazione. La prima fase è la SIGN IN, svolta prima di indurre l’anestesia al paziente e prevede 7 controlli che riguardano:

la corretta identità del paziente, la procedura, il sito e il consenso informato; il sito marcato; i controlli per la sicurezza dell’anestesia; il posizionamento del pulsossimetro e del suo corretto funzionamento; identificazione dei rischi di allergie; identificazione dei rischi di difficoltà della gestione delle vie respiratorie; identificazione del rischio di perdite ematiche. La seconda fase è la TIME OUT chiamata anche “momento di pausa chirurgica” svolta dopo aver indotto l’anestesia al paziente ma prima che viene incisa la cute e, presenta anch’essa 7 controlli:

presentazione dell’équipe; chirurgo, anestesista e infermiere confermano l’identità del paziente, del sito chirurgico, della procedura chirurgica e del corretto posizionamento sul tavolo operatorio; anticipare eventuali criticità e preoccupazioni quali rischi di perdite ematiche, problemi con gli strumenti e difficoltà con le vie respiratoria; se è stata effettuata la profilassi antibiotica prima dell’intervento; visualizzazione delle immagini. La terza fase è la SIGN OUT svolta dopo l’intervento chirurgico ma prima che il paziente abbandoni la sala operatoria, prevede 6 controlli:

nome della procedura chirurgica registrata; conteggio di strumenti, garze, bisturi, ecc, utilizzati durante l’intervento; etichettature di eventuali campioni biologici; problemi o malfunzionamenti dell’utilizzo degli strumenti; revisione degli elementi critici per l’assistenza post-operatoria; profilassi del tromboembolismo nel post-operatorio. Alla fine, bisogna consegnare la check list al coordinatore del reparto datata e firmata dall’infermiere che l’ha eseguita.Nel quarto capitolo spiegata cos’è una CHECK LIST PROPOSITIVA, a cosa serve e qual è l’importanza dell’utilizzo di questo strumento. È redatta dall’infermiere di sala operatoria per salvaguardare ancora di più la sicurezza del paziente e dell’équipe chirurgica durante l’intervento chirurgico. È utilizzata per segnare tutti i vari controlli che vengono eseguiti all’interno della sala prima che entri in funzione e segnalare eventuali anomalie al coordinatore del reparto.

Annapaola Russo

Tesi: “La check list: strumento per la sicurezza del paziente in sala operatoria”

La dott.ssa Russo presenta la tesi sulla check list come strumento per la sicurezza del paziente in sala operatoria
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L’articolo La dott.ssa Russo presenta la tesi sulla check list come strumento per la sicurezza del paziente in sala operatoria scritto da Redazione Nurse Times è online su Nurse Times.