Intanto sono saliti a 400 i sanitari che hanno proposto ricorso al Tar della Liguria contro l’obbligo vaccinale.

Nella provincia di Imperia 17 operatori socio-sanitari in forza ad alcune residenze per anziani sono stati sospesi con effetto immediato per aver rifiutato il vaccino anti-Covid. Previsto anche lo stop allo stipendio, dopo che l’Asl 1 imperiese ha inviato le rispettive lettere di richiamo agli interessati e, successivamente, le comunicazioni alle direzioni delle strutture.

Oltre alla sospensione del lavoro, che è immediata, è previsto anche lo stop dello stipendio. I sospesi possono comunque sanare la propria posizione ed essere reintegrati, sottoponendosi alla vaccinazione entro il 31 dicembre. Si tratta dei primi provvedimenti intrapresi dall’Azienda sanitaria locale. A questi, nelle prossime settimane, ne seguiranno altri, che riguarderanno tutti i lavoratori della sanità no vax inseriti nell’elenco che Alisa ha inviato alle Asl provinciali.

Intanto è salito a 400 il numero dei sanitari che hanno proposto ricorso al Tar della Liguria. Il 6 ottobre avrà luogo l’udienza di merito per stabilire la legittimità della richiesta di sospensione in via cautelativa dell’obbligo vaccinale. “Il ricorso – è scritto nel relativo atto – si fonda sulla illegittimità costituzionale, sotto plurimi profili, di diritto interno e diritto europeo, di un obbligo riferito a un vaccino di cui non è garantita né la sicurezza né l’efficacia, essendo la comunità scientifica unanime nel ritenere insufficiente, sia dal punto di vista oggettivo sia dal punto di vista temporale, la sperimentazione eseguita”. Per i ricorrenti, qundi, l’obbligo di vaccinazione è applicativo “di una disposizione legislativa violativa del diritto europeo, incostituzionale e lesiva del diritto inviolabile di libertà di scelta, di prevenzione e di cura, tanto più a fronte dell’assenza di garanzia di sicurezza ed efficacia”.

Nello stesso atto si legge inoltre: “È noto che il breve tempo di cui si sono potute giovare le case farmaceutiche per gli studi, la predisposizione e la sperimentazione delle soluzioni vaccinali oggi disponibili non ha consentito di raggiungere quelle condizioni di sicurezza ed efficacia dei vaccini medesimi, che devono assistere ad ogni prestazione sanitaria imposta. Diversi studi e le stesse case farmaceutiche produttrici dei sieri vaccinali, infatti, riconoscono da un lato che non sono ancora note le potenzialità dei vaccini sotto il profilo della loro capacità di impedire la trasmissione del virus, la capacità di impedire la contrazione della malattia e la durata temporale dell’efficacia preventiva, e dall’altro, che non sono ancora note le conseguenze, soprattutto a lungo termine, derivanti dalla somministrazione dei vaccini”.

Redazione Nurse Times

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