L’incredibile tentato video-denuncia del giornalista Pino Grazioli dell’emittente Paradise TV ha indignato molti professionisti della salute impegnati quotidianamente da mesi nella più grande bioemergenza mai affrontata dall’umanità.
Il reporter, nel tentativo di realizzare uno scoop che potesse garantirgli la popolarità della quale attualmente non gode, ha tentato di attaccare il sistema 118 napoletano, in seguito ad un intervento di soccorso richiesto dallo stesso.
Grazioli avrebbe difatti contattato il numero dell’emergenza sanitaria per dare soccorso, non è chiaro per quale motivo, ad un senza tetto che stava dormendo in strada.
Dopo che i sanitari hanno provveduto a trasportare la persona in ospedale, avrebbe deciso di telefonare nuovamente al 118, utilizzando due telefoni (e pertanto occupando due linee) semplicemente per sapere presso quale PS fosse stato trasportato.
“Sto chiamando il 118 con due telefoni!!! Io non capisco perché il centralinista non risponde!!! Vergogna!!! Vergogna!!!
La rabbia dell’energumeno ed i modi di fare alquanto scortesi (che gli sono costati un’aggressione recente da parte di sconosciuti) si sono pacati per alcuni secondi solo alla risposta dell’infermiere della centrale operativa.
“Sono Grazioli, abbiamo soccorso una persona insieme alla vostra autoambulanza, che dormiva con i topi. Vogliamo sapere dove lo avete portato!”
L’interlocutore del giornalista si è correttamente rifiutato di fornire informazioni riservate a colui che sarà sicuramente risultato sembrare uno psicopatico in linea.
Il giornalista ha poi chiamato nuovamente i Carabinieri al telefono, proseguendo nelle proprie farneticazioni (udibili nel video).
Alle accuse ed offese di Grazioli ha risposto Manuel Ruggero, presidente dell’associazione “Nessuno Tocchi Ippocrate”, costantemente a difesa dei sanitari impegnati nel settore dell’emergenza:
Quando in Periodo di “emergenza” qualcuno scredita il nostro prezioso lavoro.
“Entriamo nel merito, nei giorni scorsi il signor Pino Grazioli, in giro per la città a documentare la “quarantena partenopea” e per denunciare la prostituzione, incontra 2 senza fissa dimora, in stato di ebrezza alcolica, che dormono in strada in precarie condizioni igienico-sanitarie (un po come tutti questi sfortunati).
Non è ancora chiaro per quale motivo il Signor Grazioli allerta il servizio di Emergenza Sanitaria. Nella prima parte del video si assiste alla telefonata che il giornalista fa al 118 per chiedere dove fosse stato trasferito il primo senza fissa dimora, e si sentono chiaramente le lamentele (con toni anche accesi ed inadeguati) per i tempi di risposta… naturalmente l’infermiere, come da protocollo e nella tutela legale, risponde che per motivi di privacy non può riferire l’ospedale di destinazione.
Nella seconda parte del video ci colpisce la frase del Grazioli :”per chiamarvi a voi quando arrivate muoiono le persone!”.Noi, come associazione che difende il personale sanitario in servizio ci preme precisare alcuni punti:
1) i due pazienti filmati da TV PARADISE (tra l’altro violando la Privacy degli stessi), come confermato dai sanitari intervenuti sul posto, erano 2 senza fissa dimora in stato di ebrezza alcolica (e non in stato confusionale di tipo neurologico come voleva far intendere il Grazioli) ergo erano due CODICI VERDI dove l’intervento del 118 non era necessario, o meglio non richiedeva l’ospedalizzazione urgente.
2) per i poveri “senza fissa dimora” che vivono in strada in scarse condizioni igienico sanitarie bisogna allertare i “servizi sociali” e non l’emergenza sanitaria territoriale che si dovrebbe occupare, specie in questo periodo ,di casi più gravi.
3) la privacy del paziente va tutelata , non si possono effettuare riprese durante un soccorso a maggior ragione quando il viso del paziente non è coperto, infatti è proprio qui che la TV LOCALE ha sbagliato. gli operatori hanno si il viso coperto, il paziente purtroppo no.
4) non si puo’ chiamare il 118 dicendo:”sono Grazioli”, con tutto il rispetto per il giornalista ,ma non è detto che tutti lo debbano conoscere, e poi il personale che risponde al telefono, che NON E’ UN CENTRALINISTA bensi’ un INFERMIERE non è tenuto a dare informazioni su pazienti per la legge sulla privacy, anche se a chiamare fosse Barbara D’Urso.
5) quando si chiama il 118 è estremamente scorretto chiamare da 2 telefoni in contemporanea in quanto si vanno ad intasare le linee e si impedisce a chi sta VERAMENTE MALE di raggiungere chi potrebbe aiutarlo. gli infermieri che rispondono sono 4, se 2 di voi chiamate simultaneamente il 118 create un disservizio.
6) (in questi video non si vede perché sono dei stralci di filmati di circa un ora) non si entra in pronto soccorso con un telefonino a riprendere tutto ciò che è attorno, questa è una grave violazione della privacy.
7) quello che si poteva fare di CONCRETO per queste persone era quello di caricarle in auto ed accompagnarle ad un dormitorio pubblico, magari offrendogli del cibo caldo, chiamando il 118 i sanitari non hanno potuto far altro che accompagnare lo sventurato in ospedale dove sicuramente avranno fatto delle analisi dove non si sara’ evinto (per fortuna) nulla e lo avranno dimesso dopo 2/3 ore creando un disagio per la persona che a piedi avrà’ dovuto raggiungere il suo giaciglio di fortuna per continuare il riposo.
Abbiamo già parlato con Francesco Emilio Borrelli, componente della commissione Sanità della Regione Campania esprimendo le nostre perplessità su questi video ed è d’accordo con noi.
In conclusione chiediamo al Sig. Grazioli di moderare i toni e non entrare nel merito di chi tutti i giorni, specie in questo periodo, sta rischiando la vita per salvare quella degli altri. chiediamo rispetto per il nostro lavoro almeno da chi si occupa di divulgare notizie, di certo non abbiamo bisogno di qualcuno che fomenta odio nei nostri confronti, già ne abbiamo a sufficienza. grazie
Aiutateci ad aiutarvi……ma in certi casi…..FATECI LAVORARE!
Ci auguriamo che anche la Federazione Nazionale degli Ordini delle Professioni Infermieristiche intervenga prontamente a tutela dell’immagine degli infermieri, denigrati troppe volte da ciarlatani in cerca di scoop o da ex camici bianchi da salotto.
Dott. Simone GussoniL’articolo Giornalista campano insulta in diretta TV sistema emergenza 118 ed infermiere della centrale operativa scritto da Simone Gussoni è online su Nurse Times.