Una neonata di soli 12 giorni è stata salvata dal personale sanitario dell’ospedale Freeman di Newcastle con un metodo che si non addetti ai lavori potrebbe risultare brutale ma che invece si è rivelato alquanto efficace.

La piccola Holly è stata colta da un’insolita tachicardia, a causa di un’infezione insorta pochi giorni dopo la sua nascita. Si trovava a casa con mamma e papà quando è stata colta da un malore che ha subito allarmato i genitori, spingendoli a correre in pronto soccorso.

Il suo cuore pulsava ad oltre 320 battiti al minuto, frequenza eccessiva anche per un paziente di quell’età.

Comprendendo come tale condizione avrebbe potuto mettere a repentaglio l’incolumità della bimba, i medici hanno deciso di immergerla in un contenitore riempito di acqua gelata nel tentativo di far rallentare il cuore sfruttando il diving reflex (riflesso di immersione).

Inizialmente le cose non sembravano migliorare, ma con l’aiuto della terapia farmacologica, Holly ha iniziato lentamente a stare meglio. La piccola è stata successivamente intubata e monitorata per 48 ore.

I genitori hanno trascorso molti giorni in ospedale, tirando un sospiro di sollievo quando hanno saputo che la loro bambina fosse ormai fuori pericolo. Dopo svariati giorni Holly è potuta tornare a casa. I medici e gli infermieri dell’ospedale sono stati in grado di aiutare questa piccola paziente con un metodo sconosciuto per i profani, ma ovviamente basato su evidenze scientifiche.

In quei momenti difficili molte persone sono state in grado di aiutare la famiglia e oggi, che la piccola è in perfetta salute, i suoi famigliari hanno avviato una raccolta fondi online. La cifra che verrà accumulata verrà donata proprio al reparto nel quale la piccola è stata ricoverata, per ringraziare e supportare chi, in un momento di grande dolore e bisogno, è sempre rimasto al loro fianco. 

Simone GussoniL’articolo Il cuore di una neonata batte ad oltre 320 bpm, salvata in ospedale grazie al Diving Reflex scritto da Simone Gussoni è online su Nurse Times.