Gentile Direttore, in questi giorni gli infermieri hanno potuto godere visivamente di manifesti rilasciati dalle varie associazioni nazionali, internazionali e dagli ordini professionali in occasione del 12 maggio, giornata dedicata a loro in tutto il mondo.

Mai Visual fu più idoneamente ideato dalla Fnopi di quello di quest’anno.La campagna immagine del 2022 è lo specchio della professione infermieristica in Italia.

Gli slogan da utilizzare però dovrebbero essere diversi da “Relazione”, “Vita” e “Futuro”: la parola chiave corretta, ben rappresentata dalla grafica utilizzata, è “DISSOLVENZA” .

Dissolvenza dalla vita politica, lontananza dalla base, inutilità di un organismo centrale: ecco i tre slogan che avrebbero ben rappresentato quest’anno il 12 maggio.

Un Comitato centrale che, al di là delle parole e piccoli risultati personali, non riesce a portare a casa nulla rappresenta solo se stesso.Alcuni esempi recenti sono:

il superOss in Veneto che dopo un primo tiepido contrasto è stato barattato con una manciata di ore di insegnamento e con la promessa vana di mantenere in capo il processo assistenziale agli infermieri. Numericamente, come è noto, nelle case di riposo il rapporto numerico con gli OSS tale che mantenere in capo il processo assistenziale può diventare un boomerang.L’inserimento in lista di idonei per assumere la Direzione Assistenziale dell’Emilia Romagna di un “sempre pronto” Presidente Emiliano – Romagnolo pur non essendo Dirigente.Nessun colpo, nemmeno un flebile battito di ali di farfalla per gli infermieri.

L’ultima vera conquista risale alla tanto agognata riforma ordinistica che per gli infermieri null’altro ha significato che un aumento della quota di iscrizione agli ordini provinciali per il mantenimento di un apparato centrale aumentato a dismisura e per degli albi professionali di cui ancora ci è ignota la funzione.

Evviva il Manifesto del 12 maggio 2022 quindi, che visivamente ci fa apparire in dissolvenza ovvero come realmente siamo. Dissolvenza come nel finale un pezzo musicale tanto amato nella nostra gioventù, tremendamente amaro e malinconicamente incantevole che ormai vive in un passato remoto ci ha visto protagonisti di una stagione di conquiste professionali e normative.

Buon 12 maggio Infermieri d’Italia.

Massimo Randolfi, presidente NurseTimes

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