La 33enne Roula Pispirigou avrebbe provocato la morte delle bambine in momenti diversi.

In Grecia un’infermiera è accusata di aver ucciso, in momenti diversi, le sue tre figliolette. Protagonista della vicenda è Roula Pispirigou, 33enne originaria di Patrasso, arrestata lo scorso aprile per la morte della figlia di nove anni, avvenuta a inizio 2022. Un’accusa tremenda, a cui si sono poi aggiunte quelle di omicidio per i decessi delle altre due piccole, tre anni e mezzo e sei mesi d’età, avvenute rispettivamente nell’estate del 2019 e a marzo 2021.

La donna è incriminata per omicidio volontario in merito al presunto avvelenamento della figlia maggiore, che prima del decesso, avvenuto nel gennaio scorso, era stata ricoverata più volte all’ospedale di Atene. L’autopsia e gli esami tossicologici hanno rilevato la presenza di ketamina nel corpo della bambina. La donna ha sempre respinto le imputazioni, ma di recente i pubblici ministeri hanno aggiunto le accuse per le morti delle altre due bambine, che secondo il rapporto dei medici legali è avvenuta per asfissia.

Proprio i dettagli emersi da tale documento hanno scatenato la rabbia dell’opinione pubblica nei confronti della donna. Oltre alle manifestazioni avvenute durante le udienze, sulla sua casa è comparsa la scritta: “Morte agli assassini dei figli”. Un caso complesso, che richiederà tempi lunghi. Nelle prossime settimane l’infermiera sarà interrogata nuovamente, poi dovrà affrontare con tutta probabilità due procedimenti separati: uno per la morte di Georgina, la figlia maggiore, e uno per quelle delle di l’altro per le piccole Malena e Iris.

Dal rapporto conclusivo dei medici legali sui decessi delle due bimbe più piccole, è emerso che la madre era presente al momento della morte. Nel caso di Malena, di 3 anni e mezzo, morta il 13 aprile del 2019, la donna ha chiesto aiuto ai medici quando la piccola era già deceduta. I sanitari descrivevano la bimba, che da poco aveva superato la leucemia, allegra e socievole. Nonostante la dura malattia affrontata, le sue condizioni di salute erano buone e la sua morte, stando ai referti, è stata “improvvisa”.

Per quanto riguarda Iris, di soli sei mesi, le indagini si sono concentrate sul materiale fotografico presente nel fascicolo: sulla bocca della piccola erano presenti tracce di sangue. Una prova ritenuta “schiacciante” dai pm. Anche in questo caso la donna si è rivolta ai medici quando la piccola era morta da diverse ore. Un caso “fotocopia”, insomma, avvenuto due anni dopo il primo, nel marzo del 2021, quando Roula Pispirigou ha raccontato alle forze dell’ordine di aver messo a letto la bimba e di averla trovata morta il mattino seguente. Versione che però non ha mai convinto gli inquirenti.

Anche perché circa un mese dopo, il 9 aprile 2021, è toccato a Georgina, ricoverata in preda alle convulsioni. Qualche giorno dopo la bambina fu dimessa, ma nel gennaio di quest’anno è deceduta all’ospedale pediatrico “Aglaia Kyriakou” di Atene. Come rivelato in seguito dalle analisi tossicologiche, il decesso è stato causato dalla massiccia somministrazione di ketamina.

Redazione Nurse Times

Fonte: Today

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