Promette bene uno studio sui topi pubblicato nella rivista Frontiers in Cell and Developmental Biology.

Un gruppo di ricerca ha scoperto un modo di utilizzare la terapia genica per trasformare le cellule cerebrali gliali nei neuroni, ripristinando la funzione visiva e offrendo speranza per un modo per ripristinare la funzione motoria dopo il verificarsi di un ictus. Il team proviene dall’Huck Institutes of Life Sciences, in Pennsylvania, e dal Purdue Institute for Integrative Neuroscience, Autism Research Center, West Lafayette in Indiana, guidato da Alexander Chubykin, della Purdue University, professore associato di Scienze biologiche al College of Science, in collaborazione con il team guidato da Gong Chen, dell’Università di Jinan in Cina. Il loro studio è stato pubblicato nella rivista Frontiers in Cell and Developmental Biology.

A volte il cervello può rimappare abbastanza i propri percorsi neurali, così da ripristinare alcune funzioni visive dopo un ictus, ma quel processo è lento, è inefficiente e per alcuni pazienti non accade mai. La terapia con cellule staminali può aiutare, ma è difficile. Invece la nuova terapia genica, come dimostrato su topi, appare molto più promettente.

«Stiamo riprogrammando direttamente le cellule gliali locali in neuroni – afferma il professor Chubykin –. Non dobbiamo impiantare nuove cellule, quindi non c’è rigetto immunogenico. Questo processo è più facile da eseguire rispetto alla terapia con cellule staminali e ci sono meno danni al cervello. Stiamo aiutando il cervello a guarire se stesso. Possiamo vedere che vengono ristabilite le connessioni tra i vecchi neuroni e i neuroni appena riprogrammati. Possiamo guardare i topi riacquistare la vista».

Il team ha simulato un ictus ischemico, che colpisce i centri visivi nel cervello dei topi, mappando e misurando l’entità del danno neurale e visivo. Quindi ha utilizzato virus adeno-associati, per fornire la NeuroD1 agli astrociti del cervello. Queste cellule hanno subito una transizione verso i neuroni, che sono stati completamente riprogrammati e integrati nella corteccia visiva. Successivamente sono state misurate le risposte di queste cellule allo stimolo visivo e mappato lo sviluppo della corteccia visiva, per valutare il recupero della funzione visiva.

«A seguito dell’esperienza visiva i neuroni riprogrammati hanno dimostrato la maturazione della selettività dell’orientamento e della connettività funzionale – dice ancora Chubykin -. I nostri risultati mostrano che i neuroni riprogrammati possono svilupparsi e integrarsi con successo nel circuito corticale visivo, portando al recupero della vista dopo un danno ischemico».

Redazione Nurse Times

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