Con le elezioni alle porte ci si aspetta un impegno politico nei confronti della categoria, così da favorire e accelerare un concept nell’identità del professionista che sia al passo con i tempi.

In vista delle imminenti elezioni politiche è tempo di riflettere e di concentrarsi sugli orizzonti futuri della nostra categoria professionale. Ebbene sì, infermieristica e politica: un connubio arduo, storicamente poco praticato, che fa da sfondo a una situazione cronicamente complessa, che non pare aver mai avuto la giusta valorizzazione.

Eppure la categoria degli infermieri, per mezzo della sua vision professionale, è portavoce di idee in grado di prevedere il cambiamento della società e di intercettare fenomeni e fattori che possono contribuire a dare uno sguardo d’insieme sulle problematiche della realtà e a fornire soluzioni concrete e lungimiranti ai cittadini. Basti pensare a una certezza assolutamente non trascurabile, ossia il dato inerente il peso elettorale, che si stima attorno a circa 450mila professionisti iscritti all’albo, secondo le recenti stime della “Rilevazione continua sulle forze di lavoro” dell’Istat, equivalente a più di un punto percentuale degli aventi diritto.

Numeri irrisori, considerata la platea complessiva, ma che spesso può risultare determinante nel successo o meno di una campagna elettorale. E se aggiungessimo un ipotetico nucleo familiare medio associato, si raggiungerebbero stime non indifferenti, capaci di poter incidere in modo sostanziale sul risultato della partita. Detto ciò, appare difficilmente praticabile realizzare quanto detto sopra, considerato l’alveo dei votanti e le diverse direzioni che orientano il percorso ideale e valoriale di ognuno nell’intraprendere spesso strade divergenti. Ma oramai i tempi diventano sempre più maturi, visti i numerosi e radicali mutamenti che ha subito la professione nel corso del tempo, ed è proprio dai periodi di crisi che occorre rivitalizzarsi e cercare coesione per tentare di ribaltare le sorti del futuro.

E’ evidente che ci si aspetta un elevato grado di impegno politico nei confronti della categoria su temi attuali e progressivi, così da poter finalmente favorire e accelerare un concept nell’identità del professionista che sia al passo con i tempi. Senz’altro gli infermieri non avranno problemi nell’avvalorare programmi proiettati a voler realmente garantire un impegno propositivo nel rendere prioritarie le molteplici esigenze che necessitano di una risposta.

Leonardo Priore

Infermieri e politica professionale: serve un cambio di marcia
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